EFTERKLANG – Altid Sammen (4AD, 2019)* In quindici anni di attività, i danesi Efterklang hanno spaziato dall’elettronica nordica a una sgargiante coralità folk-pop, fino al ricercato pop orchestrale dell’ultimo “Piramida” (2012). Da allora Casper Clausen, Mads Brauer e Rasmus Stolberg – nocciolo duro di quello che era un ampio collettivo aperto – si sono presi…

ALDOUS HARDING – Designer (4AD, 2019)* Hannah “Aldous” Harding non è certo più la ragazza imbronciata il cui strano sguardo campeggiava sulla copertina del suo primo disco omonimo, così come il folk essenziale, polveroso ed evocativo di quel disco non rappresenta più il suo unico campo d’elezione. Nei cinque anni trascorsi da quell’esordio – che…

SUFJAN STEVENS, BRYCE DESSNER, NICO MUHLY, JAMES MCALISTER – Planetarium (4AD, 2017) Un quartetto d’eccezione per un’opera enciclopedica… anzi, planetaria. Non stupisce ritrovare in un contesto orchestrale degno di un musical Sufjan Stevens, che quella dimensione espressiva ha spesso lambito, né Bryce Dessner dei National, già protagonista dell’esperienza cameristica dei Clogs e di recente concentratosi sull’attività…

ALDOUS HARDING – Party (4AD, 2017)* In principio era il folk, per Hannah ‘Aldous’ Harding, talento cristallino materializzatosi dalla remota Nuova Zelanda nel 2014; da allora, il suo omonimo album di debutto, pubblicato per una piccola etichetta locale, dopo aver dapprima impressionato pochi attenti cultori del folk al femminile, ha cominciato ben presto insieme a…

[memories] BLUE BELL KNOLL

COCTEAU TWINS – Blue Bell Knoll (4AD, 1988) La sottile linea di in(de)finitezza che, in fondo, accomunava molta della musica capace di impressionare un adolescente alla scoperta dello sconfinato universo di suoni inusitati (e accomuna anche quella di molta musica odierna…) trovava incarnazione privilegiata, tra anni ’80 e ’90, in rilucenti coltri di riverberi chitarristici…

TIM HECKER – Love Streams (4AD, 2016) Del nuovo disco di Tim Hecker, ovvero dell’elevazione “indie” del drone e, soprattutto, della trascurabilità della pubblicazione di un disco al tempo del leak, anche da parte degli organi “ufficiali”. Il primo punto – centrale quando si tratta di un disco, ma ormai sembra non più – sarà…

LIIMA – ii (4AD, 2016) Si scrive Liima, ma negli interstizi tra le lettere si legge distintamente Efterklang. Tre quarti del nuovo progetto sono infatti i musicisti costituenti il nucleo centrale del collettivo danese (Mads Brauer, Casper Clausen e Rasmus Stolberg), affiancati dal percussionista finlandese Tatu Rönkkö. Nelle cadenze marcate di quest’ultimo, la passione dei danesi…

DAUGHTER – Not To Disappear (4AD, 2016) Il solo debutto “If You Leave” (2013) era stato sufficiente a proiettare il terzetto londinese guidato dalla voce suadente di Elena Tonra dall’autoproduzione casalinga a una collocazione di tutto rispetto nella galassia dream-pop. Attesi alla conferma, i Daughter hanno mantenuto sostanzialmente inalterato l’impianto delle loro canzoni, incentrate sull’austero fascino…

memories: TOWARD THE WITHIN

DEAD CAN DANCE – Toward The Within (4AD, 1994) If you were a sailor I’d raise the anchor To sail the sea In search of you and me And God Quante volte il modo in cui la musica viene presentata o raccontata influisce sulla percezione che se ne ricava, a volte ancor prima di ascoltarla?…

DEERHUNTER – Fading Frontier (4AD, 2015) Se Bradford Cox si è ritagliato un posto di riguardo tra i beniamini del pubblico indie è soprattutto per la sua attitudine camaleontica, che a ogni disco dei suoi Deerhunter o come Atlas Sound riserva stimolanti sorprese. “Fading Frontier”, disco del decennale della band, non ne contraddice il carattere mutante,…

memories: FIVE WAYS OF DISAPPEARING

KENDRA SMITH – Five Ways Of Disappearing (4AD, 1995) Un ritorno che coincide con un addio: questo, in estrema sintesi, è stato “Five Ways Of Disappearing”, disco simbolico fin dal suo titolo, che nel 1995 ha visto Kendra Smith debuttare da solista e rendere manifesto il proprio deliberato eremitaggio, annunciando al contempo la successiva, completa…

memories: IN RIBBONS

PALE SAINTS – In Ribbons (4AD, 1992) Nell’incredibilmente vivace panorama britannico di inizio anni ’90, i Pale Saints non sono stati certo tra le band più celebrate e citate. È probabile che ciò non dispiaccia più di tanti al loro originario leader Ian Masters, schivo e introverso come pochi altri musicisti di quel periodo (e…

IRON & WINE – Ghost On Ghost (Nonesuch / 4AD, 2013) Sempre più distante dai cliché alt-country, il percorso di Iron & Wine giunge al quinto album da un lato proseguendo la “svolta” che aveva donato colorate atmosfere pop al predecessore “Kiss Each Other Clean” (2011), dall’altro depotenziando l’incalzare ansioso che ne aveva pervaso di recente…

DAUGHTER – If You Leave (4AD, 2013) Inizialmente, Daughter era l’alias utilizzato dalla cantautrice londinese Elena Tonra per i suoi demo e per il primo Ep autoprodotto (“His Young Heart”, 2011). Da allora intorno a lei si è cementato uno stabile terzetto che, in seguito all’inclusione di alcuni brani in spot e in serial di successo,…

STORNOWAY – Tales From Terra Firma (4AD, 2013) Coccolati dalla critica d’oltremanica ancor prima della pubblicazione del loro album di debutto “Beachcomber’s Windowsill” (2010), gli Stornoway si candidano con decisione ad astro nascente dell’indie-folk inglese. In “Tales From Terra Firma” la band di Oxford propone una serie di storie di ordinaria umanità, il cui ventaglio narrativo…

INDIANS – Somewhere Else (4AD, 2013) L’annata discografica di 4AD comincia all’insegna delle nuove scoperte della prestigiosa etichetta inglese: prima in ordine di tempo è quella che vede come protagonista il giovane danese Søren Løkke Juul, il cui progetto Indians era già stato lanciato a fine 2012 grazie all’assaggio del brano “Cakeleakers”. Se da quell’unica…

EFTERKLANG – Piramida (4AD, 2012) La natura di collettivo aperto degli Efterklang non è da sola sufficiente a descriverne l’incessante trasformismo che oggi li pone di fronte a un nuovo giro di boa della loro carriera. Dall’elettronica di stampo nordico del debutto “Tripper” (2004) alla variopinta coralità di “Parades” (2007), fino all’autodefinito “orchestrated experimental pop” di…