CHRISTINE OTT – Only Silence Remains (Gizeh, 2016) Primo album solista dopo anni di collaborazioni (Yann Tiersen, Tindersticks, This Immortal Coil, ma anche Radiohead) per Christine Ott, virtuosa dell’Ondes Martenot. L’organo analogico di inizio Novecento è impiegato in prevalenza come un pianoforte nelle otto tracce di “Only Silence Remains”, affiancato da minuti effetti elettronici, field recordings…

OFRIN – Ore (Album Label, 2016) Ofri Brin è approdata a Berlino da lontano, radicandosi nella fervente scena elettronica di metà anni Duemila, prima insieme al connazionale Oded K. Dar e quindi a titolo personale. “Ore” è il suo quarto album sotto la sigla Ofrin, secondo solista dopo “The Bringer” (2013), nel quale l’artista di origine…

MARKUS MEHR – Re-Directed (Hidden Shoal, 2016) Quattro lunghi spezzoni separati da tre interludi costituiscono il risultato della ricerca di Markus Mehr intorno al tema della dipendenza digitale. Non senza un certo gusto del paradosso, per realizzare il suo sesto album “Re-Directed” l’artista tedesco ha impiegato un ampio catalogo di suoni ricavati da server, hard disk…

ROBERTO ATTANASIO – Another Past (1631 Recordings, 2016) Sottotraccia, il fervore per il minimalismo pianistico ormai diffuso nel nostro Paese continua a richiamare attenzioni, soprattutto all’estero. Ultimo artista a presentarsi alle platee neoclassico-ambientali, il compositore romano Roberto Attanasio lo fa proponendo una ricerca di tempi e timbriche applicata a un pianoforte verticale antico suonato con…

SLOW STEVE – Adventures (Morr Music, 2016) Anticipato di meno di un anno dall’EP “Steps“, il debutto sulla lunga distanza di Slow Steve rivela innanzitutto l’identità del musicista che si cela dietro tale alias: si tratta di Rémi Letournelle, già presente in un paio di lavori dei tedeschi Fenster. Mentre l’uscita più breve spingeva sul ritmo…

EMILY JANE WHITE – Moved In Shadow All Together (Talitres, 2016) La traccia letteraria del quinto album di Emily Jane White, il cui titolo è esplicitamente ripreso da Cormac McCarthy, ne riassume già in maniera emblematica il contenuto, che riporta la cantautrice californiana all’essenza polverosa, riflessiva e velata di tenebra di quell’America profonda narrata nei suoi…

JULIANNA BARWICK – Will (Dead Oceans, 2016)* Come l’indeterminatezza opalescente della sua voce, una perenne transizione caratterizza il recente percorso personale e artistico di Julianna Barwick. I lunghi itinerari fisici dei suoi estesi tour tra America ed Europa coincidono del resto con quelli espressivi dell’artista newyorkese, che si presenta al terzo album ufficiale “Will” come tornando…

JULIEN MARCHAL – Insight II (1631 Recordings, 2016) Con Julien Marchal, il neoclassicismo ormai già uscito dalle stanze delle accademie per abbracciare la contemporaneità, si confonde letteralmente con la quotidianità delle strade, dei luoghi pubblici, dei mezzi di trasporto. È in questi contesti che hanno preso forma i brani raccolti dal pianista e compositore francese in…

DIETERICH & BARNES – The Coral Casino (L.M. Dupli-cation, 2016) Collaborazione inedita e decisamente ambiziosa per premesse e modalità realizzative quella tra Jeremy Barnes (A Hawk And A Hacksaw) e John Dieterich dei Deerhoof. I due hanno infatti improntato alla pura improvvisazione ritmica un incontro riassunto in “The Coral Casino”, lavoro le cui regole di ingaggio…

LOWERED – Arche (For Gongs) (Trome, 2016) Innanzitutto non si può non salutare con piacere il ritorno alle pubblicazioni della piccola etichetta inglese Trome (The Remains Of My Estate). Protagonista ne è lo stesso titolare Chris Gowers (Karina ESP), che avvia un trittico di proposte basate su un solo strumento con un’uscita del suo altro progetto…

RM HUBBERT – Telling The Trees (Chemikal Underground, 2016) Reduce dalla solitaria associazione, per la prima volta, della sua voce al fingerpicking denso di pathos del precedente “Breaks & Bones” (2013), RM Hubbert torna alla pratica della collaborazione, già applicata in occasione del secondo disco “Thirteen Lost & Found”, eletto album scozzese dell’anno nel 2012. In…

BRUNO SANFILIPPO – The Poet (1631 Recordings, 2016) Già il titolo “The Poet” sottende come Bruno Sanfilippo si sia prefisso una declinazione particolarmente lieve e romantica della sua ricerca di timbri e sospensioni armoniche applicate al pianoforte. Negli undici brani del lavoro il prolifico artista di origine argentina conferma appieno tale traccia espressiva, espungendo del tutto…

RITORNELL – If Nine Was Eight (Karaoke Kalk, 2016) Si fa sempre più ricco e complesso il puzzle elettro-acustico di Richard Eigner e Roman Gerold. A tre anni di distanza da “Aquarium Eyes“, il duo austriaco raccoglie in “If Nine Was Eight” una serie di incastri tra elettronica, pop e jazz non meno surreale dell’enigmatico titolo…

M. OSTERMEIER – Tiny Birds (Home Normal, 2016) A un anno dal suggestivo “Still“, per Marc Ostermeier è già tempo per proseguire il lavoro per sottrazione che ne ha spogliato l’elettro-acustica ambientale trasformandola in minimalismo neoclassico incentrato sul pianoforte. È quest’ultimo il protagonista assoluto delle tredici miniature di “Tiny Birds”, accompagnato soltanto, in due occasioni, dal…

KAITLYN AURELIA SMITH – Ears (Western Vinyl, 2016) Il naturalismo analogico di Kaitlyn Aurelia Smith si arricchisce, nel suo secondo album ufficiale, di una serie di un ventaglio suggestioni che amplificano i già cosmici orizzonti delle oscillazioni del suo vecchio Buchla. A differenza dei brevi frammenti del precedente “Euclid”, le otto tracce del nuovo “Ears”…

ANTONYMES – (For Now We See) Through A Glass Dimly (Hidden Shoal, 2016) Al quarto disco sotto l’alias Antonymes, Ian M. Hazeldine dischiude il suo emozionante neoclassicismo ambientale a una dimensione di condivisione orchestrale che smentisce i cliché solitari di simili proposte artistiche. Elaborato nel corso di ben cinque anni, “(For Now We See) Through A…

LUKE HOWARD – Forgotten Postcards (1631 Recordings, 2016) Nuovamente reduce da esperienze europee – che l’hanno condotto tra l’altro sul palco accanto a Benjamin Clementine – il compositore australiano Luke Howard è tornato ad affidare all’espressività del solo pianoforte il profilo più essenziale della sua composita personalità artistica. “Forgotten Postcards” ne dispensa, appunto, cinque concise cartoline…

DARDUST – Birth (Inri, 2016) A quanti, dopo il mini album “7” (2015), potevano sospettare che quella di Dardust si profilasse quale nuova proposta del crescente universo nazionale del neoclassicismo pianistico declinato su scala mainstream, o quasi, risponde nei fatti lo stesso autore, Dario Faini. Il secondo capitolo dell’ideale trilogia cominciata a Berlino fa tappa a…

MASHA QRELLA – Keys (Morr Music, 2016) Ne è passato di tempo dagli esordi elettronici di Masha Qrella in band quali Contriva e Mina, così come dagli albori della scena berlinese di inizio secolo, ancora viva e pulsante come non mai, seppure sotto vesti mutate. Quelle della Qrella si sono rinnovate all’insegna di una timida scrittura…