SNOWDROPS – Volutes  (Injazero, 2020) Reduce dalle incantate modulazioni di “Chimères”, interamente incentrate sul suo Ondes Martenot, Christine Ott porta al debutto il progetto intrapreso cinque anni fa con il polistrumentista Mathieu Gabry (piano, mellotron). Con l’ulteriore contributo della viola di Anne-Irène Kempf, il duo plasma una sequenza di ambiziose evoluzioni cameristiche, risultante dalla compiuta…

THIS IS THE KIT – Off Off On  (Rough Trade, 2020) Al quinto album, Kate Stables si è ormai sensibilmente distaccata dal suo originario profilo di cantautrice folk, senza tuttavia rinnegarlo affatto. Merito della sua curiosità nella ricerca di spunti sonori variopinti e spesso inusuali, ma anche dell’incontro con Aaron Dessner di The National, che…

SCHMO – Spring Story  (Flau, 2020) Veterano della scena elettronica australiana e autore di lavori sotto molteplici alias (Fotec Foyamat, Victor Bermon), Harry Hohnen intraprende in Schmo un nuovo progetto incentrato su collage formati da variopinte tessere elettro-acustiche. I quindici brani di “Spring Story” non sono intesi alla rappresentazione di luoghi fisici, bensì a restituire…

GOLDMUND – The Time It Takes  (Western Vinyl, 2020) Col passare del tempo, Helios e Goldmund, i due progetti principali di Keith Kenniff sono andati via via avvicinandosi. In particolare il secondo, originato all’insegna del minimalismo pianistico si è gradualmente rivestito di componenti elettro-acustiche e ambientali, che nel precedente “Occasus“ (2018) avevano assunto tratti atmosferici…

SALLY ANNE MORGAN – Thread (Thrill Jockey, 2020) Al primo album solista, Sally Anne Morgan non smentisce la propensione a combinare tradizione folk con soluzioni inedite, del resto già propria della sua attività nel duo House And Land. Al lirismo appalachiano di banjo, fiddle e interpretazioni evocative, i nove brani raccolti in “Thread” aggiungono dinamiche…

CUT WORMS – Nobody Lives Here Anymore(Jagjaguwar, 2020) Se il debutto “Hollow Ground” aveva rivelato il gusto pop retrò di Max Clarke sotto forma di canzoni dalle melodie scorrevoli e solari, “Nobody Lives Here Anymore” ne eleva con decisione il profilo a quello di ricercato cultore di uno stile sixties radicato nelle tradizioni americane. Non…

ALES TSURKO – The Hate (Preserved Sound, 2020) Per Ales Tsurko, essere un compositore “contemporaneo” implica non astrarsi dalla realtà che si vive. All’inizio dell’anno, all’artista bielorusso è stata commissionata una pièce per uno spettacolo di danza a tema pacifista, incentrata sulla settima sinfonia di Shostakovich. Tsurko l’ha impostata sul tema dell’odio, rappresentato attraverso inquieti…

OLIVIER ALARY & JOHANNES MALFATTI – u,i (130701 / Fat Cat, 2020) È tutta costruita intorno all’idea di (indivi)dualità la collaborazione a distanza che tra Olivier Alary e Johannes Malfatti, culminata proprio nel periodo di isolamento forzato della scorsa primavera. Eppure, tra Montreal e Berlino, i due musicisti avevano già da tempo cominciato a scambiarsi…

JOSHUA VAN TASSEL – Dance Music Volume II: More Songs For Slow Motion (Backward Music, 2020) A sei anni dal primo volume, Joshua Van Tassel torna a comporre musica dedicata alla moglie danzatrice. Non si tratta tuttavia di pièce destinate specificamente alla coreografia, bensì di saggi sonori rivolti alla meditazione e al lento movimento di…

DAN MICHAELSON – Colourfield (Village Green, 2020) In particolare nei suoi lavori più recenti, Dan Michaelson ha messo in mostra una ricercata sensibilità per l’accostamento di arrangiamenti orchestrali al suo vellutato crooning d’autore. Può dunque non sorprendere più di tanto ritrovarlo in veste di compositore “puro”, in un lavoro completamente strumentale. Realizzato con il direttore…

FRÉDÉRIC D. OBERLAND & IRENA Z. TOMAŽIN – ARBA, DÂK ARBA (Hallow Ground, 2020) L’ennesima avventura di Frédéric D. Oberland (Oiseaux-Tempête, The Rustle Of The Stars, Foudre!) vede l’eclettico artista francese unire le forze con Irena Tomažin Zagoričnik, della storica band new wave slovena Borghesia. I vocalizzi di quest’ultima percorrono sinuosi le arcane emissioni di…

DMITRY EVGRAFOV – Surrender (130701 / Fat Cat, 2020) Nel volgere di una manciata di dischi, Dmitry Evgrafov si è agilmente affrancato dai canoni del minimalismo neoclassico, come già dimostrato nel precedente “Comprehension Of Light” (2017). “Surrender” costituisce un passo in avanti ancor più deciso dell’artista russo verso una dimensione di compositore moderno, capace di…

YAIR ETZIONY – We Were Here Before, We Will Be Here After (Seasides On Postcards, 2020) Fin dai loop granulosi e dalle pulsazioni che ne scandiscono l’incipit “Nothern Home” appare inevitabile pensare alle architetture inerti e ai ritmi vitali della metropoli e in particolare della città europea che più di altre incarna le contrastanti pulsioni…

CV & JAB – Landscape Architecture (Editions Basilic, 2020) Come già nella precedente occasione collaborativa (“Thoughts Of A Dot As It Travels A Surface”, 2018), Christina Vantzou e John Also Bennett traggono ispirazione dalle riflessioni su forma e rappresentazione dell’artista multidisciplinare francese Zin Taylor. Ancora una volta, i due musicisti dispiegano i loro suoni nello…

WILLIAM RYAN FRITCH – The Letdown (Lost Tribe Sound, 2020) L’ennesima pagina della sterminata produzione di William Ryan Fritch apre un nuovo capitolo dell’etichetta che da sempre ne pubblica le opere, dedicato alle paure e alle incertezze della contemporaneità. A rappresentarle, ecco un lavoro che disegna traiettorie ellittiche tra jazz, colonne sonore e orchestrazioni dal…

ANN MARGARET HOGAN – Honeysuckle Burials (Downwards, 2020) Il disco che non ci si aspetterebbe da un’artista dal curriculum ultratrentennale (Marc Almond, Nick Cave, Lydia Lunch) e da un’etichetta orientata all’elettronica techno. Ingredienti: pianoforte e field recordings, eppure combinati secondo una sensibilità che, di tutta evidenza, si distingue da quella che presiede a numerosi lavori…

LUKE HOWARD TRIO – The Shadow (Lukktone, 2020) Accanto alle sue composizioni incentrate su ambience pianistica e pièce orchestrali, Luke Howard coltiva la propria propensione jazzy nel trio che lo vede accanto al basso di Jonathan Zion e alle percussioni di Daniel Farrugia. Il recente “The Shadow” costituisce un’ideale punto di incontro delle varie sfaccettature…

JARMO HUHTA – Midair (Midira, 2020) Una serie ininterrotta di intersezioni tra linguaggi e tecniche esecutive caratterizza l’opera più recente del sound artist finlandese Jarmo Huhta (Twile). Impiegando una varietà di strumenti a corda, fiati e percussioni, Huhta orchestra una sequenza di dieci brani al centro dei quali elemento ricorrente è tuttavia il pianoforte di…

OKKYUNG LEE – Yeo-Neun (Shelter Press, 2020) Nel corso degli anni e attraverso innumerevoli collaborazioni, Okkyung Lee ha costruito intorno al proprio violoncello un mondo di fatto di avventurose intersezioni espressive che hanno portato a soluzioni sonore spesso molto diverse tra loro. In “Yeo-Neun”, l’artista coreana si presenta alla guida dell’omonimo quartetto da lei fondato…