POUYA POUR-AMIN – Prison Episodes (Flaming Pines, 2019) Già segnalatosi con un suo brano in occasione della raccolta “Absence”, dedicata alla ricchissima scena sperimentale iraniana, Pouya Pour-Amin va idealmente ad aggiungersi agli ormai numerosi connazionali che hanno richiamato l’attenzione di una platea di ascoltatori interessati alla duttilità di una densa materia sonora costituita da frequenze…
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I AM OAK – Osmosis (Snowstar, 2019) Come già nel caso del precedente “Our Blood” (2016), è nuovamente intercorso un intervallo piuttosto lungo affinché Thijs Kuijken tornasse a condividere un nuovo capitolo – il sesto – della sua personale vicenda artistica, sempre contrassegnata dalla sigla I Am Oak. Alla dilatazione temporale dei lavori del cantautore…
TAMBOUR – Constellations (ou comment arrêter le temps) (Moderna, 2019) È per la terza volta quella media dell’Ep la distanza con la quale si confronta Simon P. Castonguay proporre la nuova tappa del suo itinerario di definizione di una formula neoclassica dalle spiccate potenzialità cinemtiche. Come già i due precedenti “Chapitre”, pubblicati tra 2015 e…
THE CATENARY WIRES – Til The Morning (Tapete, 2019) Le canzoni di “Til The Morning” possono fungere da valida dimostrazione di come i contesti e i momenti della vita nei quali sono realizzate possono influenzarne il contenuto. Con ben oltre vent’anni di attività alle spalle (in band quali Talulah Gosh, Heavenly, Marine Research, Tender Trap…
SUNGAZE – Light In All Of It (Self Released, 2019) Per quanto ciclicamente si assiste al ritorno in auge di stili ed attitudini espressive, la riscoperta recente dello shoegaze ha soltanto marginalmente a che fare con il debutto sulla lunga distanza dei Sungaze, terzetto di Cincinnati che fin dal nome pare rimandare a quell’estetica. Certo,…
KELE GOODWIN – Moonbug (Oscarson, 2019) Kele Goodwin, chi era costui? Può in effetti capitare di ricordare poco più di un nome, a tanti anni di distanza da un lavoro semplice e ricco di splendide canzoni folk com’era stato “Hymns”, nell’ormai lontano 2010. Eppure, sono sufficienti i primi accordi acustici e le delicate interpretazioni dell’artista…
SANDRO PERRI – Soft Landing (Constellation, 2019)* Tra i profili più compositi e rappresentativi della scena alternativa canadese, Sandro Perri ha appena raggiunto il ventennale di attività, attraversando mondi sonori dall’elettronica al folk, mantenendo sempre immutata la curiosità della scoperta e la sperimentazione di soluzioni mai scontate. È appunto in piena coerenza con questa linea…
GLÅSBIRD – Svalbarð (Whitelabrecs, 2019) Mentre continua a restare misteriosa l’identità dell’artista che si cela sotto l’alias Glåsbird, non è certo un mistero la sua fascinazione per le lande ghiacciate dell’estremo nord del pianeta. Se infatti la Groenlandia ne ha ispirato il mini album che lo ha rivelato all’inizio di quest’anno (“Grønland”, appunto), sono le…
DR – Melancholie (Rusted Tone, 2019) Chi ha seguito l’itinerario di ricerca sonora condotto negli ultimi anni da Dominic Razlaff sotto la sigla DR ne conosce senz’altro l’attenzione rivolta alla combinazione di field recordings e altre fonti concrete con la composizione ambientale. Desta tuttavia una certa sorpresa ritrovare la rigorosa razionalità creativo dell’artista tedesco in…
VALOTIHKUU – By The River (Hidden Vibes, 2019) Sotto l’alias Valotihkuu, Denis Davydov dispensa frequenti bozzetti elettro-acustici radicati nella contemplazione e nell’esplorazione di paesaggi naturali. Gran parte delle creazioni dell’artista russo è semplicemente resa disponibile in formato digitale attraverso la sua pagina Bandcamp ma, come già avvenuto lo scorso anno con “Fragile Melodies”, alcune di…
THE REDS, PINKS & PURPLES – Anxiety Art (Pretty Olivia, 2019) L’acuta sensibilità di osservazione e la naturale propensione per una poetica della quotidianità da parte di Glenn Donaldson (Skygreen Leopards, Art Museums) si coglievano già nelle immagini di semplici edifici urbani finora associate alla manciata di singoli digitali rilasciati negli ultimi mesi sotto la…
FRANCESCO MARIA NARCISI – Wanderer (Unknown Tone, 2019) La frequente connessione con lo spazio delle opere di sperimentazione sonora assume nel nuovo lavoro di Francesco Maria Narcisi un significato al tempo stesso simbolico e tangibile. Si tratta tuttavia non già soltanto di spazi fisici, ma anche e soprattutto di un ventaglio di percezioni individuali rifuse…
MADDER ROSE – To Be Beautiful (Trome, 2019) Desta sempre una certa impressione trovarsi in presenza di un nuovo lavoro di una band assente dalle scene da vent’anni, sia quando si tratta di una tra quelle che hanno impresso la propria impronta nella temperie musicale degli anni Novanta, sia quando il ritorno in questione appartiene…
RUTH GARBUS – Kleinmeister (Orindal, 2019)* Non è un semplice album di cantautorato femminile il secondo lavoro sulla lunga distanza di Ruth Garbus, artista del Vermont che da solista ha pubblicato un altro paio di Ep nel corso di oltre un decennio, nel quale è stata tra l’altro voce e batterista degli Happy Birthday, band…
SKYPHONE – Marsh Drones + Hildur (Lost Tribe Sound, 2019) Tutto fuorché limacciose sono le acque del quinto album del terzetto Skyphone, appunto ispirato e originato dai paesaggi paludosi della zona sud-occidentale della parte peninsulare della Danimarca. Intorno ai field recordings raccolti in quei luoghi Keld Dam Schmidt, Mads Bødker e Thomas Holst hanno ricostruito…
EMANUELE ERRANTE – This World (Whitelabrecs, 2019) Come da lui stesso anticipato in una recente intervista, Emanuele Errante non ha inteso replicare la lunga assenza dalle produzioni soliste intercorsa prima di “The Evanescence Of A Thousand Colors”. A nemmeno un anno da quel lavoro, il compositore napoletano torna a sviluppare un messaggio complementare a quelli…
DARREN HARPER – Paths (Shimmering Moods, 2019) Un ventaglio di sensazioni stagionali si dipana dagli itinerari sonori raccolti da Darren Harper nel suo nuovo lavoro, non a caso intitolato “Paths”. I sentieri tracciati dall’artista del Colorado attraversano idealmente ovattati paesaggi innevati, boschi frondosi e pullulanti atmosfere primaverili, che riecheggiano in prolungate istantanee scolpite da un…
JUMPEL – Cabogato (Hidden Shoal, 2019) Ben sei anni sono trascorsi dall’ultima manifestazione di Joachim Dürbeck sotto l’alias Jumpel. Mentre in quell’occasione (“Bloc4”) l’artista tedesco aveva orientato la sua tavolozza elettronica alla rappresentazione di spazi antropizzati, il suo quinto album “Cabogato” discende invece dall’osservazione di ben più ariosi paesaggi naturali. Nel condensarne in suono immagini…
ANOICE – Ghost In The Clocks (Ricco, 2019) Gli eventi susseguiti al terremoto che ha colpito il Giappone nel 2011 sono stati decisivi nella definizione della sensibilità umana e creativa degli Anoice; immediatamente dopo quel periodo, l’ensemble guidato da Takahiro Kido e Yuki Murata aveva licenziato un lavoro di epica solennità orchestrale, “The Black Rain”…