music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ENDERBY’S ROOM – Enderby’s Room
(Fika Recordings, 2017)*

Davvero lunga è stata l’attesa per vedere Enderby’s Room, progetto del violinista inglese Dan Mayfield, arrivare finalmente all’album di debutto. I primi segnali della sua creatura artistica risalgono infatti a oltre sette anni fa, sotto le sembianze di un (delizioso) brano regalato a quel piccolo scrigno di gemme bucoliche, elettro-acustiche e sperimentali che era il primo volume delle raccolte “Music And Migration“, proposte dalla allora neonata etichetta Second Language.

Il tempo da quel momento trascorso è stato impiegato da Mayfield cesellando le proprie canzoni, oltre che partecipando a numerosi altri progetti ed esperienze dal vivo, che lo hanno fatto entrare in contatto, tra gli altri, con Darren Hayman, The Wave Pictures e Allo Darlin’, nonché con Emma Winston (Deerful, Owl & Mouse), che può ritenersi a tutti gli effetti parte integrante del quintetto nel quale Enderby’s Room si è nel frattempo trasformato. In questa formazione, assestatasi da una rotazione di una trentina di elementi (!), Enderby’s Room si presenta dunque al suo omonimo esordio sulla lunga distanza, che segue di poche settimane un paio di singoli di anticipazione, composti da materiale che non ha trovato spazio tra i dodici brani del disco.

La presenza della Winston e il più ampio contesto strumentale, che comprende un vecchio organo vittoriano, oltre a chitarra, banjo, ritmiche e contrabbasso, rifiniscono in maniera estremamente aggraziata le melodie dalle tinte pastello di Mayfeld, radicate in un folk dalle tonalità arcadiche ma reso presente e coerente da una indole pop delicatamente acustica. Prende così forma una galleria di canzoni fuori dal tempo, che trovano cittadinanza in prati verdi e fioriti, senza indulgere in luoghi comuni stucchevoli, ma arricchendosi di sfumati bozzetti armonici, non alieni da una certa uggiosa malinconia.

Brani come “Lakeside” (quasi un omaggio a Simon & Garflunkel), “David The Gnome” con le sue giocose ritmiche acustiche, “Mr Enderby” con la sua nostalgia da camera, e le varie “Stars”, My Old Friend” e “Tiptoe” per le l’estatica delicatezza delle interpretazioni della Winston, non fanno altro che rinnovare quella magia bucolica tutta britannica, che nella sensibilità di Dan Mayfield trova un interprete del suo lato più lieve e melodico, quanto di meglio possa esserci per spensierate escursioni in campi fioriti, al risveglio primaverile della natura.

*disco della settimana dal 17 al 23 aprile 2017

http://enderbysroom.co.uk/

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2 commenti su “

  1. gianluigi
    18 aprile 2017

    è un disco fantastico, fuori dai soliti canoni pop , fuori dalle leggerezze folk . Evoluzione di linguaggi , che alla fine sono un pop sofisticato , ma pop si spera sia per tutti . Ecco musica pop, popolare., musica bella che sognerei nell’area. POP vuol dire popolare ma popolare vuol dire anche bellezza.

    • rraff
      18 aprile 2017

      Felice del tuo entusiasmo. E annotazione pienamente condivisibile, anche e soprattutto sul fronte del “pop”.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 aprile 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , , .
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