NOVELLA – Land (Sinderlyn, 2015) Il quintetto di Brighton dei Novella non può catalogarsi tra la schiera di revivalisti guitar-pop che affolla le scene indipendenti su entrambi i lati dell’Atlantico. Benché le dieci tracce del suo album d’esordio “Land” affondino le proprie radici nei gloriosi ’90 britannici, la band mette in luce riferimenti niente affatto scontati,…

WILL BUTLER – Policy (Merge, 2015) Non più solo un destino da “fratello di” per William Butler, parte integrante degli Arcade Fire capeggiati da Wim. Il conciso “Policy” rappresenta la prima testimonianza solista del polistrumentista statunitense, l’eterogeneità dei cui interessi traspare dal caleidoscopio di otto brani che spaziano dall’incalzante rock’n’roll dell’apertura “Take My Side” all’introspezione pianistica…

OTHER LIVES – Rituals (PIAS, 2015) Il cambiamento, nello spazio e nel linguaggio, appare sempre più un’esigenza per Jesse Tabish e per i suoi Other Lives, al terzo capitolo di un percorso che li ha già proiettati su palcoscenici da grande pubblico, ancorché “indie”. Quattro anni dopo “Tamer Animals”, la band dell’Oklahoma riparte da Portland, città…

HOUNDSTOOTH – No News From Home (No Quarter, 2015) Mettete insieme una parte di riscoperta guitar-pop, una di evanescenze sottilmente psichedeliche, una di radici country-folk della loro Portland, aggiungete un pizzico di polvere sognante delle interpretazioni della cantante Katie Bernstein, mescolate bene e avrete gli Houndstooth. La formula, già sperimentata con successo nel debutto “Ride Out…

GOODLY THOUSANDS – Sunshine Hair E.P. (Shelflife, 2015) Il caro vecchio vinile 7”, fortunatamente assistito dall’irrinunciabile edizione digitale, è tornato ad essere il formato d’elezione per piccole gemme indie-pop, distillate in particolare da band agli esordi. È il caso degli irlandesi di provincia Goodly Thousand, capitanati dal chitarrista e songwriter Colm Dawson, che a ben…

AERIAL – Put It This Way In The Headlines (reissue) (Oscarson, 2015) Quante volte si è sentito porre l’interrogativo circa le possibili vie d’uscita dal post-rock? Ebbene, “Put It This Way In The Headlines”, disco pubblicato nel 2009 ma oggi opportunamente riproposto in una curatissima edizione in vinile, potrebbe rappresentare una risposta credibile non solo…

TIGERCATS – Mysteries (Fortuna Pop!, 2015) Mentre il debutto sulla lunga distanza “Isle Of Dogs” (2012) aveva presentato il quintetto londinese dei Tigercats in una veste guitar-pop dalle palesi ascendenze nineties, “Mysteries” appare il frutto della sostanziale riconsiderazione di uno stile altrimenti stereotipato. Benché non manchino passaggi dal graffiante impatto elettrico e tastiere sbarazzine, i toni…

MOGWAI – Music Industry 3. Fitness Industry 1. E.P. (Rock Action, 2014) L’anno che i Mogwai avevano aperto con le derive sci-fi sintetiche di “Rave Tapes” si chiude per la band scozzese con un corposo Ep, che solo in parte può considerarsi uno spin-off del loro ottavo disco. Come spesso avvenuto in passato, la più…

THE POPGUNS – Pop Fiction (Matinèe, 2014)* Mentre in tanti nel mondo indie hanno (ri)scoperto negli ultimi tempi il guitar-pop britannico tra anni Ottanta e Novanta, capita ormai con una certa frequenza che qualcuno degli originari protagonisti di quel periodo torni a imbracciare gli strumenti per troppo tempo lasciati a prender polvere, cimentandosi di nuovo…

VALDIMAR – Batnar Útsýnið (Self Released, 2014) I Valdimar sono una delle innumerevoli band del pullulante underground di Reykjavík; nati per iniziativa dei due songwriter Valdimar Guðmundsson e Ásgeir Aðalsteinsson, nel corso dei loro cinque anni di attività si sono evoluti in un sestetto di impostazione folk-rock piuttosto classica, al quale si aggiunge, sia dal…

PAPERNUT CAMBRIDGE – There’s No Underground (Gare du Nord, 2014) I sotterranei musicali inglesi Ian Button li ha vissuti per un quarto di secolo, legando in particolare la propria attività ai Death In Vegas. Suona dunque ironico il titolo “There’s No Underground” per il secondo lavoro del suo progetto aperto Papernut Cambridge, arricchito da una pletora…

UNKNOWN COMPONENT – Arbitrary Ambiguity (Self Released, 2014) La transizione del progetto artistico che Keith Lynch conduce da oltre dieci anni, coincisa con il precedente “Blood v. Electricity” (2012), trova parziale conferma nei dieci nuovi brani raccolti sotto l’emblematico titolo di “Arbitrary Ambiguity”. Benché riaffiorino ancora tracce dell’originario cantautorato pop casalingo, il lavoro si caratterizza per un’accurata…

THE LUXEMBOURG SIGNAL – The Luxembourg Signal (Shelflife, 2014) Oltre ai pionieristici tentativi di catturare frequenze notturne in onda media (che tempi!), a una prima lettura la denominazione The Luxembourg Signal potrebbe non raccontare molto di quanto racchiude al suo interno. Si tratta, di fatto, di una band al debutto, anche se i curricula artistici…

THE SMITTENS – Love Record Breaker (Fika Recordings, 2014) Dopo quattro album, l’ultimo dei quali (“Believe Me”, 2012) aveva richiamato significative attenzioni da parte degli inguaribili amanti dell’indie pop, per il sestetto di Burlington, Vermont, è per sua stessa ammissione tempo di transizione. Quale miglior modo, dunque, di celebrare l’ingresso in formazione della voce zuccherina…

COSINES – Oscillations (Fika Recordings, 2014) Non c’è solo la passione per il modernariato analogico nel registro dei londinesi Cosines, band attiva ormai da anni nel sottobosco live della capitale britannica ma solo ora al debutto con un lavoro sulla lunga distanza. C’è anche molta voglia di divertirsi e spiccata inclinazione pop nelle dieci canzoni…

UMBRA SUM – Aún No Has Demostrado Nada (Acuarela, 2014) Esiste un sottile filo che unisce echi shoegaze e folk trasognato, melodie assolate e ugge rurali; è lo stesso che collega le tessere della vita personale e artistica di Ed Sánchez-Gómez, suddivisa tra le tre latitudini del continente americano, da ognuna delle quali ha assorbito suggestioni…

AGES AND AGES – Divisionary (Partisan, 2014) Non solo agrodolci intrecci indie-folk produce la fervida Portland, ma anche il vivace pop corale degli Ages And Ages. Se il loro debutto “Alright You Restless” (2011) era un manifesto alla giovialità infantile, “Divisionary” affronta più complesse tematiche personali e sociali, pur conservandone l’approccio esuberante. Ancorché saltuariamente rifinite da…