BENOÎT PIOULARD – Sylva (Morr Music, 2019) In un tempo in cui il formato fisico è divenuto di fatto recessivo, la dematerializzazione della musica (e della sua fruizione) stanno producendo controtendenze che vanno ormai ben oltre la semplice cura delle edizioni o delle tirature limitate nelle quali, inevitabilmente, vengono pubblicati i dischi indipendenti. Tale fenomeno…
Tag: recensione
SNUFMUMRIKO – Sekunder, eoner (Dronarivm, 2019) Sei dense tracce di un’ambience sintetica scandita da pulsazioni dub marcano la nuova pubblicazione di Ingmar Wennerberg sotto l’alias Snufmumriko. “Sekunder, eoner”, prima uscita dell’artista svedese per la russa Dronarivm, sviluppa l’idea di scultura sonora connessa alle sue opere precedenti, proiettandola dalle matrici sonore di field recordings e vecchi…
IAN HAWGOOD + STIJN HÜWELS – No Voices (Home Normal, 2019)* “No Voices” non è soltanto l’ultima pubblicazione annuale dell’etichetta Home Normal, né semplicemente il frutto della collaborazione “sul campo” del suo creatore e curatore Ian Hawgood con il chitarrista belga Stijn Hüwels, che ne è stato assoluto protagonista del catalogo di quest’anno, in dialogo…
JULIA REIDY – In Real Life (Black Truffle, 2019) Proseguendo una ricerca sonora che aveva avuto tappa fondamentale nella cassetta “Beholder“, pubblicata lo scorso anno, in “In Real Life” Julia Reidy riassume lo stato dell’arte del suo approccio non convenzionale alle dodici corde. Sempre più distanti sono gli echi del primitivismo acustico, che pure continuano…
SIN FANG – Sad Party (Morr Music, 2019) Reduce dal ciclo di canzoni distillate lungo tutto il 2017 insieme a Sóley e Örvar Smárason, in seguito raccolte in “Team Dreams”, Sindri Már Sigfússon torna alla dimensione creativa personale di Sin Fang, alla quinta prova solista del suo percorso al di fuori dell’esperienza del collettivo Seabear….
PER STÖRBY JUTBRING – The Thief Bunny Society (Hoob, 2019) Vi è un qualcosa di incantato, persino infantile nell’aggraziato equilibrio di composizioni cameristiche dai naturali contorni cinematici. Da tale assunto muove il quinto album dello svedese Per Störby Jutbring, polistrumentista e produttore le cui esperienze spaziano dal minimalismo al pop elettronico, incentrato proprio su sensazioni…
RACHAEL DADD – Flux (Memphis Industries, 2019) Eccentrica per profilo e per biografia rispetto ai musicisti gravitanti intorno al Wilkommen Collective (Leisure Society e Laish, tra gli altri), Rachael Dadd pubblica il terzo album solista in quasi dieci anni. Le canzoni di “Flux” confermano la propensione dell’artista inglese per intricate dinamiche compositive e per un…
LUCY KRUGER & THE LOST BOYS – Sleeping Tapes For Some Girls (Unique, 2019) Nel marasma di uscite discografiche che è sempre più farraginoso da seguire, un disco come il secondo di Lucy Kruger, sudafricana trapiantata a Berlino, corre davvero il rischio di non essere notato ed evidenziato come meriterebbe. L’understatement che connota la produzione…
JULIA GJERTSEN – Fragile (Moderna, 2019) Non è inedito vedere associati a opere di minimalismo da camera il concetto di fragilità, in particolare connesso ai contenuti armonici e alle ovattate ambientazioni sonore da esse sovente veicolate. Nel caso del primo lavoro sulla lunga distanza della norvegese Julia Gjertsen, che segue un Ep del 2012, non…
WILL SAMSON – Paralanguage (Wichita, 2019)* Al quinto album, Will Samson non smentisce l’alternanza creativa tra lavori di ricerca ambientale e latamente cantautorali, corrispondente alle oscillazioni del suo animo inquieto, in perenne movimento e per sua esplicita ammissione nell’occasione condizionato da esperienze psichedeliche. “Paralanguage” segue la cadenza biennale dei suoi album di canzoni (“Ground Luminositiy”…
ANNE MÜLLER – Heliopause (Erased Tapes, 2019) Una lunga teoria di collaborazioni (Nils Frahm, Agnes Obel, Lubomyr Melnyk) ha caratterizzato finora il decennale bagaglio di esperienze di Anne Müller. Per la prima volta la violoncellista tedesca si approccia alla produzione solista con le sei tracce di “Heliopause”, ideale distillato del già nutrito curriculum che ne…
LIAM J. HENNESSY – In The Half Light (Bigo & Twigetti, 2019) Il primo album vero e proprio di Liam J Hennessy segue l’Ep “Held” (2017), con il quale l’artista londinese aveva segnato una ripartenza creativa sotto il proprio nome dopo il periodo contrassegnato dall’alias Drops. Benché le premesse degli otto brani raccolti in “In…
DUCKS UNLIMITED – Get Bleak E.P. (Bobo Integral, 2019) Non vi è necessità di dilungarsi, anzi quando si tratta di indie-pop dodici minuti sono più che sufficienti per rivelare un talento cristallino. Tale breve lasso temporale corrisponde alla durata dei quattro brani che formano “Get Bleak”, Ep di debutto di un quartetto canadese che risponde…
MICHAEL A. MULLER – Lower River (Beacon Sound, 2019) Quale metà fondante dei Balmorhea, insieme al pianista Rob Lowe, Michael A. Muller non è certo nuovo a suggestioni cameristiche connesse a un immaginario paesaggistico. Non era però così scontato che tra i due musicisti fosse lui, chitarrista della band texana, il primo a cimentarsi con…
TINDERSTICKS – No Treasure But Hope (City Slang, 2019) Dopo la rinascita, la ritrovata consuetudine e la costanza di una presenta sempre affidabile, ma non per questo affatto scontata: con “No Treasure But Hope”, il secondo periodo della vita artistica dei Tindersticks, ripresa a sorpresa con “The Hungry Saw” nel 2008, eguaglia per durata la…
TWAIN – Adventure (Keeled Scales, 2019) Nel sempre più parcellizzato microcosmo “indie”, sono spesso le connessioni a portare alla luce artisti altrimenti abituati a produzioni marginali. È questo senz’altro il caso di Matthew Davidson, musicista della Virginia giunto al settimo album della sua creatura Twain, ma che deve la sua tardiva emersione dal sottobosco indipendente…
BERSARIN QUARTETT – Methoden und Maschinen (Denovali, 2019)* Superato il decennio di attività, per Thomas Bücker è giunto il momento di dare un titolo vero e proprio al suo quarto album sotto l’ormai non più misterioso alias Bersarin Quartett. Il riferimento a metodi e macchine (significato di “Methoden und Maschinen”) rappresenta la sintesi del manifesto…
IAN HAWGOOD + PHIL TOMSETT – Fragmented Boundaries (Home Normal, 2019) Un lavoro come “Fragmented Boundaries” rappresenta la perfetta dimostrazione di come la genesi delle opere di sperimentazione ambientale sia tutt’altro che asettica e tanto meno immediata, non soltanto per l’accurato profilo di entrambi gli artisti che lo hanno realizzato a esito di un processo…
STEPHEN VITIELLO & MOLLY BERG – I Drew A Fish Hook, And It Turned Into A Flower (IIKKI, 2019) Il terzo capitolo in dieci anni del dialogo tra Stephen Vitiello e Molly Berg si arricchisce di un’ulteriore componente visuale, in un’uscita combinata tra musica e fotografia, che vede le loro estemporanea intersezioni sonore associate alle…