music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

KEIRON PHELAN – Peace Signs
(Gare du Nord, 2018)

Parafrasando la celebre battuta di Forrest Gump, ogni disco di Keiron Phelan è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita…. Insomma, è sempre un bel rebus avvicinarsi a ogni nuova creazione dell’artista inglese, che non a caso ha sempre fatto della versatilità e della trasversalità stilistica la propria cifra espressiva, spaziando dalla ricerca sonora di State River Widening e del duo Phelan Sheppard al minimalismo acustico di Littlebow, fino al pop adulto di Smile Down Upon Us.

Oliver Cherer (Dollboy, Gilroy Mere), Ian Button (Papernut Cambridge) e Brona McVittie. In undici canzoni dal piglio lieve e trasognato, dispensa una ricca collezione di sfumature del suo ispirato songwriting e dell’accuratezza con la quale orchestra una policromia di arrangiamenti mai scontata. Come ciascuno dei brani presenta una nuova storia, i cui contenuti letterari abbracciano tradizione britannica e modernità sci-fi, così le cornici sonore che li definiscono sono a loro volta mutevoli, spaziando dal chamber-folk ad aloni di una delicata psichedelia fuori dal tempo.


http://keironphelan.bandcamp.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , , , .
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