music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MATTEO UGGERI – The Next Wait
(Infraction, 2019)

Per un artista abituato a dosare nelle proprie opere tempi e sospensioni tra note, il concetto di attesa costituisce parte integrante di un linguaggio sonoro che ogni volta rinnova la propria fisionomia. Quella raccontata a suo modo da Matteo Uggeri in “The Next Wait” è tuttavia un’attesa estremamente personale, che filtra componenti emotive attraverso contenuti espressivi realizzati attraverso la condivisione con numerosi altri musicisti.

Puntualmente descritta nelle note che vi sono allegate, la genesi dell’album risale al 2013, nel periodo di attesa (appunto) della nascita della prima figlia di Uggeri, e nella sua seconda metà si svolge in quello ad essa successivo. La particolarità dei momenti vissuti, che porta con sé un’inevitabile dose di ansie e preoccupazioni, ma anche un ventaglio di sensazioni delicatamente umane, è stata tradotta dall’artista milanese in sei brani, ripartiti in due parti ben distinte, la prima delle quali rappresenta l’attesa propriamente detta, mentre la seconda quella di ogni singolo minuto ed evento della quotidianità ad essa successiva.

A tale ambivalenza corrisponde quella delle sensazioni che promanano dal lavoro, frutto di un’ampia condivisione creativa, che ha incluso non soltanto altri musicisti sperimentali italiani, quali Maurizio Abate (chitarra), Enrico Coniglio (chitarra e organo), Andrea Serrapiglio (violoncello) e Cristiano Lupo (basso), ma anche le voci femminili di Dominique Van Cappellen-Waldock e di Jenny Oakley, oltre a quella della stessa moglie di Uggeri, Gaia Margutti, che definisce una versione completamente destrutturata di “Family Man” dei Black Flag. Il piccolo ensemble così costituito realizza dunque un’ideale sinfonia dell’attesa, nella prima parte percorsa da latente tensione e a vocalizzi di spettrale lirismo, nella seconda animata da una delicatezza sospesa, definita da una varietà di minute stille acustiche, innestate su una melodia pianistica dell’artista giapponese Mujika Eisel.

Quale condivisione di esperienze e sensazioni personali, “The Next Wait” rappresenta in maniera immaginifica i vari momenti del percorso dell’artista dalla tensione dell’attesa alla consapevolezza della sua infinita replica, sotto diverse forme, mirabilmente rispecchiata da un approccio istintivo a un’elettro-acustica tutt’altro che concettuale, bensì dotata di profondi contenuti umani.

http://www.greysparkle.com/

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