music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

autistici_justin_varis_nineAUTISTICI & JUSTIN VARIS – Nine
(Eilean, 2016)

Un arcobaleno di colori e sfumature, trasfigurato in suono dalla tavolozza di due artisti adusi alle miniature elettro-acustiche, per la prima volta impegnati in un’esperienza collaborativa. Queste, in estrema sintesi, le premesse di “Nine”, lavoro che David Newman, alias Autistici, e Justin Varis hanno dedicato, appunto, a nove colori, condensati in un itinerario di otto tracce nelle quali convivono con naturalezza frammenti acustici e saturazioni sintetiche, plasmate in una gamma di frequenze ampia proprio come quella della luce che dà luogo ai colori.

Benché non sembri sussistere sempre una diretta relazione tra i colori rappresentati nei titoli dei brani e il loro contenuto sonoro, non possono non cogliersi le graduali variazioni di intensità che si susseguono lungo i cinquanta minuti di “Nine”. Dalle pulsazioni di cobalto dell’apertura “Light Blue” alle persistenze luminose di “Blue (Heart of A Diver)”, dagli sciabordii e dalle pulsazioni ritmiche di “Grey Orange Red” alla sparsa, silente “Orange Red Grey”, simbolica dimostrazione di come la semplice diversa combinazione dei medesimi elementi possa produrre risultati tra loro molto distanti.

Allo stesso le miniature elettro-acustiche frutto della collaborazione a distanza tra Newman e Varis variano per durata e struttura, palesando in maniera più evidente l’approccio destrutturato dell’artista inglese e quello più organico dell’americano. Lo si percepisce nettamente nell’ovattata quiete ricamata da microsuoni di “Violet Green” e tra le profonde risonanze pianistiche della breve conclusione “Yellow”, così come lungo gli oltre diciassette minuti di “Amber (Sleep Test For Erik)”, ninnananna elettro-acustica che si snoda attraverso variazioni di frequenze finissime, funzionali a un’ambience ipnotica, come un caleidoscopio dai movimenti impercettibili.

“Nine” è completato da un secondo cd contenente l’integrale rimaneggiamento dei suoi brani, da parte di una platea di artisti di tutto riguardo, che si sono alternamente concentrati sugli aspetti più delicati e acustici (Isnaj Dui, Wil Bolton e Christopher Hipgrave) ovvero su quelli più cerebrali e destrutturati (Monty Adkins, offthesky) degli originali, spesso stravolgendoli negli elementi e nelle durate, in modo da ricavarne una morbida ambience armonica ovvero screziature elettro-acustiche surreali. È l’ideale complemento alla ricchezza di spunti del lavoro e alla certosina opera di giustapposizione espressionista dei suoni in esse realizzata da due veri e propri artigiani elettro-acustici, che in “Nine” hanno dimostrato sensibilità pienamente complementari.

http://www.autistici.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 16 gennaio 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , , , .
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