FOREST MANAGEMENT – Passageways (Whited Sepulchre, 2019) La prolifica produzione ambientale di John Daniel sotto l’alias Forest Management segna con “Passageways” una nuova tappa di un bilanciamento tra ricerca sonora e immaginifici contenuti emozionali. Come già nel caso degli incantati paesaggi ambientali di “Doux” (2017), è ancora un approccio istintivo a guidare l’artista di Cleveland…
Tag: recensione
THE BOYS WITH THE PERPETUAL NERVOUSNESS – Dead Calm (Pretty Olivia, 2019) Non bastasse la recente delizia realizzata con la sua band El Palacio de Linares (“Largos Agotadores” è una delle più fresche novità pop della stagione), per Gonzalo Marcos giunge immediata la doppietta, questa volta sotto diversa forma e accanto a un diverso sodale,…
ARIES MOND – Cut Off (IIKKI, 2019) Per la sua seconda opera sotto l’alias Aries Mond, Boris Billier muove da presupposti radicalmente diversi rispetto al romantico naturalismo del debutto “Come On Let’s Wait”, nel quale palpitanti note di pianoforte si libravano verso gli spazi maestosi dei Pirenei sui quali risiede. “Cut Off” rappresenta infatti solo…
DAVID IAN ROBERTS – Travelling Bright (Cambrian, 2019)* Vi è spesso un legame con il territorio e con l’idea del viaggio nella musica di artisti la cui espressione si fonda essenzialmente sulle vibrazione di corde acustiche. Nel caso di David Ian Roberts le due suggestioni ricorrono congiuntamente e inoltre convivono con un organico approccio compositivo,…
JACOB PAVEK – Nome (Unperceived, 2019) Jacob Pavek non è uno di quei compositori che, individuata una formula espressiva minimale, sfornano uno o più dischi l’anno. “Nome”, suo terzo lavoro sulla lunga distanza, esce infatti quattro anni dopo il precedente “Illume“, a seguito di un periodo nel quale l’artista del Minnesota si è piuttosto dedicato…
SNOWDROPS – Manta Ray (Original Motion Picture Soundtrack) (Gizeh, 2019) Alle esplorazioni di luoghi tanto inconsueti da apparire immaginari, corrispondono suoni altrettanto inusitati: su questa corrispondenza si è innestato il primo lavoro congiunto di Mathieu Gabry e Christine Ott sotto la denominazione Snowdrops, che corrisponde alla colonna sonora di una pellicola thailandese, peraltro oggetto di…
LOST TAPES – The Bill E.P. (Shelflife / Kocliko / Shiny Happy Records, 2019) Alla frizzante aria primaverile che di recente percorre l’indie-pop spagnolo non si sottraggono i Lost Tapes di Pau Roca e RJ Sinclair, che dopo la ricca retrospettiva pubblicata due anni fa (“We Thought It Was Okay At The Time (2013-2015)”), tornano…
FEDERICO MOSCONI – Light Not Light (Shimmering Moods, 2019) Se l’arte è, per propria natura, rappresentazione e se la rappresentazione è di conseguenza creazione di altro rispetto alla realtà, allora l’artista diventa in qualche misura illusionista, artefice attraverso tecniche e sensibilità di mondi alieni, nei quali ciascun elemento smarrisce la propria identità originaria. Tale ricorrente…
SEAGULL – A Voice In The Ward (Little Lake, 2019) Nel segno della continuità di un consolidato understatement espressivo, da almeno un paio di album a questa parte Chris Bolton non manca di sviluppare la propria introspettiva forma cantautorale alla ricerca di soluzioni sonore e di scrittura non più confinate in una dimensione di solitario…
QUENTIN SIRJACQ – Companion (Schole, 2019) Oltre che protagonista di collaborazioni (in particolare con Dakota Suite), Quentin Sirjacq presenta anche un profilo solista che con “Companion” raggiunge il sesto episodio di un percorso creativo via via affrancatosi dal minimalismo e dalla predominanza pianistica. Anzi, negli otto articolati brani che formano il lavoro, il pianoforte è…
RICHARD ANDREWS – The Golden Fascination (Fabriq.fm, 2019)* C’erano una volta gli Uniform Motion, band creata in Francia dal songwriter inglese Andrew Richards, che a partire dal 2010 ha seguito un percorso di autoproduzione che l’ha condotta da un indie-folk fatto di pennellate delicate (in particolare nel delizioso “One Frame Per Second”, 2011) alla ricerca…
LAST DAYS – Fragments (Self Released, 2019) Non è una semplice raccolta di outtake quella proposta da Graham Richardson sotto l’opportuna denominazione di “Fragments”. Si tratta appunto di frammenti disseminati nel corso degli oltre dieci anni di esistenza del progetto Last Days, del quale rispecchiano l’evoluzione dalla pura dimensione ambientale degli esordi alle più recenti…
SAENÏNVEY – Right After The Forest (Self Released, 2019) Quasi tre anni di silenzio hanno seguito il debutto di Yves-Gaël Jacak sotto l’alias Saenïnvey (“The Path”, 2016). In questo periodo l’artista che divide la propria residenza tra Francia e Vietnam non ha smesso di raccogliere materiale sonoro per nuovi progetti, dei quali l’Ep “Right After…
MULDUE – A Place Both Foreign And Familiar E.P. (Hush Hush, 2019) Tre, quattro e cinque tracce: è sempre breve, ma incrementale, la struttura dei tre Ep finora realizzati da Max Ramsden, con l’ultimo dei quali coincide anche la sua prima pubblicazione ufficiale sotto l’alias Muldue. Evidentemente influenzati dalla sua residenza nella countryside britannica, i…
LALI PUNA – Being Water E.P. (Morr Music, 2019 Quattro nuove canzoni e un remix segnano lo stato di avanzamento dei Lali Puna, a due anni di distanza dal loro quinto album, primo successivo alla separazione artistica di Valerie Trebeljahr da Markus Acher. Considerati i tempi recenti di elaborazione della band (tra “Our Inventions” e…
ØJERUM – Nattesne (Eilean, 2019) La copiosa produzione di Paw Grabowski sotto l’alias øjeRum, pur negli ultimi tempi orfana della sua dimensione vocale, continua ad ogni uscita ad offrire profili diversi dell’enigmatico artista danese. Seconda sua apparizione sulla “mappa” dell’etichetta francese Eilean, due anni e mezzo dopo lo splendido “Væv”, “Nattesne” ne rispecchia fedelmente la…
I WAS A KING – Slow Century (Coastal Town, 2019)* Certo che una band che, giusto dieci anni fa, aveva intitolato “Norman Bleik” un singolo poi compreso nel proprio secondo album omonimo, non solo non aveva difficoltà a palesare un’ascendenza espressiva ma anche aveva scritto nel destino che un giorno avrebbe incrociato il proprio percorso…
HAND HABITS – Placeholder (Saddle Creek, 2019) Dalla sua New York alla California, da una dimensione creativa solitaria e casalinga a quella della produzione professionale di una vera e propria band, tanto è cambiato per Meg Duffy nei due anni trascorsi dal debutto “Wildly Idle (Humble Before The Void)” al nuovo “Placeholder”. A non mutare,…
OLOF CORNÉER – Bells For Splitting Reality (Kning Disk, 2018) Gli arpeggi sono semplici, eppure racchiudono in sé ogni cosa: melodia, ritmo, suono, armonia e forma, tutti una nota alla volta. Questa riga contenuta nella presentazione che Olof Cornéer fa di sé sul proprio sito rappresenta in maniera già esaustiva i cardini che ne guidano…