MAXIMILIAN HECKER – Spellbound Scenes Of My Cure (Eat The Beat, 2015) Quasi a suggellare la sua biografia di artista globetrotter, che ha trovato una popolarità su vasta scala in Estremo Oriente, l’ottavo album di Maximilian Hecker, che segue di tre anni il precedente “Mirage Of Bliss“, reca nelle storie e nei titoli dei brani…

DANNY PAUL GRODY – Furniture Music (Self Released, 2014) Quale contesto più adatto del deserto californiano alle note acustiche calde ed emozionali di Danny Paul Grody? L’ex chitarrista degli indimenticabili Tarentel ha trovato nel corso di una residenza artistica presso la Harrison House Music & Arts (rifugio avviato dal compositore Lou Harrison e situato presso…

BRUNO SANFILIPPO – Inside Life (ad21, 2015) Quello creato da Bruno Sanfilippo è un mondo sonoro perennemente alla ricerca di minuti interstizi, che siano quelli tra le note del suo pianoforte oppure quelli di un’ispirazione ancora una volta caratterizzata da un’idea di sospensione brulicante vita ed emozione. Dall’osmosi tra luce e ombra del lavoro dello…

LISA/LIZA – The First Museum (Pretty Purgatory, 2014) Cinque pubblicazioni tra album ed Ep nel volgere di due anni rappresentano una mole produttiva consona a sperimentatori elettronici piuttosto che ad artefici di proposte cantautorali incentrate su uno scarno intimismo espressivo. Eppure è questo l’impressionante ruolino di marcia di Liza Victoria, artista originaria del Maine che incide…

[streaming] Rob St. John – Folly

From “Young Sun | Trouble Comes” split 10″ with Woodpigeon. Released 20th April 2015 on Song, by Toad Records. songbytoadrecords.com/rob-st-john/split-10/

OFFTHESKY – Light Loss (Dronarivm, 2015) Il buio e il silenzio endemicamente connaturati a un inverno nordico costituiscono la traccia ispiratrice di “Light Loss”, ultimo stadio della ricerca sonora di Jason Corder, artefice da ormai da oltre dieci anni di una lunga serie di produzioni collaborative e individuali sotto l’alias offthesky. Anche nella descrizione dell’ineluttabile…

WILLIAM RYAN FRITCH – Revisionist (Lost Tribe Sound, 2015) Nel 2014, il compositore californiano William Ryan Fritch ha intrapreso l’ambizioso progetto di pubblicare oltre sei ore di musica nel volgere di un anno. “Revisionist” può considerarsi l’esito finale dell’operazione, che ha incluso colonne sonore, album ed Ep di durata e natura molto diverse, alle quali si…

RAFAEL ANTON IRISARRI – Will Her Heart Burn Anymore (Room40, 2015) Nella descrizione dell’esperienza di un artista si parla di “nuovi inizi” probabilmente più spesso di quanto non sia legittimo fare. Eppure, come altro definire per Rafael Anton Irisarri le quattro tracce racchiuse in “Will Her Heart Burn Anymore”? Una nuova residenza (New York, dopo…

SEAN O’NEILL – Visions (Self Released, 2015) Più che tema ricorrente, quello del viaggio è un connotato essenziale, irrinunciabile, per qualsiasi artista abbia avuto la ventura di trovare i propri natali in Australia. A tale constatazione, intimamente connessa con la pratica di vita, non sfugge Sean O’Neill, ultimo di una lunga serie di musicisti le…

[streaming] Peter Broderick – Red Earth

“Colours Of The Night”, Peter Broderick’s first full-length for Bella Union in three years, had a rather odd conception to say the least. The American born multi-instrumentalist and songwriter went along for the ride when invited for a so-called “recording residency” in the small town of Lucerne, Switzerland. Through several memorable concert evenings in the…

LAST HARBOUR – Caul (Gizeh, 2015) Artefici di una tenebrosa ibridazione tra post-rock e folk orchestrale, gli inglesi Last Harbour hanno registrato e prodotto il loro nuovo album in completa autonomia nei loro nuovi studi di Manchester. “Caul” è tuttavia il frutto di un processo creativo condiviso, tra gli altri con Sarah Kemp (Brave Timbers, Memory…

JEFRE CANTU-LEDESMA – A Year With 13 Moons (Mexican Summer, 2015)* Non è la musica a creare sensazioni accessorie al vissuto di luoghi, fotografie o immagini cinematografiche, ma è essa stessa funzione della condizione emotiva, dello stato d’animo individuale nella relazione con l’esterno, che si tratti di un paesaggio o della visione di un film. È…

SATOMIMAGAE – Koko (White Paddy Mountain. 2014) Non manca di destare un certo incuriosito stupore imbattersi in un lavoro di fragile cantautorato folk proveniente dal Giappone, tanto più se lo si scopre attraverso un’etichetta abitualmente fonte di sperimentazioni ambient-drone quale la White Paddy Mountain di Chihei Hatakeyama. Eppure, “Koko” è già il secondo disco di…

VIOLET WOODS – Violet Woods (The Great Pop Supplement, 2014) Nome della band e copertina del suo primo disco sulla lunga distanza – che fa seguito a tre anni di attività sotterranea e sparuti singoli – forniscono una rappresentazione già piuttosto fedele delle coordinate espressive dei Violet Woods: ambientazione naturalistica, colori acidi e contesto visionario…

THE STAR PILLOW – All Is Quiet (Paradigms, 2014) A due anni di distanza dal valido “Fattore ambientale”, Paolo Monti torna a dischiudere il proprio personale universo ambient-drone, dopo aver trascorso l’anno intercorso a sviluppare il profilo più schiettamente jazzy del proprio progetto The Star Pillow, condensato nei due dischi “The Beautiful Questions” e “Via…

STIJN HÜWELS – If You Remember Me Then I Don’t Care If Everyone Else Forgets (Dauw, 2014) Dall’infinita costellazione delle autoproduzioni a una pubblicazione ufficiale, benché sotto forma di un’edizione limitata su cassetta, il passo è già emblematico della considerazione ritagliatasi dal belga Stijn Hüwels tra i cultori dell’elettro-acustica ambientale. È la connazionale cassette-label Dauw…

KRENG – The Summoner (Miasmah, 2015) Non accenna a diradarsi l’opprimente alone che circonda il progetto del belga Pepijn Caudron. Al già angoscioso immaginario delle precedenti opere firmate Kreng si è aggiunta una serie di dolorose esperienze che ha indotto Caudron a plasmare “The Summoner” come un itinerario tra i sei stadi di elaborazione del lutto….

DARREN HAYMAN – Chants For Socialists (Where It’s At Is Where You Are, 2015) Tutto si può dire dell’ultimo arco della parabola artistica di Darren Hayman tranne che l’autore inglese sia poco prolifico e ripiegato su se stesso: nel tenere ormai da tempo la media di un almeno un album all’anno, oltre a svariati altri…