music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

THE THIRD EYE FOUNDATION – Wake The Dead
(Ici d’Ailleurs, 2018)

A intervalli lunghi e irregolari, torna a manifestarsi l’alter-ego strumentale che funge da corrispettivo afasico del non meno plumbeo profilo cantautorale di Matt Elliott. Trascorsi otto anni da “The Dark“, la sigla Third Eye Foundation connota un lavoro dai contorni sfuggenti, che fin dalla sua stessa forma irregolare manifesta il disorientamento della contemporaneità che intende incarnare.

“Wake The Dead” è un grido senza parole (se si eccettuano quelle della sorprendente incursione hip hop di “That’s Why”), una scossa rivolta ad anime narcotizzate, sotto forma di una sequenza potenzialmente infinita di loop sintetici, pulsazioni ed effetti. In luogo delle destrutturazioni post-industriali dei dischi di Third Eye Foundation degli anni Novanta, “Wake The Dead” propone cadenze dubstep dall’incedere ipnotico, che in brani quali la monolitica title track iniziale di quasi quattordici minuti e “Controlled Demolition” condensano stranianti inni di ballardiana post-modernità.

Gli occasionali inserti del violoncello di Gaspar Claus contribuiscono ad amplificare l’austerità cinematica che ammanta il lavoro, sfumandone tuttavia anche le sensazioni di un’alienazione combattuta da Elliott a colpi di frequenze basse e loop claustrofobici.

(pubblicato su Rockerilla n. 451, marzo 2018)

http://www.thirdeyefoundation.com/

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