music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

THE ALVARET ENSEMBLE – Ea
(Laaps, 2020)

Appena conclusa l’esperienza di cento uscite di Eilean, è già tempo del debutto della nuova etichetta curata di Mathias Van Eecloo, destinata a collocarsi in sostanziale continuità con la precedente, evidenziando altresì connessioni tra le sue uscite, nonché tra aspetti sonori e visuali.

Per la sua prima uscita, Laaps presenta il ritorno dopo quasi sei anni del quartetto formato insieme a Greg Haines dagli olandesi Sytze Pruiksma (percussioni), Jan e Romke Kleefstra (voce e chitarre). Come già nei due album precedenti, The Alvaret Ensemble completa il proprio organico di ulteriori musicisti, che nell’occasione sono la violoncellista portoghese Joana Guerra e la polistrumentista polacca Olga Wojciechowska, al violino e al pianoforte. Tanto la formazione strumentale quanto le modalità di realizzazione di “Ea” (probabilmente non a caso inversione delle due iniziali dell’ensemble, che campeggiavano sulla copertina dell’album di debutto) presentano notevoli affinità con l’omonimo debutto del 2012 piuttosto che con il successivo “Skeylja”, nel quale più evidenti risultavano le decostruzioni ambient-jazz derivanti da un approccio comunque sempre ampiamente incentrato sull’improvvisazione.

L’ambiente di registrazione e le libere intersezioni tra le parti strumentali e gli spoken word affidati ancora al timbro ieratico di Jan Kleefstra, sono state decisive nell’elaborazione dei nove brani che formano il lavoro, originati da tre sessioni notturne svolte in una piccola chiesa olandese senza canovacci predefiniti, ma lasciando ampio spazio alla libera creatività dei musicisti coinvolti. A ciò è seguita una lunga opera di riassemblaggio delle parti registrate, il cui esito è un coerente itinerario narrativo e sonoro attraverso parti cameristiche di compassato minimalismo, che pure non espungono dal proprio orizzonte spettrali contenuti armonici, veicolati soprattutto dalle filigrane pianistiche e dall’amplificata sezione degli archi. Ne risulta una galleria di seppiati piani sequenza dai notturni contenuti cinematici, che non contraddicono affatto l’approccio estemporaneo del duo, elevandolo anzi a veicolo di impressione di fuggevoli suggestioni immaginifiche, da cogliere al volo in una raccolta oscurità.

http://www.facebook.com/AlvaretEnsemble

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