ARASH AKBARI – The Rest Is Silence (Unknown Tone, 2017) Il quinto album di Arash Akbari segue di oltre due anni il predecessore “Vanishing Point“. In tale periodo di tempo, insolitamente esteso per uno sperimentatore dronico, l’artista iraniano non ha smesso di plasmare le torsioni chitarristiche che costituiscono la materia viva della sua espressione. Ne sono…
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TINY LEAVES – Notes On Belonging (Pegdoll, 2017) Pur essendo come non mai radicato nell’ambiente naturale, Il terzo album di Joel Nathaniel Pike consacra la transizione compositiva dell’artista inglese che identifica le proprie opere con l’alias Tiny Leaves. Due anni dopo “A Certain Tide”, che ne aveva segnato l’abbandono di stratificazioni ed effetti elettronici, Pike amplifica…
LAURA CANNELL – Hunter Huntress Hawker (Brawl, 2017) Sono tutto fuorché astratte le sperimentazioni di Laura Cannell sul violino, per come già dispiegate nei suoi precedenti tre album, nei quali ha progressivamente esteso le sue solitarie improvvisazioni alla declinazione di una post-modernità cameristica. Un anno dopo l’evocativo “Simultaneous Flight Movement“, eccola tornare con una nuove collezione…
LORENZO MASOTTO – White Materials (Self Released, 2017) Affermatosi come compositore sensibile ed eclettico nel percorso dal debutto “Seta” (2015) ad “Aeolian Processes“, uscito a inizio anno, Lorenzo Masotto segna nel quarto album “White Materials” un nuovo stadio di crescita del suo profilo compositivo. Il lavoro discende da un approccio di orgogliosa autonomia casalinga, corrispondente a…
THE INNOCENCE MISSION – The Snow On Pi Day (Self Released, 2017) Cosa c’è di più accogliente che rifugiarsi nel tepore domestico quando i giorni sono brevi e il clima comincia a farsi rigido? E quale musica potrebbe incarnare meglio queste sensazioni di quella scritta e realizzata da una coppia il cui consolidato rapporto personale…
THAT FAINT LIGHT – That Faint Light (Self Released, 2017) Da oltre tre anni, That Faint Light riassume il dialogo a distanza tra Adrian Lane e Guido Lusetti, alias Loalue, manifestatosi finora attraverso la pubblicazione a intervalli irregolari di brani su un account Soundcloud condiviso, adesso in gran parte raccolti nell’edizione limitata dell’omonimo album di…
BENJAMIN FINGER – For Those About To Love (Flaming Pines, 2017) Benjamin Finger si conferma sperimentatore instancabile e imprevedibile, oscillando in continuazione tra rumore e melodia, tra quiete e tumulto, tra astrazione e materialità. Proseguendo con mezzi diversi gli itinerari emozionali del recente “Ghost Figures“, l’artista norvegese condensa nelle nove tracce di “For Those About To…
JOHN THUMB – John Thumb (Other Songs Music Co., 2017) Vengono da lontano le canzoni proposte da John Thumb nel suo omonimo album di debutto. Non solo sono radicate in una vena scrittoria risalente ai tempi dell’adolescenza e in precedenza manifestatasi nell’alveo della folk band The Good Hunters, ma soprattutto sembrano provenire da un’altra era,…
MASAYA OZAKI & KAITO NAKAHORI – Mythologies (IIKKI, 2017) L’abilità di Masaya Ozaki nell’incastro di minute particelle sonore, già manifestatasi in “Fluid And Dreaming Of Stripes” (2015), accede in “Mythologies” a una più ampia dimensione creativa. Non solo perché si tratta di un’opera realizzata in collaborazione con Kaito Nakahori, compositore giapponese ma come lui residente…
DAVID ÅHLÉN – 1921 – In My Veins (Compunctio, 2017)* Già lo splendido disco pubblicato a inizio anno insieme a Larus Sigurðsson e a Sara Forslund (“Poems Of Despair“) aveva posto l’accento sull’ambizione di David Åhlén di trascendere la forma del solo cantautorato evocativo e intimista per il quale si era fatto apprezzare in lavori quali…
SLOW MEADOW – Costero (Hammock Music, 2017) Già il primo album omonimo del suo nuovo progetto Slow Meadow, due anni fa, aveva segnato la transizione di Matthew Kidd dalle evanescenze ambientali di Aural Method a un più composito paradigma cameristico-ambientale. Curiosamente, si tratta di una transizione che l’artista texano ha attraversato in parallelo agli Hammock,…
MACHINEFABRIEK – Becoming (Self Released, 2017) Oltre a rinnovare la collaborazione del coreografo spagnolo Iván Pérez con Rutger Zuydervelt, “Becoming” espande in maniera significativa le modalità di interazione tra musica e danza. La traccia unica di quasi quaranta minuti che ne costituisce la componente sonora è stata infatti realizzata dall’artista olandese come risultante aggregata di…
BENOÎT PIOULARD – Slow Spark, Soft Spoke (Dauw, 2017) Nella continua oscillazione tra il lato di Benoît Pioulard orientato a una scrittura folktronica dai tratti pop sempre più lievi e quello invece dedicato alla sperimentazione ambientale, “Slow Spark, Soft Spoke” sviluppa decisamente il secondo. Si tratta di quattro tracce su cassetta a tiratura limitata, nelle…
PETER BRODERICK – All Together Again (Erased Tapes, 2017) “All Together Again” non è un nuovo album vero e proprio per Peter Broderick, bensì uno spaccato della sua creatività. Raccoglie infatti materiale eterogeneo, concepito in attuazione di alcune delle numerose richieste, ricevute in tempi diversi, di musica da associare a contesti dei più svariati. Broderick…
ISNAJ DUI – Poiesis (Rural Colours, 2017) Come sempre attivissima tra progetti e collaborazioni (Littlebow, The Sly And Unseen, The Doomed Bird of Providence), Katie English non licenziava un album interamente solista sotto l’abituale alias Isnaj Dui dai tempi di “Dioptrics” (2015). L’occasione per tornare in completa autonomia ai suoi intricati incastri elettro-acustici è stata…
JAYE BARTELL – In A Time Of Trouble A Wild Exultation (Sinderlyn, 2017) Non si ferma un attimo Jaye Bartell, archetipo del cantautore in viaggio con la sua chitarra sotto braccio. Dopo aver portato il suo precedente “Light Enough” (2016) in giro per gli Stati Uniti accanto a Kevin Morby e fino in Italia, ha fatto…
F.S. BLUMM – Welcome (Karaoke Kalk, 2017) Asteismo è il desueto termine italiano per indicare l’autodenigrazione simulata o in generale quell’atteggiamento dimesso e distaccato abitualmente reso con l’inglese understatement. La ricchezza della nostra lingua riesce dunque a regalare anche la descrizione più calzante dell’arte minima di Frank Schültge Blumm, protagonista discreto di ormai vent’anni di…
GARCIAPHONE – Dreameater (Tiny Room, 2017)* Come quella tra le sue origini spagnole e la consolidata residenza francese, una combinazione di stili e approcci niente affatto scontata presiede al secondo album di Olivier Perez sotto l’alias Garciaphone. Mentre il primo, “Constancia” (2013), lo vedeva alla guida di una vera e propria band folk-rock, il suo…
memories: THE BEAST INSIDE
INSPIRAL CARPETS – The Beast Inside (Mute, 1991) Nell’incredibile stagione di rinnovamento del pop alternativo britannico all’inizio degli anni Novanta – quella che da lì a breve sarebbe stata identificata con la scena di “Madchester” – non mancava la varietà delle personalità artistiche che ne erano protagoniste, né quella dei possibili riferimenti da rinfrescare in…