music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MICROWOLF – My Cauliflower Ears
(Lost Tribe Sound, 2020)*

I can never see / anything you see
I hear other voices / calling
Whispering / crawling under skin
Fragments of faces / forgotten

I primi versi del brano d’apertura “Mara” rispecchiano in maniera già ben precisa i contenuti e le sensazioni che promanano da “My Cauliflower Ears”, terzo lavoro dell’olandese Benjamin Van Vliet sotto l’alias Microwolf. Risultato di un processo di riconsiderazione personale e artistica, l’album si presenta come un puzzle costituito da tessere sonore e linee vocali intese a creare ambientazioni stranianti, scandite da vibrazioni e soffusi loop armonici.

In sette brani, Van Vliet dischiude pienamente il proprio microcosmo creativo, costellato da una varietà di (dis)organici detriti sonori, la cui continua evoluzione depotenzia i pur ricorrenti battiti irregolari (“Sad Collector”, “Ciao Mare!”), lasciando spazio a sospensioni umbratili tra le quali affiorano parti vocali a metà tra spoken word e cantato vero e proprio (in particolare nella title track e in “Under”). Tutto è sommesso e ridotto all’osso nel corso dei nemmeno trentacinque minuti di “My Cauliflower Ears”, le cui esili trame analogiche abbracciano con estrema naturalezza i polverosi incastri armonici dei Boats con spunti di compassata introspezione, che rimandano all’inquietudine rurale degli Hood (“Must I Be Bound?”) e alla salmastra malinconia dei Movietone.

Non per questo il lavoro guarda in alcun modo al passato, bensì rielabora attraverso linguaggi moderni una varietà di frammenti elettro-acustici, assemblati in maniera singolare e secondo una sensibilità decisamente sperimentale, che pure non rinuncia agli aspetti comunicativi di “canzoni” oblique, di visionaria introspezione. Pur essendo “My Cauliflower Ears” accompagnato dalla pubblicazione dei suoi brani in versione strumentale, l’elemento vocale risulta senz’altro decisivo per il coronamento del messaggio di Van Vliet, non soltanto in termini di contenuti narrativi ma soprattutto nella definizione del suo universo sonoro, improntato senz’altro all’understatement eppure in ogni brano traboccante di spunti creativi estremamente stimolanti.

*disco della settimana dal 17 al 23 agosto 2020

https://www.facebook.com/microwolfmusic

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