RIMA KATO – Faintly Lit (Flau, 2015) Mentre si è abituati, spesso non a torto, a pensare al Giappone come a culla di musica sperimentale, ecco provenire dalla terra del Sol Levante un piccolo disco di canzoni acustiche cantate da una delicata voce femminile. È quella di Rima Kato, al suo primo album solista nonostante la…
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GROUP OF THE ALTOS – R U Person Or Not (mini50, 2015) Muta forma e denominazione l’ensemble sperimentale di Milwaukee che tra i suoi membri annovera Daniel Spack dei Volcano Choir. L’aggiunta di una sezione d’archi e fiati al corposo impianto di quattro chitarre distorte ha ampliato la formazione a dodici membri, mutandone la ragione sociale…
THE NOTWIST – The Messier Objects (Alien Transistor, 2015) Una delle ragioni dei sei anni di silenzio intercorsi tra gli ultimi due album dei Notwist è plasticamente riassunta in “The Messier Objects”: tra “The Devil You + Me” (2008) e “Close To Glass” (2014), la band dei fratelli Acher non ha solo ripartito le proprie…
ERIC CHENAUX – Skullsplitter (Constellation, 2015) Se il precedente lavoro di Eric Chenaux era intitolato semplicemente a chitarra e voce, “Skullsplitter” può considerarsi la naturale evoluzione della “scoperta” da parte dell’artista canadese di tali veicoli espressivi. Entrambi continuano però a essere impiegati in maniera del tutto peculiare e obliqua, sulla scia del retroterra sperimentale di Chenaux,…
ANOICE – Into The Shadows (Ricco, 2015) Ormai trasformatisi in vero e proprio ensemble da camera, i giapponesi Anoice proseguono il percorso di ricostruzione emotiva che nel precedente “The Black Rain” (2012) era stato profondamente segnato dal terremoto del 2011. Con l’aggiunta di un flauto e di altri due violini al quintetto base della band, i…
WILLIAM RYAN FRITCH – Revisionist (Lost Tribe Sound, 2015) Nel 2014, il compositore californiano William Ryan Fritch ha intrapreso l’ambizioso progetto di pubblicare oltre sei ore di musica nel volgere di un anno. “Revisionist” può considerarsi l’esito finale dell’operazione, che ha incluso colonne sonore, album ed Ep di durata e natura molto diverse, alle quali si…
LAST HARBOUR – Caul (Gizeh, 2015) Artefici di una tenebrosa ibridazione tra post-rock e folk orchestrale, gli inglesi Last Harbour hanno registrato e prodotto il loro nuovo album in completa autonomia nei loro nuovi studi di Manchester. “Caul” è tuttavia il frutto di un processo creativo condiviso, tra gli altri con Sarah Kemp (Brave Timbers, Memory…
KRENG – The Summoner (Miasmah, 2015) Non accenna a diradarsi l’opprimente alone che circonda il progetto del belga Pepijn Caudron. Al già angoscioso immaginario delle precedenti opere firmate Kreng si è aggiunta una serie di dolorose esperienze che ha indotto Caudron a plasmare “The Summoner” come un itinerario tra i sei stadi di elaborazione del lutto….
FABIO ORSI – Just For A Thrill (Home Normal, 2015) È un fremito che dura per tutti i quasi ottanta minuti delle sue otto tracce “untitled” quello evocato dal titolo di “Just For A Thrill”, maestosa ultima produzione del compositore ambientale Fabio Orsi. È un fremito in continua evoluzione, tra note riecheggiati e dense modulazioni ricamate…
TIGERCATS – Mysteries (Fortuna Pop!, 2015) Mentre il debutto sulla lunga distanza “Isle Of Dogs” (2012) aveva presentato il quintetto londinese dei Tigercats in una veste guitar-pop dalle palesi ascendenze nineties, “Mysteries” appare il frutto della sostanziale riconsiderazione di uno stile altrimenti stereotipato. Benché non manchino passaggi dal graffiante impatto elettrico e tastiere sbarazzine, i toni…
MATTHEW DE GENNARO – Old Jack Somebody (Soft Abuse, 2014) La finalità di travalicare, ampliandoli, i confini del fingerpicking chitarristico che ha animato gran parte dell’attività di Matthew De Gennaro, anche accanto ad artisti quali Alastair Galbraith e Scott Tuma, ricorre nella sua interezza nel suo ultimo album su cassetta. Le nove tracce di “Old Jack…
CUMMI FLU – Z (Albumlabel, 2015) L’ennesima incarnazione di Oliver Doerell (Dictaphone, Swod) risponde al nome di Cummi Flu e vede il poliedrico artista trapiantato a Berlino rispolverare secondo nuovi paradigmi l’indie-tronica protagonista della scena della capitale tedesca alla fine degli anni ’90. Di quella temperie espressiva “Z” conserva l’attitudine alla segmentazione dei tempi e all’ibridazione…
NOVELLER – Fantastic Planet (Fire, 2015) Ormai da qualche tempo, la manipolazione del suono della chitarra elettrica con archetti, pedali e distorsioni assortite non è più l’unico linguaggio sonoro di Sarah Lipstate, che già nel precedente “No Dreams” (2013) aveva introdotto una serie di texture e pulsazioni sintetiche. “Fantastic Planet” amplifica tale tendenza dell’avvenente artista newyorkese,…
FRISK FRUGT – Den Europæiske Spejlbue (Tambourhinoceros, 2015) Le avventure sonore del danese Anders Lauge Meldgaard, che nel precedente lo avevano condotto alla ricerca di primigenie vibrazioni africane, nel terzo album a nome Frisk Frugt lo immergono nelle tradizioni popolati della sua terra e dell’Europa centrale. Il risultato non è meno stimolante, anzi “Den Europæiske Spejlbue”…
THE DODOS – Individ (Polyvinyl / Morr Music) Reduci dalle riflessioni escapiste di “Carrier” (2014), per il loro sesto album Logan Kroeber e Meric Long si gettano nel cuore di un tornado, abbandonandosi all’impeto delle forze della natura, tanto nei tempi quanto nel suono. Benché tra i dieci brani di Individ non manchino echi di una…
JASMINE GUFFOND – Yellow Bell (Sonic Pieces, 2015) Né le fragili armonie dell’alter-ego folk Jasmina Maschina, né le combinazioni elettroniche del duo Minit sono protagoniste del primo album a proprio nome di Jasmine Guffond. Le sei tracce di “Yellow Bell” coniugano i due profili finora manifestati da parte dell’artista australiana trapiantata a Berlino, ricavandone una dimensione…
SECOND MOON OF WINTER – One For Sorrow, Two For Joy (Denovali, 2015) Non poteva che essere il periodo più oscuro dell’inverno il contesto ideale per la pubblicazione del disco di debutto di un sestetto irlandese che va sotto l’evocativa denominazione di Second Moon Of Winter. Tenebre insondabili e magie ancestrali popolano i sei brani di…
KAITLYN AURELIA SMITH – Euclid (Western Vinyl, 2015) Benché la sua produzione sia già piuttosto copiosa, “Euclid” può a ragione considerarsi il debutto vero e proprio di Kaitlyn Aurelia Smith, cultrice di macchinari analogici di recente sottratta all’isolamento creativo in occasione della pubblicazione digitale “Tides” (2014). Nelle diciotto brevi vignette sonore di “Euclid”, principalmente cesellate su…
THE DECEMBERISTS – What A Terrible World, What A Beautiful World (Capitol, 2015) Passano gli anni, si trasformano i contesti realizzativi, non muta l’inclinazione di Colin Meloy a raccontare storie, in dischi che non sono solo raccolte di canzoni ma opere popolate da una varietà di protagonisti e dotate di unitarietà narrativa. Il settimo album dei…