KEIRON PHELAN – Peace Signs
(Gare du Nord, 2018)

Parafrasando la celebre battuta di Forrest Gump, ogni disco di Keiron Phelan è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita…. Insomma, è sempre un bel rebus avvicinarsi a ogni nuova creazione dell’artista inglese, che non a caso ha sempre fatto della versatilità e della trasversalità stilistica la propria cifra espressiva, spaziando dalla ricerca sonora di State River Widening e del duo Phelan Sheppard al minimalismo acustico di Littlebow, fino al pop adulto di Smile Down Upon Us.

Con compagni di viaggio quali Oliver Cherer (Dollboy, Gilroy Mere), Ian Button (Papernut Cambridge) e Brona McVittie, in undici canzoni dal piglio lieve e trasognato, il poliedrico artista inglese dispensa una ricca collezione di sfumature del suo ispirato songwriting e dell’accuratezza con la quale orchestra una policromia di arrangiamenti mai scontata. Come ciascuno dei brani presenta una nuova storia, i cui contenuti letterari abbracciano tradizione britannica e modernità sci-fi, così le cornici sonore che li definiscono sono a loro volta mutevoli, spaziando dal chamber-folk ad aloni di una delicata psichedelia fuori dal tempo.


http://keironphelan.bandcamp.com/

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