DANIEL LAND & THE MODERN PAINTERS – The Space Between Us (Club AC30, 2012) Per le abituali serie di corsi e ricorsi, da qualche anno a questa parte si è risvegliato notevole interesse per il recupero delle melodie eteree e per le stratificazioni di feedback che hanno segnato il periodo d’oro dello shoegaze nei primi…

JÓHANN JÓHANNSSON – Copenhagen Dreams (NTOV, 2012) Dopo l’animazione (“And In The Endless Pause There Came The Sound Of Bees“, 2010) e la documentaristica dal profondo contenuto umano e sociale (“The Miners’ Hymns“, 2011), la terza colonna sonora consecutiva del compositore islandese verte ora sulla narrazione degli spazi urbani, intesi come mero contesto fisico entro cui…

WILL SAMSON – Balance (Karaoke Kalk, 2012) Will Samson è un incrocio di culture ed esperienze di viaggio; cresciuto in Australia e attualmente di stanza a Berlino, è rimasto tanto affascinato dai suoi solitari percorsi asiatici da intitolare all’Himalaya le sue prime produzioni artistiche. Adesso è al secondo disco ufficiale sotto il proprio nome – dopo…

DIIV – Oshin (Captured Tracks, 2012) DIIV (già Dive) è la creatura di Zachary Cole Smith, chitarrista dal vivo dei “colleghi” Beach Fossils. Il loro debutto si colloca in coerenza con le abituali sonorità Captured Tracks, alternando battiti sfumati, sfocature oscure e luminosi rilanci melodici. Impetuose cascate di feedback e tastiere liquide spostano di continuo i…

AUTISTICI – Beneath Peaks (Hibernate, 2012) Per quanto possano apparire monotoni, o comunque non particolarmente affascinanti, i paesaggi della countryside britannica non cessano di fornire fonti di ispirazione per artisti operanti in ambiti musicali diversi. Non più solo romantici contemplatori come July Skies ed Epic45, ma anche compositori neoclassici e manipolatori elettronico-ambientali si sono lasciati…

BALMORHEA – Stranger (Western Vinyl, 2012) La sfida del cambiamento, si sa, è sempre particolarmente ambiziosa e difficile, soprattutto per artisti e band le cui forme espressive sono state, nel corso di un periodo di tempo più o meno breve, tanto efficaci quanto chiaramente tipizzate. Non desti allora stupore che tale ardua intrapresa riguardi oggi…

MAYMAY – And So I Place You In The Setting Sun (Flau, 2012) È finalmente tempo del debutto sulla lunga distanza per Laurel Simmons, cantautrice di Portland scoperta da Heather Woods Broderick, che ha trovato nell’etichetta giapponese Flau il veicolo per le sue melodie umbratili e vellutate. Dopo l’assaggio dell’omonimo Ep ecco nove tracce dalle cadenze…

PUFFIN ON MY SIDE – A Weak Heart To Break (Inglorious Ocean, 2012) Un titolo che suona come un manifesto introduce le quattro cartoline sonore racchiuse nel terzo Ep del progetto solista di Alessio Mecozzi, chitarrista dei romani Mokadelic. A un anno e mezzo di distanza da “Lech-Lecha”, Mecozzi si addentra ulteriormente in texture nebbiose tempestata…

HAKOBUNE – All The Other Hearts I Knew (Rural Colours, 2012) Il venticinquenne giapponese Takahiro Yorifuji sembra avviato a voler ripercorrere, quanto a prolificità discografica, le orme di artisti quali Will Long o Rutger Zuydervelt, che con cadenza poco più che mensile rilasciano i frutti delle loro manipolazioni ambientali. Dopo un inizio in sordina (tre…

THE NARROWS – There’s A Ghost In Me (Self Released, 2012) Quello di Tom Currie non è probabilmente un nome in grado di suscitare immediate associazioni; eppure, non si tratta di un artista alle prime armi, né di uno dei tanti giovani manipolatori di suoni portati in auge dalla facilità di accesso a mezzi elettronici…

BARD – The Springtime Fool (Woodburner, 2012) Proviene dal cuore di Londra una delle più piacevoli novità folk-pop della stagione. Ne sono artefici i Bard, quintetto costituitosi intorno alla figura del songwriter Theo Bard, al debutto con le dodici ballate racchiuse in “The Springtime Fool”. È un folk profondamente radicato nella tradizione, eppure estremamente fresco e…

WILD NOTHING – Nocturne (Captured Tracks / Bella Union, 2012) Dai solitari divertissement con chitarra e tastiere analogiche a una band vera e propria; dal garage della sua casa in Virginia alla distribuzione europea attraverso la stimata Bella Union. Nei due anni che separano il suo debutto dall’atteso seguito, molte cose sono cambiate per Jack Tatum;…

GABRIEL STERNBERG – Phantomschmerz (Klang:hAUS, 2012) Sospeso tra la pianura padana e una Baviera che nel appare più reale nel mood che immaginaria nelle cartoline, Gabriel Sternberg è giunto al terzo disco di una carriera breve, nella quale ha di gran lunga prediletto l’affrancamento dai riflettori di qualsiasi “scena“ musicale e il rifugio nella penombra,…

MY AUTUMN EMPIRE – II (Wayside And Woodland, 2012) Vagheggiatore della countryside britannica insieme a Rob Glover negli Epic45, Ben Holton prosegue il suo percorso solista in My Autumn Empire. Se il debutto “The Village Compass” (2010) era una rassegna di gentili bozzetti acustici, solo a tratti completati a mo’ di vere e proprie canzoni, la…

CHEEK MOUNTAIN THIEF – Cheek Mountain Thief (Full Time Hobby, 2012) Ecco un altro artista folgorato sulla via dell’Islanda; o almeno così potrebbe apparire. Stavolta si tratta di Mike Lindsay, metà degli alfieri folk(-tronic)-pop inglesi Tunng, duo sul cui futuro è legittimo oggi nutrire più di qualche perplessità, data anche la recente prova solista anche…

PLUSPLUS – Game Over (La Bèl, 2012) In attesa che veda la luce il secondo album dei Plantman, assoluta rivelazione pop che lo vede impegnato accanto a Matt Randall, Adam Radmall torna a cimentarsi nelle miniature elettroacustiche del suo progetto personale Plusplus. Veicolato dall’acuta netlabel romana La Bèl, così com’era avvenuto in occasione del precedente…

DYLAN LEBLANC – Cast The Same Old Shadow (Rough Trade, 2012) Che la conferma sia difficile è senz’altro un luogo comune, ma anche qualcosa di molto vicino alla realtà quando si tratta di un giovanissimo che aveva impressionato con un debutto della levatura di “Pauper’s Field” (2010). A ventidue anni, Dylan LeBlanc si mostra consapevole di…

EQUIMUS – Equimus (Soft Corridor, 2012) Si potrebbe cominciare a pensare che il Belgio possa diventare la nuova Svezia, o quanto meno la nuova Islanda. Dimensioni e “densità artistica” non sembrano paragonabili, ma sta di fatto che da qualche tempo a questa dal regno del leone rampante provengono segnali di grande fermento, prove discografiche di…

ZELIENOPLE – The World Is A House On Fire (Type, 2012) I tre anni che separano il nuovo lavoro degli Zelienople dal precedente “Give It Up” hanno visto il terzetto chicagoano proseguire su quella via di riequilibrio tra le componenti improvvisate della sua musica e lente costruzioni melodiche, che nelle declamazioni di Matt Christensen trovano complemento…