music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ENRICO CONIGLIO & MATTEO UGGERI – Open To The Sea
(Dronarivm, 2017)*

Chi segue le ormai durature attività creative di Enrico Coniglio e di Matteo Uggeri ne conosce l’approccio al comune campo del soundscaping ambientale, tanto che vederli lavorare a un progetto artistico condiviso potrebbe indurre a immaginare quest’ultimo collocato proprio in quell’orizzonte espressivo. Vi è tuttavia un altro significativo denominatore proprio delle personalità di entrambi gli artisti, ovvero l’eterogeneità dei contesti nei quali si sono trovati a operare nel corso degli anni, che abbracciano folk ed elettronica, melodie e dissonanze, paesaggi elettro-acustici e tenebrosi abissi dronici.

Sulla base di tali premesse, il loro dialogo a distanza che ha portato alla realizzazione di “Open To The Sea” non poteva che essere estremamente articolato e, appunto, aperto a una vasta varietà di spunti sonori, stilistici e persino concettuali. Le nove tracce del lavoro rappresentano infatti una significativa ridefinizione delle coordinate espressive di un paesaggismo ambientale e “culturale”, applicato non alla manipolazione dei suoni concreti bensì alla costruzione di un microcosmo auditivo nel quale trova pieno diritto di cittadinanza una prevalente strumentazione cameristica in miniatura, nonché la melodia, incarnata anche dall’elemento vocale.

Non che lungo l’intero corso di “Open To The Sea” manchino samples e field recordings, ma il cuore della collaborazione tra i due artisti italiani è, da un lato, essenzialmente acustico e, dall’altro, inteso a definire ancora una volta uno spazio, in senso fisico e figurato, il secondo dei quali perfettamente rispondente all’ampiezza dell’immagine dell’orizzonte marino suggerita dal titolo.
Tutto ciò è declinato in una sequenza mutevole dal punto di vista compositivo, nella quale si alternano senza alcuno iato le incantate armonie vocali di Lau Nau e di Francesca Amato (Comaneci) sulla title track d’apertura e sulla conclusiva “I Say I May Be Back”, vibrazioni e loop di avvolgente narcolessia (“Jessaias de reduire mes medicaments”, “Allarme”), beccheggi e pulsazioni di latente inquietudine (“I Am The Sea”, “Now I’m Silent”).

Componente saliente del lavoro resta comunque quella acustica, incarnata da austere aperture d’archi e tromba, cadenzate note pianistiche e gentili pizzicate di corde di chitarra e banjo, che nello spettro espressivo del duo introducono contemplativi sentori folk. Il tutto è comunque quasi sempre incorniciato da minuti detriti elettronici e interpolato da samples concreti, rumori e spoken word, intimamente saldati nella definizione di uno spazio sonoro nel quale naturale e umano si fondono in un’osmosi che ne proietta la rappresentazione a un livello empatico sorprendente, ma non certo per chi conosce l’attitudine e la sensibilità di due artisti protagonisti di simile incontro, straordinariamente riuscito.

*disco della settimana dal 10 al 16 luglio 2017

http://www.enricoconiglio.com/
http://www.greysparkle.com/

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