music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_silence_was_warm_vol_5AA.VV. – The Silence Was Warm Vol. 5
(Symbolic Interaction, 2014)

Si erano perse da qualche tempo, almeno da queste parti, le orme dell’etichetta giapponese Symbolic Interaction, che in effetti nell’ultimo triennio ha circoscritto la propria attività alla sola prosecuzione della sua serie di compilation “The Silence Was Warm”. La sua uscita più recente è il quinto volume della serie, abitualmente improntata all’esplorazione di territori ambient ed elettronici, attraverso la proposta di un ampio novero di artisti più o meno noti, accomunati dall’applicazione di un soundscaping placido e suggestivo.

A risalire l’ormai lungo elenco dei partecipanti alle raccolte, ci si accorge che la scelta dell’etichetta non aveva mai del tutto espunto le componenti elettroniche più vivaci, tanto che scorrendo le tracklist dei precedenti volumi, accanto a consolidati nomi dell’ambient più morbida ed emozionale (Hakobune, Yellow6, Maps And Diagrams, Library Tapes e tanti altri) si trovano artisti più dediti ai ritmi e a incastri folktronici (Bitcrush, Cheju, Melodium, Moskitoo, solo per citarne alcuni).

La premessa non è casuale di fonte al quinto volume della raccolta, che in maniera ancor più evidente che in passato accosta ambient e neoclassicismo con sfumature idm, retaggi post-rock e persino battiti technoidi. Come seguendo il corso di una parabola, la compilation presenta degli estremi più aderenti alla tematica “silente” che ne contrassegna il titolo, con i suoni liquidi e rarefatti del giapponese Mulllr e di Summer Night Air in testa, la leggerezza atmosferica di Ian Hawgood, gli spunti pianistici del napoletano K. Conjog e l’ingenuo camerismo di Rachel Boyd nella parte finale.

In mezzo, un caleidoscopio di ritmi pulsanti o segmentati, con gli apici techno di Cyan341 e i battiti cadenzati di Ard Bit e Roel Funcken come estremi ben distanti dal silenzio. Una segnalazione merita poi il pezzo dell’italiano Wolke, la cui “Thirteen Rainbows” coniuga in maniera equilibrata i due principali aspetti della raccolta, sintetizzandoli in una brulicante ambience emozionale ma non aritmica il significato stesso della nuova puntata della serie “The Silence Was Warm”, che in sette anni e cinque volumi ha gradualmente mutato accezione, senza tuttavia disperdere il proprio significato.


http://symbolicinteraction.net/

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