music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

johann_johannsson_bj_nilsen_i_am_hereJÓHANN JÓHANNSSON & BJ NILSEN – I Am Here O.S.T.
(Ash International, 2014)

La nomination per il Golden Globe per la colonna sonora di “The Theory Of Everything” ha senz’altro contribuito a ridestare l’attenzione sull’attività “minore”, ma in realtà preponderante viste le ben tre produzioni in un anno, di Jóhann Jóhannsson. Eppure, al mondo indipendente al quale il compositore islandese è in qualche misura ascritto per la sua variegata declinazione neoclassica, pare essere sostanzialmente sfuggita l’ulteriore e più recente colonna sonora pubblicata a fine 2014 e frutto di un’intrigante collaborazione con lo sperimentatore svedese BJ Nilsen.

L’incontro tra i mondi espressivi, apparentemente piuttosto distanti, dei due artisti non è in realtà inedito, visto che Jóhannsson e Nilsen avevano già lavorato insieme nella band dagli stessi autodefinita “electro horror” Evil Madness. L’occasione della nuova collaborazione è stata la scrittura della parte musicale del film di Anders Morgenthaler “I Am Here”, per la quale ciascuno dei due artisti ha apportato propri elementi distintivi: la densità elettronica inquieta e rumorosa Nilsen, la poliedrica capacità orchestrale Jóhannsson. Accanto a loro opera un terzetto d’archi che include il violoncello di Hildur Guðnadóttir e le voci di Elfa Margrét Ingvadóttir e Guðmundur Vignir Karlsson, che fornisce evocativa profondità alle venti brevi pièce delle quali si compone la colonna sonora.

Si tratta di una sequenza di frammenti (solo quattro brani superano i tre minuti), nella quale si coglie la straordinaria capacità immaginifica applica dai due artisti all’operazione. Il lasso di tempo di pochi battiti d’ali è sufficiente a Jóhannsson per condensarvi sinfonie in miniatura per piano e archi solenni (ad esempio “Hotel Room” o “Maria Driving”), mentre le astrazioni ambientali e le occasionali bordate di rumore di Nilsen narrano un thriller sonoro parimenti coinvolgente (“Streetwalkers”, “Transparent”, “Hospital”). Ciò non significa che le rispettive tavolozze non si integrino, in quanto anzi gran parte delle brevi tracce appare il frutto di un equilibrato bilanciamento il cui esito è la sostanziale integrazione della componente elettronica nelle orchestrazioni del Maestro islandese. Prova ne sono passaggi quali “Mama, I Had A Dream”, “Brothel” e “I Need A Fix” (col violoncello della Guðnadóttir protagonista), schegge di un’ambience inquieta e avvolgente, la cui tensione trova esito liberatorio nelle evocazioni di “I Am Here (Salve Regina)”.

Oltre la sola essenza della colonna sonora “I Am Here” è un’opera di camerismo ambientale “sporcato” dall’elettronica, magistralmente realizzata da due artisti animati da grande curiosità per collaborazioni in grado di gettare un ponte tra linguaggi musicali diversi e tra loro complementari.

http://www.johannjohannsson.com/
http://www.bjnilsen.com/

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