THE MICROPHONES Microphones In 2020  (P.W. Eleverum & Sun, 2020) Una traccia di tre quarti d’ora è sempre difficilmente assimilabile, a maggior ragione di questi tempi. Lo è quando si tratta di “long form” strumentali ma, forse ancora di più, quando contiene un flusso narrativo di suono e coscienza lungo vent’anni e attraversato da dolorosi…

DALOT & SOUND AWAKENER Departures  (Fluid Audio, 2020)  Il secondo capitolo della collaborazione a distanza tra Maria Papadomanolaki (Dalot) e Nhung Nguyen (Sound Awakener) sviluppa la complessità del processo già alla base del precedente “Little Things” (2018) in una costellazione di texture e microsuoni che descrivono un sofferto itinerario d’ascolto e narrazione. A differenza del…

HENRIK MEIERKORD Kval  (Ambientologist, 2021)* Ormai sempre più spesso, non è il semplice utilizzo di una strumentazione “classica” a definire opere di composizione contemporanea, bensì l’espressione e le dinamiche da esso generate. Tale premessa vale senz’altro di fronte al nuovo lavoro del violoncellista svedese Henrik Meierkord, artista di formazione classica ma negli anni protagonista di…

JOHN BENCE Love (Thrill Jockey, 2020) Non ci si lasci condizionare dal titolo: non vi è nulla di melenso (anzi, nemmeno di particolarmente romantico) nel debutto del compositore bristoliano John Bence. Presentato come lavoro sulla “lunga distanza”, con i suoi dieci brani, “Love” supera appena i venti minuti di durata, offrendo tuttavia un’esaustiva introduzione alle…

VALOTIHKUU & DYNASTOR Midnight Fairytales  (Dronarivm, 2020) Un incanto notturno di poco più di quaranta minuti è il risultato della prima collaborazione tra Denis Davydov (Valotihkuu) e Maurits Nieuwenhuis (Dynastor). Le contemplazioni atmosferiche dell’artista russo e l’ambience visionaria di quello olandese si sono condensate in otto brani, preceduti da un breve intro, che dispensano un’ampia…

SELAH BRODERICK Anam  (Western Vinyl, 2020) Per i Broderick, la musica è davvero una questione di famiglia. Mentre i compositi profili artistici di Peter ed Heather sono ormai consolidate realtà del panorama indipendente, l’ampiezza dei loro orizzonti creativi è persino riuscita a coinvolgere le inclinazioni musicali dei genitori; dopo che, con il padre Steve, Peter…

THE LAST DINOSAUR Wholeness  (Phases, 2020) Nei dieci anni trascorsi dal debutto “Hooray! For Happiness”, The Last Dinosaur ha attraversato un percorso mai banale né tanto meno condizionato dalle esigenze produttive. Non a caso “Wholeness” è soltanto il terzo lavoro del progetto di Jamie Cameron che dalle originarie inclinazioni post-rock si è evoluto verso una…

FORESTEPPE Odeyalo (Laaps, 2020)* Ben pochi luoghi possono rendere la stasi apparente dell’inverno più buio e profondo come le sconfinate lande siberiane. Da lì proviene Egor Klochikhin, ormai da tempo artefice sotto l’alias Foresteppe di un delicato paesaggismo elettro-acustico dall’ineliminabile matrice analogica; ad essa torna l’artista russo dopo la parentesi di decostruzione rumorosa dell’ultimo “Karaul”…

PEPO GALÁN & SITA OSTHEIMER – Contact  (Past Inside The Present, 2020) Benché non rappresentino una novità assoluta l’interesse di Pepo Galán per l’introduzione di elementi vocali sulle sue evanescenti armonie ambientali né la partecipazione della coreografa tedesca Sita Ostheimer ai suoi lavori, “Contact” segna la prima vera e propria collaborazione tra i due. I…

MARIE AWADIS – Una Corda Diaries (Oscarson, 2020) Un diario sonoro compilato con costanza lungo il breve arco di una settimana offre una prospettiva dell’arte di Marie Awadis, caratterizzata in senso fortemente istintivo. Come da titolo, il lavoro è stato realizzato a partire da una serie di improvvisazioni condotte su un pianoforte a struttura aperta, nel…

PLANTMAN – Days Of The Rocks  (Self Released, 2020) Seguendo i lenti tempi della natura e quelli della sua ispirazione creativa, Matthew Randall torna per la quarta volta a confezionare una raccolta di canzoni dai contorni gentili e dalle sfumature dolcemente malinconiche. Lo fa quasi a sorpresa, senza nessuna anticipazione o promozione, nonostante siano trascorsi…

JAMES MURRAY & MIKE LAZAREV – Suññatā  (Home Normal, 2020) Consacrata in maniera emblematica nel titolo alla dottrina buddista del vuoto, la prima collaborazione organica di James Murray con Mike Lazarev (seguita alla rilavorazione da parte di quest’ultimo di un brano contenuto nel suo “Falling Backwards“) consiste appunto nella ricerca di spazi sonori negativi, definiti…

DAVID ALLRED – Felt The Transition  (Erased Tapes, 2020)* La straordinaria prolificità di David Allred, che soltanto negli ultimi mesi lo ha visto realizzare tre lavori di minimalismo pianistico e di intimismo cantautorale, non corrisponde tuttavia ad alcuna frenesia nella composizione e nella realizzazione delle opere della copiosa discografia da lui costruita nel volgere di…

LUCA & HARUKA NAKAMURA – The World  (Kitchen, 2020) Quasi dieci anni dopo il lavoro pubblicato insieme a Janis Crunch (“12 & 1 Song“, 2011), il compositore Haruka Nakamura torna a interagire in maniera organica con una voce femminile. Nell’occasione si tratta della connazionale LUCA, cantautrice e recente collaboratrice di Ryuichi Sakamoto, le cui delicate…

CHRIS JACK – Miles To Go (Action Weekend, 2020) Le vie della musica si rivelano, ogni volta, infinite. Nell’occasione sono quelle che hanno portato il musicista scozzese Chris Jake a vivere per molti anni in Giappone, dove ha pubblicato numerosi album con la band garage The Routes; ma sono anche quelle che conducono al suo…

HELIOS – Domicile  (Ghostly International, 2020) Appena dismessi i panni cameristico-ambientali di Goldmund (il cui ultimo lavoro “The Time It Takes” risale solo a un paio di mesi fa), Keith Kenniff torna a indossare quelli elettro-acustici del suo originario progetto Helios. In realtà, i due aspetti della personalità artistica del musicista statunitense negli ultimi tempi…

SAM BURTON – I Can Go With You (Tompkins Square, 2020) Capita ogni tanto che si affacci alla produzione discografica un artista, magari anche giovane, che dal punto di vista stilistico risulta immediatamente “classico”, senz’altro per gli aspetti del suono e della produzione ma anche per una personalità interpretativa particolarmente pronunciata, tale da renderne le…

WILLIAM RYAN FRITCH – Solidum  (Lost Tribe Sound, 2020) A pochi mesi dall’ellittico (post-)modernariato chamber-jazz di “The Letdown“, il prolifico artista californiano ritorna all’essenza più pura delle sue stratificazioni compositive. “Solidum” è una sinfonia di poco più di un’ora, suddivisa in ventuno movimenti che a una straordinaria densità sonora associano compressi vuoti atmosferici, tra i…

CAUSEYOUFAIR – L’Sonnet – Vol. I and Vol. II  (Audiobulb, 2020)* Mentre le produzioni ambientali sono ormai sempre più orientate alla combinazione con sonorità diverse e, soprattutto, in prevalenza accompagnate da sovrastrutture concettuali, Yigit Demirel va in decisa controtendenza per la sua nuova, imponente opera sotto l’alias Causeyoufair. L’artista turco, attivo fin dagli anni Novanta…