music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

my_autumn_empire_dreams_of_death_and_other_favouritesMY AUTUMN EMPIRE – Dreams Of Death And Other Favourites
(Wayside And Woodland, 2015)*

Quando sembrava che le malinconiche contemplazioni rurali di Ben Holton e di altri artisti e progetti raccolti intorno all’etichetta Wayside And Woodland (da Component#4 a El Heath, passando per i Field Harmonics di Rob Glover, suo sodale nei magnifici Epic45) stessero assumendo le variopinte forme di un pop obliquo e più o meno sintetico, ecco il quarto album di My Autumn Empire, da sempre alter-ego solista di Holton, andare decisamente in controtendenza.

Mentre un anno e mezzo fa “The Visitation” sembrava l’approdo a una stralunata psichedelica pop, negli otto brevi brani di “Dreams Of Death And Other Favourites” tornano a materializzarsi languide sensazioni stagionali. Non si tratta tuttavia di un vero e proprio ritorno alle origini, quanto piuttosto di un’esauriente sintesi di quanto finora realizzato, sotto varie forme, dall’artista inglese: in poco più di mezz’ora, il lavoro offre una galleria di canzoni di un folk timido e sognante, i cui gentili passaggi acustico-ambientali scolorano placidamente in progressioni d’organi e stratificazioni atmosferiche.

Holton non disperde affatto la propensione pop via via sviluppata nel corso degli anni, anzi amplificandola tanto in brani ancora complessi e vagamente acidi, quale in particolare l’iniziale “The Following”, quanto in incantati quadretti acustici dai contorni piacevolmente indefiniti, nei quali le componenti visionarie continuano a manifestarsi sotto forma di baluginanti spiriti silvestri (“Death Song”). Le uggiose sensazioni bucoliche suggerite dalle melodie trasognate di “Forcefield” e “The Beautiful Golden Y” e, ancor più, le filigrane elettro-acustiche di “Garden Echoes” e “Murrain” rinsaldano il legame con le estatiche contemplazioni della countryside degli Epic45, come pure le saturazioni ambientali della conclusiva “Willows In The Close”, che suggella in un crescendo di riverberi nebbiosi la magia ovattata e vagamente sinistra dell’autunno.

L’immaginario agrodolce della stagione è appunto incarnato appieno da “Dreams Of Death And Other Favourites”, piccola raccolta di suoni, visioni e percezioni volatili, catturate su disco dalla sensibilità di Ben Holton, sempre più ascetico e ispirato cantore delle sconfinate distese di un altrove naturale dall’animo incontaminato.

*disco della settimana dal 2 all’8 novembre 2015

http://www.myautumnempire.co.uk/

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