music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

CÉDRIC PIN / GLEN JOHNSON – The Burning Skull
(Second Language, 2018)*

È tempo di necessaria ripartenza per Glen Johnson, un anno e mezzo dopo aver posto la parola fine all’esperienza personale e artistica di Piano Magic. Fedele alla propria indole nostalgica, la direzione intrapresa nella sua prima pubblicazione successiva a “Closure” lo porta, immancabilmente, a guardarsi indietro, sotto diversi aspetti.

Innanzitutto il compagno di viaggio, Cédric Pin, con il quale ha condiviso un importante segmento del percorso della band, coinciso tra l’altro con “Disaffected“, nonché la breve parentesi electro-pop di Future Conditional; poi l’idea di realizzare un album insieme, scaturita cinque anni fa nel corso di contatti a distanza tra i due, mai interrotti dopo il ritorno in Francia di Pin nel 2008; quindi il tema affrontato in “The Burning Skull”, che esplicita le riflessioni sulla finitezza degli ultimi testi di Piano Magic, proiettandole su scala cupamente esistenziale; infine i suoni, orientati a non certo più lievi pulsioni di un’austera elettronica, oscillante tra sperimentazione anni ’70 e dark-wave eighties.

Tutto ciò è declinato dai due artisti in uno straniante itinerario di ben diciotto tracce, alcune delle quali sono poco più che brevi frammenti di una caliginosa ambience sintetica, percorsa da spoken word impregnati di considerazioni sull’ineludibilità della finitezza umana, che solo in poche occasioni si concretizzano in vere e proprie canzoni. Le tetre atmosfere che ne risultano sono tuttavia a tratti alleviate da un approccio in qualche misura “sinfonico” del duo, attraverso arrangiamenti e cadenze che non smentiscono la mai celata passione di Glen Johnson per i Dead Can Dance, evidente in particolare in “Ars Moriendi” e “Qualia”, tra i brani di più chiara impronta Piano Magic del lotto. Mentre la parte centrale della scaletta rende emblematica la fosca weltanschauung ad essa sottesa, con lo scorrevole synth-pop di “It Was Not Meant To Be” e la marziale declamazione gotica di “Wheel Of Life”, l’oppressivo avvicendamento tra sferzate sintetiche e un’ambience invariabilmente spettrale viene talora alleviato da residui spunti di sensibilità armonica (“The Samaritan”).

Proprio per questo “The Burning Skull” – comprensivo anche del bonus disc “Craquelure”, contenente due lunghe tracce – non può essere liquidato quale mero ripiegamento da parte di Glen Johnson in memorie del passato, apparendo anzi piuttosto il frutto di un doloroso rispecchiarsi in una nuova dimensione artistica, che nella comune sensibilità di Cédric Pin ha trovato la sponda ideale per la ripartenza all’insegna non di sola escatologia sintetica.

*disco della settimana dal 23 al 29 luglio 2018


https://cedricpinglenjohnson.bandcamp.com/
http://www.secondlanguagemusic.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: