SANKT OTTEN – Engtanz Depression (Denovali, 2015) Archiviata la “trilogia delle macchine” dell’ultimo triennio (“Gottes Synthesizer”, “Sequencer Liebe” e “Messias Maschine”), Stephan Otten e Oliver Klemm restituiscono una dimensione umana e dinamica alla loro esplorazioni cosmiche. Nelle nove tracce di “Engtanz Depression” riaffiorano improvvisate schegge organiche e sparute note pianistiche, che fungono da contrappunto a pronunciate…
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PINES – The Field Journal E.P. (Time Released Sound, 2015) Abituati alle frequenti e ponderose uscite del suo duo Lost Trail, desta una certa sorpresa ritrovare Zachary Corsa, sotto le vesti del suo progetto personale Pines, nel limitato formato di un Ep di appena diciotto minuti. Eppure è quanto basta all’artista della North Carolina per…
RUHE – Chamber Loops (Dauw, 2015) Venti minuti di loop e granulose miniature sonore riempiono i due lati di “Chamber Loops”, nastro che rappresenta l’ultima delle creazioni di Bryan Ruhe, certosino manipolatore di field recordings, samples e schegge analogiche che a partire da tali “materie prime” elabora soundscape alieni e dotati di fragile contenuto emozionale….
ÁRSTÍÐIR – Hvel (Nivalis, 2015) Oltre all’Islanda “da esportazione”, che conta una schiera di artisti sempre più nutrita, nell’isola del ghiaccio e del fuoco ribolle una scena artistica che fatica a travalicare il circuito dell’underground di Reykjavík e, tutt’al più, arriva a competere per quegli stessi riconoscimenti nazionali dai quali hanno peraltro tratto le mosse…
ED HAMILTON – Arabesque (Futuresequence, 2015) Per i moderni sperimentatori ambientali, la musica classica non è solo oggetto di emulazione, ma materia via da plasmare attraverso gli strumenti della contemporaneità. Per il suo secondo album, Ed Hamilton ha sottoposto i primi quattro accordi dell’”Arabesque #1″ di Debussy, sottoponendoli a una varietà di filtraggi, modulazioni e variazioni…
NEXT THREE MILES – Next Three Miles (Self Released, 2015) L’America profonda e, in un certo senso, marginale rispetto ai principali canali di diffusione musicale e alle scene indipendenti più attentamente coltivate fa da sfondo a un’esperienza artistica radicata nella tradizione narrativa dei grandi spazi, riletta con la sensibilità alt-country riscoperta negli ultimi anni e…
COMPONENT#4 – Into Memory (Wayside And Woodland, 2015) Non sorprende ormai più di tanto che le malinconiche contemplazioni rurali di quel novero di artisti, ristretto ma coeso, che gravita intorno agli Epic45 e alla loro etichetta Wayside And Woodland siano sempre più avvolte da quei vapori post-industriali che nella storia del paesaggio britannico spesso si…
SHIELD PATTERNS – Violet E.P. (Gizeh, 2015) I quattro brani racchiusi nell’Ep “Violet” non costituiscono una semplice appendice dell’album di debutto degli Shield Patterns di Richard Knox e Claire Brentnall, “Contour Lines”, pubblicato a metà dello scorso anno. Di quel lavoro l’Ep perpetua senz’altro il fascino oscuro e le sinuose interpretazioni della Brentnall (di recente…
COASTAL – Beneath The Snow And Streetlights (Words On Music, 2015)* Fa un certo effetto ritrovare il nome dei Coastal su un disco, oltre dieci anni dopo la pubblicazione del loro secondo lavoro “Halfway To You” (2004). Quel gioiello di delicatezza narcolettica e minimalismo (a)ritmico, al pari dell’omonimo debutto datato 2001, occupano un posto prediletto…
HALCYON CHAMBER – Halcyon Chamber (Fluttery, 2015) Halcyon Chamber è la macchina del tempo ideata da Jason Baron, polistrumentista di Philadelphia che si muove tra le volute del dream-pop più impalpabili e il rigore di costruzioni dai vaghi sentori gotici. Entrambi tali elementi, che rimandano all’esperienza della 4AD tra anni ’80 e ’90, sono sviluppati…
EKIN FIL – Wind Is Near (Sacred Phrases, 2014) Sul finire del 2014, Ekin Üzeltüzenci ha pubblicato la terza uscita di un’annata feconda per le visioni drone-folk del suo alter-ego Ekin Fil. Nella mezz’ora su cassetta di “Wind Is Near” è condensata tutta l’essenza espressiva più eterea dell’artista turca, frutto di un ideale processo di rarefazione…
MAP 165 – The Fatigue Of Sunlight And Wine (VoxxoV, 2014) È abbastanza raro che immagini luminose e piaceri della vita costituiscano la base concettuale di opere di sperimentazione ambientale, che solitamente prediligono un ascetismo freddo e oscuro. Dipende, ovviamente, dalla scelta degli artisti ma anche dai contesti nei quali tali opere sono create. Il…
TWERPS – Range Anxiety (Chapter Music / Merge, 2015) La definizione di “miglior nuova band australiana”, associata ai Twerps in occasione del loro album omonimo del 2011, è un fardello pesante col quale presentarsi alla prova della riconferma. Ampliata la formazione a quartetto, la band torna a incidere sulla lunga distanza con una raccolta di tredici…
EUS, POSTDROME & SAÅAD – Different Streams (Soft Recordings / Grains Of Sand, 2015) Dislocati in tre distanti zone del globo, rispettivamente America Centrale, Asia e Francia, Jose Acuña (EUS), Charlie Floyd (Postdrome), Romain Barbot e Grégory Buffier (Saåad) tornano a collaborare a tre anni dalla precedente esperienza di “Sustained Layers”. In opposizione all’isolamento realizzativo e…
ALOA INPUT – Mars etc. (Morr Music, 2015) Il coloratissimo patchwork psych-avant-pop del debutto “Anysome” (2013) viene ulteriormente amplificato dagli Aloa Input nelle undici sgargianti tracce del nuovo “Mars etc.”. Sulla scia dell’Ep di remix pubblicato lo scorso anno, ancor più ricca e vivace si fa la componente elettronica della tavolozza del terzetto bavarese, che ne…
DARDUST – 7 (Inri, 2015) Un nuovo nome si aggiunge all’ormai nutrita scena neoclassica italiana: è quello del pianista e compositore Dario Faini, il cui progetto Dardust si presenta animato da robusta ambizione creativa. Registrato a Berlino e curato nel mastering da parte di Francesco Donadello, “7 “costituisce il primo capitolo di una trilogia destinata a…
THE SOUTH ROAD – If Trees Could Write E.P. (Self Released, 2015) Tra i tanti aspetti della disorientante diffusione di proposte musicali che viaggiano attraverso la rete ve ne è uno quanto meno ambivalente, che riguarda la conoscenza e le premesse della musica che si va ad ascoltare. Quello di The South Road ne è…
BEN FLEURY-STEINER – While The Red Fish Sleeps (Soft Corridor, 2015) Surreale fin dal titolo, “While The Red Fish Sleeps” è una visionaria immersione in liquide profondità popolate da creature misteriose, ma anche da fragili organismi particellari. Fuor di metafora, nell’ultimo lavoro del prolifico Ben Fleury-Steiner tali elementi sono incarnati da densi vortici di derivazione post-industriale…
DANNY CLAY – Ganymede (Hibernate, 2015) Sempre più spesso pièce di musica classica costituiscono il punto di partenza per le opere di moderni scultori del suono: per il suo “Ganymede”, Danny Clay ha tratto spunto dall’omonimo pezzo di Schubert, a sua volta ispirato da un poema di Johann Wolfgang Goethe dedicato al linguaggio della natura…