music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

TUNNG – Songs You Make At Night
(Full Time Hobby, 2018)*

Benché lo iato produttivo dei Tunng sia durato i cinque anni trascorsi dal precedente “Turbines”, in realtà è da “…And Then We Saw Land” (2010) che la sigla onomatopeica che contraddistingue la band inglese non era riferita alla combinazione delle sensibilità musicali di Mike Lindsay e Sam Genders. Quest’ultimo, infatti, aveva di fatto lasciato la band prima dell’ultimo album, dedicandosi in particolare all’eccellente progetto solista Diagrams, pur mantenendo ottimi rapporti con gli altri componenti della band e in particolare con Lindsay, con il quale era già tornato a lavorare nell’omonimo album del duo Throws (2016).

Da lì, è stato quasi inevitabile tornare all’originaria dimensione dei Tunng, che adesso si ripresentano al completo con il sesto album “Songs You Make At Night”. Dagli undici brani che lo compongono si percepisce nettamente il piacere della band di essersi ritrovata, così come la naturalezza del tocco e il divertimento nel fare musica insieme, ricombinando ancora una volta la brillante miscela di folk, elettronica, pop e psichedelia, che ne aveva reso inconfondibile la formula.

Una leggerezza trasognata, curata nei minimi dettagli eppure a tratti apertamente freak, torna a essere elemento caratterizzante di un disco dei Tunng, che per tale via rigenerano la magia di brani dai tratti talora surreali e sempre imprevedibili. La scrittura cantautorale di Genders e gli intarsi elettronici di Lindsay riprendono dunque a intrecciare le proprie traiettorie, gestite con piena maturità compositiva senza per questo rinunciare a estrosità da fantasisti in grado, ad esempio, di “sporcare” con ardite pulsazioni sintetiche anche placide armonie di coralità folk (“Nobody Here”).

L’elettronica è senz’altro predominante in “Songs You Make At Night” rispetto a quanto era avvenuto nella progressiva deriva folk degli ultimi lavori che vedevano la presenza di Genders (“ABOP”, “Dark Heart”), benché non manchino saggi di grazia acustica (“Crow”, “Like Water”), appena incorniciati da modulazioni giocose e stralunate. Ma soprattutto il lavoro rinnova in più episodi il mutevole equilibrio tra bizzarrie sonore e melodie accattivanti che fin dall’inizio ha reso l’esperienza della band un vero e proprio archetipo folk-tronico dell’ultimo decennio e che torna a manifestarsi in brani dai dettagli d’arrangiamento curatissimi, al tempo stesso vivaci e riflessivi, simboleggiati alla perfezione dal singolo “Flatland”, che quasi a sorpresa ha anticipato la seconda vita dei Tunng. Bentornati!

*disco della settimana dal 27 agosto al 2 settembre 2018

http://www.tunng.co.uk/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: