music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

david_john_sheppard_vertical_landDAVID JOHN SHEPPARD – Vertical Land
(Village Green, 2015)*

In oltre tre lustri di incessanti esplorazioni sonore (in State River Widening, Ellis Island Sound, Snow Palms e altri ancora) e ulteriori attività legate alla musica (la scrittura giornalistica e la cura dell’etichetta Second Language), David John Sheppard non aveva mai realizzato un album “solista”, o quanto meno soltanto sotto il proprio nome. “Vertical Land” sopperisce a tale mancanza, sulla scia di una serie di esperienze di viaggio che lo hanno condotto in una pluralità di solitari luoghi montani in giro per il mondo, sollecitando ulteriormente il suo già spiccato interesse per gli aspetti ritmici di quella che, nel corso degli anni, è stata la sua peculiare declinazione elettro-acustica.

Negli otto brani di “Vertical Land” lo spettro espressivo di Sheppard si espande ulteriormente, introiettando un particolare gusto per la “preparazione” degli strumenti (l’inserimento di matite tra le corde della chitarra, la percussione delle corde con i battenti del vibrafono) ed elementi primordiali, più che strettamente “etnici”, mutuati proprio dai viaggi nel continente africano.

In maniera analoga all’operazione condotta da Colleen nel recente “Captain Of None”, Sheppard plasma una serie di vignette sonore dalle liquide sensazioni elettroniche, eppure realizzate con l’uso pressoché esclusivo di strumenti acustici. Al risultato contribuiscono in maniera significativa anche numerosi collaboratori, che nel dialogo tra corde e ritmiche che costituisce il fulcro di quasi tutti i brani, introducono gli ulteriori elementi di fiati e archi, complemento essenziale per colorare il caleidoscopio di suoni in graduale evoluzione di “Vertical Land”.

Ciascuno dei brani rappresenta infatti una sorta di processo, che muove da determinati presupposti per giungere ad approdi talora distanti: basti considerare gli esotismi di “Vortex On A String”, il florilegio di sax e flauti di “Seconds, Minutes, Hours” e la stessa lounge soffusa di “A Thumbnail Sketch Of Infinity” e delle due title track per cogliere solo alcune delle mille sfaccettature di un lavoro che, da ibrido indefinibile, sboccia in un atlante di curiosità acustiche, racchiuse sotto l’attento sguardo cinematico di David Sheppard, artista dalla creatività inesauribile e quanto mai fuori dagli schemi.

*disco della settimana dall’8 al 14 giugno 2015

http://villagegreenrecording.co.uk/artists/david-sheppard

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