music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

saffronkeira_synecdocheSAFFRONKEIRA – Synecdoche
(Denovali, 2015)

Non è una novità l’inclinazione per le collaborazioni di Eugenio Caria, artista sardo al terzo album solista sotto l’alias SaffronKeira, ai quali va aggiunto il lavoro condiviso anche nell’attribuzione con Mario Massa (“Cause And Effect”, 2013). Emblematico fin dal titolo “Synecdoche” può considerarsi un album solista solo fino a un certo punto, visto che la sua essenza, per sette dei nove brani che lo compongono, consiste appunto nell’attuazione di una serie di variegate collaborazioni e nelle conseguenti diverse ricombinazioni delle texture elettroniche di Caria con le sensibilità e le impronte sonore di una galleria di artisti nella quale spiccano i nomi di Siavash Amini, Field Rotation, Sebastian Plano e Subheim.

L’intero “Synecdoche” consiste delle sue parti e ogni sua parte può rappresentare il tutto, come – mutuando la stessa figura retorica che dà titolo all’album – ciascuna parte delle quali constano i brani del disco ne incarna appieno il profilo e il senso stesso dell’operazione.
Non sono le sole modulazioni ambientali di Caria, plasmate in loop avvolgenti o scandite da fremiti e torbidi vortici sonori (come nel solitario binomio finale di “Metonymy” e “Memory Of Noone”) a costituire il filo conduttore di “Synecdoche”, bensì la stessa impostazione di un suono “mutante”, condivisa da ciascuno attraverso la propria tavolozza espressiva.

Così, le luminose evanescenze di Siavash Amini e le sorprendenti pulsazioni idm di Idlefon definiscono in maniera sorprendente i contorni dell’iniziale “Gregueria”, mentre la vocalità evocativa di Mia Zabelka conduce “Chthonian” verso territori meditativi di stampo quasi new-age. Le combinazioni rivestono tuttavia, più spesso, caratteri coerenti con l’ambience lieve e maestosa di Caria, che si apre a una dimensione cameristica nei brani con Sebastian Plano e Field Rotation (“Ouevra” e “Syntagmatic”), svaporando in cinematica purezza ambientale in “Paradigmatic” (con Subheim) e “Aforisma” (con Witxes).

Sono le tante sfaccettature della fisionomia artistica di SaffronKeira, pienamente riconoscibile nell’interezza di “Synecdoche” così come in tutte le sue parti, frutto come sono di una coesa condivisione di sensibilità e pratiche di sperimentazione ambientale.


http://saffronkeira.tumblr.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 2 dicembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
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