music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LILA TRISTRAM – Our Friends
(Where It’s At Is Where You Are, 2020)*

È sempre opportuno non farsi condizionare dalle etichette che in sede di promozione o da parte di giornalisti vengono associate a un musicista: quella di “Bon Iver al femminile” attribuita a Lila Tristram è in effetti abbastanza superficiale e fuorviante rispetto a quanto proposto dalla giovane londinese nel proprio album di debutto. “Our Friends” segue un singolo e una breve attività dal vivo, nel corso della quale Lila ha incontrato Jamie Cameron (The Last Dinosaur), con il quale ha instaurato una collaborazione in seguito ampliata anche ad Austin Basham e Alex Kozobolis.

Quell’incontro si è rivelato decisivo nella definizione del profilo espressivo di Lila Tristam, che nei suoi brani dimostra di voler coniugare una scrittura dalle innegabili basi folk con ambientazioni di ovattato intimismo. Svincolandosi da facili paragoni, nei dieci brani di l’artista inglese presenta le proprie vellutate interpretazioni sostenute quasi esclusivamente da un picking lentamente stillato, le cui risonanze descrivono appunto uno spazio creativo raccolto e denso di calore umano, rivelando una personalità tanto spiccata da riuscire a colpire anche nella loro forma apparentemente disadorna.

Eppure, canzone dopo canzone, l’essenziale folk scandito da compassate vibrazioni di corde acustiche si riveste dapprima di frammenti atmosferici e sfumature spontaneamente psych e quindi del lieve romanticismo apportato da arrangiamenti di archi che si innestano su scorrevoli soluzioni strumentali (“Thames II”) che alla chitarra affiancano anche il pianoforte (“For Grace”). Sono tuttavia le pregevoli armonizzazioni vocali di Lila Tristam a definire i caratteri di una raccolta di ballate “in minore”, rivestendo gradualmente di sentori nordici e lunari l’immaginario di intimismo bucolico tipicamente britannico dal quale sono originate.

Allora, ben più che con Bon Iver (!), “Our Friends” può stabilire connessioni con la setosa essenzialità della prima Siv Jakobsen o con la ricerca di arrangiamenti inusuali di Kate Stables e di altre cantautrici gravitanti intorno al Willkommen Collective. Se proprio si volessero trovare affinità, Lila Tristam dimostra una forza espressiva e una capacità evocativa paragonabili forse solo a quella del debutto di Aldous Harding, ma soprattutto una personalità in grado di colpire e ammaliare, anche attraverso quasi solo chitarra e voce.

*disco della settimana dal 28 settembre al 4 ottobre 2020

https://www.lilatristram.co.uk/

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