JAMES YORKSTON AND THE SECOND HAND ORCHESTRA
The Wide, Wide River

(Domino, 2021)*

Non è certo inedita la propensione di James Yorkston alla collaborazione con altri musicisti, originariamente con la band dei fidati Athletes, nella parentesi con i Big Eyes Family Players e poi anche nel suo percorso “solista”.

Da qualche tempo, il prolifico songwriter del Fife ha però intrapreso dialoghi artistici più particolari, ricercando nuove ibridazioni di linguaggi in particolare attraverso l’improvvisazione. Dopo i tre episodi dell’esotico terzetto folk-jazz Yorkston / Thorne / Khan (il cui ultimo “Navarasa: Nine Emotions” risale esattamente a un anno fa), è ora la volta della The Second Hand Orchestra,  guidata dal produttore Karl-Jonas Winqvist.

Con l’ensemble svedese le affinità di partenza sono sicuramente più evidenti rispetto a quelle condivise con i suoi compagni di viaggio più recenti, tuttavia gli otto brani di “The Wide, Wide River” risultano da un processo creativo non meno “libero”, nel quale l’abituale poetica folk del songwriter scozzese si coniuga con un contesto cameristico dalle sonorità particolari e ampiamente improvvisate. Il lavoro è stato infatti interamente realizzato in tre intensi giorni trascorsi in studio, nel corso dei quali Winqvist e compagni si sono trovati ad arrangiare “all’impronta” le canzoni di Yorkston, da loro non precedentemente conosciute. L’istintività del processo si percepisce in maniera evidente nei dialoghi tra archi, pianoforte e nyckelharpa, oltre che nei passaggi di vivace coralità, che conferiscono sfumature cameristiche “free” al consolidato lirismo di Yorkston, offrendo una vibrante rilettura delle sue radici folk.

Benché non manchino ballate dall’andamento avvolgente (“Struggle”), persino romantico (“We Test The Beams”) e dal sapore salmastro caratteristico di Yorkston (la pimpante “Ella Mary Leather” e la delicata “A Droplet Forms” su tutte), le componenti di improvvisazione donano sfumature talora imprevedibili a brani che non smarriscono affatto le loro strutture di canzone. “The Wide, Wide River” resta appunto un compiuto album di canzoni, che recano l’inconfondibile firma di James Yorkston, come sempre artista sopraffino nella scrittura e nell’interpretazione, che nell’occasione si è cimentato nel riuscito esperimento di conferirvi caratteri estemporanei ma pienamente coerenti con la loro originaria essenza folk.

*disco della settimana dal 18 al 24 gennaio 2021

http://www.jamesyorkston.co.uk/
https://www.facebook.com/The-Second-Hand-Orchestra

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