music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

music_and_migration_iiiAA. VV. – Music And Migration III
(Second Language, 2013)

Con il terzo capitolo della serie “Music And Migration” si conclude la collaborazione benefica tra Birdlife International e Second Language, che nel corso di un triennio ha prodotto interessanti raccolte tematiche tra musica e conservazione ornitologica, ospitando numerosi artisti del sempre crescente collettivo gravitante intorno all’etichetta diretta da Glen Johnson e Martin Holm, curatori anche di questo nuovo volume.

Come molto raramente capita con le compilation, i tredici brani compresi in “Music And Migration III” non solo presentano un unitario contenuto concettuale, ma descrivono un organico itinerario sonoro, incastonato tra l’incipit di liquide tastiere analogiche degli Isan e l’istantanea finale dei field recordings di versi d’uccelli catturata da Chris Watson. All’interno di questi due estremi, vive tutto l’universo espressivo ormai consolidato intorno a Second Language, interpretato da un catalogo di assidui contributori dell’etichetta e da nuovi validi “debuttanti”, e indirizzato con sempre maggior decisione verso incantati paesaggi bucolici, sotto forma tanto di strumentali dalla peculiare vocazione cameristica quanto di canzoni dalle variopinte sfumature folk.

Se simile esposizione non fosse estenuante, l’itinerario narrativo della raccolta meriterebbe un’elencazione traccia per traccia, in ragione dell’estrema correlazione tra i brani dei vari artisti e dell’abile compilazione della tracklist. Basti invece citare le rapite contemplazioni bucolico-cameristiche di Directorsound e Memory Drawings (che sviluppano gli immaginari già palesati nei rispettivi album per l’etichetta) e quelle dell’altro delizioso strumentale affidato al flauto e agli archi di Frances Castle, responsabile di Clay Pipe Music al cui tratto si deve anche l’artwork – al solito ottimamente curato – dell’elegante cd cartonato.

Decisamente più numerosi sono i brani dalle sembianze di canzoni o comunque caratterizzati dalla presenza dell’elemento vocale, che spaziano dagli circolari arabeschi di Colleen alle spettrali confessioni a cuore aperto di Glen Johnson. Interpretazioni dai più marcati contorni folk sono invece quelli firmati da Mark Fry, dall’inconfondibile piglio visionario, e dalle voci femminili di Lisa Knapp e Sharron Kraus, quest’ultima in versione ben più strutturata dal punto di vista della scrittura rispetto a quella del recente “Pilgrim Chants & Pastoral Trails”. Mentre poi è piacevole ritrovare il rapito picking “ambientale” di Gareth Dickson, stupisce quasi scoprire in questo contesto Oliver Cherer (Dollboy) con una scarna ballata acustica dal sapore tradizionale e le sorelline islandesi Pascal Pinon, che evidenziano un’accresciuta maturità ne declinare la loro giocosità folktronica secondo un profilo più basso e articolato, del tutto coerente con l’estetica di fragili armonie di questa e di tante altre uscite dell’etichetta inglese.

Per quanto difficile sia oggi – per qualsiasi disco e soprattutto per una compilation – catturare l’attenzione attraverso un logico sviluppo narrativo, “Music And Migration III” con grande equilibrio a creare una delicata tavolozza sonora, dalla quale attingere per colorare i cieli sui quali contemplare l’imperturbabile, pacifica libertà del volo degli uccelli migratori.

http://www.secondlanguagemusic.com/

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