music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

pleq_and_giulio_aldinucci_the_prelude_toPLEQ AND GIULIO ALDINUCCI – The Prelude To
(The Long Story Recording Company, 2015)

Il brano “The Prelude To”, destinato al quinto volume della serie di compilation “Elements”, curate dall’etichetta Home Normal aveva segnato il primo momento della collaborazione tra Giulio Aldinucci e Bartosz Dziadosz (Pleq, The Frozen Vaults), virtualmente incontratisi ai tempi della pubblicazione da parte dello sperimentatore toscano del suo splendido “Aer”. Non a caso il medesimo titolo è stato scelto per contrassegnare un percorso di condivisione più ampia tra i due artisti, che oggi si manifesta in altri tre brani e tre rimaneggiamenti che insieme formano un lavoro organico e dalle numerose sfaccettature.

Il “preludio” è simbolicamente collocato in apertura del lavoro, posizione nella quale amplifica le sensazioni di attesa, di sottile tensione veicolate dalle sue modulazioni in nebulosa evoluzione, attraversate da micro-suoni crepitanti e distanti stille pianistiche. Il carattere fondamentalmente romantico, o comunque lo spiccato contenuto immaginifico dell’ambience prodotta da Aldinucci e Dziadosz non si disperde nei tre nuovi brani, che pure lambiscono persistenze lievemente distorte (“The Joy Of Loneliness”) e stratificazioni sintetiche (“Middle Point”), dimostrando tuttavia nel loro flusso compositivo una notevole attenzione per contenuti in qualche misura armonici.

La graduale trasformazione, come attraverso la lente di un caleidoscopio in lento movimento, di una materia sonora in apparenza fredda e inerte in una galleria di suggestioni avvolgenti è particolarmente evidente nel brano più breve del lotto, “Resting On Intensity”, lungo i cui nemmeno cinque minuti brevi echi spettrali diventano magici, quasi sognanti, ricamati da note rilucenti e distanti vocalizzi eterei.

La duttilità del risultato dell’interazione tra le sensibilità dei due artisti protagonisti di “The Prelude To” è poi confermata dai tre remix che completano il lavoro, ai quali Michael Cottone (The Green Kingdom) applica la propria tavolozza di pulsazioni e Christopher Bissonnette le proprie dense saturazioni ambientali, mentre Alex Smalley (Olan Mill) si occupa di riassumere in modulazioni droniche concise e finissime le torsioni di “The Joy Of Loneliness”. Tali rimaneggiamenti amplificano le potenzialità dei brani originali, dei quali confermano la natura vitale, di continua trasformazione, e come tale distante dalla mera sommatoria dei caratteri di due artisti che, in “The Prelude To” mostrano invece di integrarsi alla perfezione nella ricerca di un suono ambientale tanto puro quanto ricco di dettagli affascinanti.

https://www.facebook.com/Pleq.Artist
http://www.giulioaldinucci.com/

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