[streaming] Kramies – The Fate That Never Favored Us

Ahead of his forthcoming French tour, dream-pop troubadour Kramies has dropped another gorgeous track produced by Jason Lytle (Grandaddy). “The Fate That Never Favored Us” is a lilting, swaying cosmic waltz, delicately built around melancholy acoustic guitar and eerie synths, through which Kramies weaves his languid vocals. As with so much of his music, Kramies…

THE SOUTH ROAD – If Trees Could Write E.P. (Self Released, 2015) Tra i tanti aspetti della disorientante diffusione di proposte musicali che viaggiano attraverso la rete ve ne è uno quanto meno ambivalente, che riguarda la conoscenza e le premesse della musica che si va ad ascoltare. Quello di The South Road ne è…

intervista: ROBIN BACIOR

Il suo secondo lavoro sulla lunga distanza, “Water Dreams“, è tra i dischi più affascinanti di questo primo scorcio d’anno. Può considerarsi il disco della maturità, della nuova vita personale e artistica, di Robin Bacior, talentuosa cantautrice di recente trasferitasi da New York a Portland, che racconta il suo approccio timido e personale alla scrittura….

interview: ROBIN BACIOR

Her second album, “Water Dreams“, is one of the most fascinating records of the beginning of this year. It can be considered the record of maturity, the one of a new personal and artistic life, of Robin Bacior, talented young songwriter that recently moved from New York to Portland. Here’s her talking about her inward…

THE WHITE BIRCH – The Weight Of Spring (Glitterhouse, 2015)* Dieci anni: un lasso di tempo nel quale cambiano condizioni personali, contesti artistici e approccio alla musica. Tanto ha impiegato per tornare a manifestarsi The White Birch, originario terzetto norvegese di post-rock e vaporose lentezze, e oggi progetto essenzialmente personale del cantante e compositore della band,…

MY NAME IS NOBODY – Safe Travel (Havalina / My Little Cab, 2015) Da almeno una decina d’anni a questa parte, la Francia è laboratorio di produzioni di folk cantautorale, spesso confinate a una dimensione artigianale, dalla quale sono tuttavia affiorate proposte stimolanti, in grado di conciliare cultura romantica e immersione nelle tradizioni musicali d’oltreoceano….

LOOSE FREIGHT – Mercy (Self Released, 2015) La prima proposta dell’anno a venire alla luce in forma di autoproduzione dai sotterranei della miniera folk di Portland è il debutto di un terzetto che si fa chiamare Loose Freight, incentrato sulla personalità del cantautore Marty Moran, il caldo timbro vocale plasma le otto canzoni di “Mercy”,…

RIMA KATO – Faintly Lit (Flau, 2015) Mentre si è abituati, spesso non a torto, a pensare al Giappone come a culla di musica sperimentale, ecco provenire dalla terra del Sol Levante un piccolo disco di canzoni acustiche cantate da una delicata voce femminile. È quella di Rima Kato, al suo primo album solista nonostante la…

KRISTIN MCCLEMENT – The Wild Grips (Willkommen, 2015)* Viene da lontano l’esordio discografico ufficiale di Kristin McClement. Non solo per l’origine sudafricana dell’artista, trasferitasi in Inghilterra con la famiglia nel corso dell’adolescenza, ma per la sua certosina cura dei dettagli, che ne ha implicato un lungo periodo di gestazione. La lavorazione di quello che solo…

ERIC CHENAUX – Skullsplitter (Constellation, 2015) Se il precedente lavoro di Eric Chenaux era intitolato semplicemente a chitarra e voce, “Skullsplitter” può considerarsi la naturale evoluzione della “scoperta” da parte dell’artista canadese di tali veicoli espressivi. Entrambi continuano però a essere impiegati in maniera del tutto peculiare e obliqua, sulla scia del retroterra sperimentale di Chenaux,…

JOSÉ GONZÁLEZ – Vestiges & Claws (Peacefrog / Mute, 2015) Otto anni di attesa costituiscono un periodo talmente lungo da poter far mutare la percezione di un artista e maturare la sua forma espressiva. Tanto è trascorso da “In Our Nature”, secondo disco solista di José González, nonché quello che gli ha dischiuso platee più…

BODUF SONGS – Stench Of Exist (The Flenser, 2015) Sempre schivo ed estremamente scarno nelle informazioni che riguardano lui stesso e la sua attività artistica, Mat Sweet ha annunciato con poche righe la pubblicazione, quasi a sorpresa, del sesto disco dell’enigmatico percorso di Boduf Songs. Anche le modalità realizzative appaiono del resto coerenti con l’estetica…

MARIKA HACKMAN – We Slept At Last (Dirty Hit, 2015) Di questi tempi frenetici, colpisce in maniera particolare l’evenienza che il debutto di un’artista poco più che ventenne sia circondato da attesa e da un elevato grado di aspettative. Tale attenzione non stupisce, né tanto meno appare ingiustificata, nel caso di Marika Hackman, già impostasi…

[video of the week] Chloë March – Orpheus Head

[vimeo https://vimeo.com/118883878] “Orpheus Head” is the new single and music video taken from Chloë March’s 2014 re-release of the album “Nights Bright Days“. “Orpheus Head” is pure, sensual dream-pop. Its hypnotic pulsing rhythm, arpeggiated keyboards and swelling synths provide the perfect backdrop for March’s stunning vocals. Video by Chloë March. http://www.chloemarch.co.uk/

MARTIN CALLINGHAM – Tonight, We All Swim Free (Folkwit, 2015)* Il songwriting essenziale e il delicato timbro vocale di Martin Callingham non erano passati affatto inosservati in occasione dell’unico disco da lui realizzato insieme alla band Joyce The Librarian che, al netto della sua moderata impostazione cameristica, si presentava già fortemente caratterizzata dalla sua personalità….

MAXIMILIAN HECKER – Spellbound Scenes Of My Cure (Eat The Beat, 2015) Quasi a suggellare la sua biografia di artista globetrotter, che ha trovato una popolarità su vasta scala in Estremo Oriente, l’ottavo album di Maximilian Hecker, che segue di tre anni il precedente “Mirage Of Bliss“, reca nelle storie e nei titoli dei brani…

LISA/LIZA – The First Museum (Pretty Purgatory, 2014) Cinque pubblicazioni tra album ed Ep nel volgere di due anni rappresentano una mole produttiva consona a sperimentatori elettronici piuttosto che ad artefici di proposte cantautorali incentrate su uno scarno intimismo espressivo. Eppure è questo l’impressionante ruolino di marcia di Liza Victoria, artista originaria del Maine che incide…