AUKAI – Aukai (Aukai Music, 2016) Nella lingua delle Hawaii, il termine Aukai significa navigatore e al viaggio, non a caso, è improntata la musica dell’artista che tale termine ha scelto come alias. Si tratta di Markus Sieber, polistrumentista del Colorado che nelle tredici tracce del suo omonimo debutto disegna un itinerario tra luoghi e culture…
Tag: ambient-acoustic
TRANSBLUENCY – Transbluency (Wild Silence, 2016) Istantanee di obliqua essenzialità acustica, osservate attraverso un filtro che ne rende ancor più soffusi e indefiniti i contorni: sono quelle catturate dalla cantante e polistrumentista Claire Vailler nel suo progetto che risponde all’affascinante denominazione di Transbluency. Le dieci tracce contenute nel disco omonimo sono altrettanti ovattati bozzetti ricamati…
MICHAEL TANNER – Suite For Psaltery And Dulcimer (Kit, 2016) Due strumenti desueti per tre lunghe pièce fuori dal tempo: così potrebbe sintetizzarsi la formula del nuovo lavoro di Michael Tanner, artista come pochi altri eccentrico rispetto alle prevalenti correnti espressive contemporanee, eppure proprio anche per questo sempre estremamente stimolante nelle sue scorribande sonore attraverso…
WESTERN SKIES MOTEL – Settlers (Lost Tribe Sound, 2016)* Una linea immaginaria lega René Gonzàlez Schelbeck ai grandi spazi aridi dell’America profonda: al terzo lavoro in dodici mesi sotto l’alias Western Skies Motel, il chitarrista danese torna a esercitare a suo modo l’arte del fingerpicking, dopo la parentesi ambientale del più recente “Buried And Resurfaced”. Nelle…
ĀUSTRAS LAĪWAN – Birds In Shells (Wrotycz, 2015) Una sottile linea all’insegna dell’ambience acustica unisce le propaggini estreme di un Paese sconfinato, la Russia, recente culla di interessanti esperienze musicali. Mentre le infinite distese siberiane hanno suscitato le ricerche sonore di Foresteppe, in bilico tra tradizione e contemporaneità elettro-acustica, dall’enclave russa sul baltico Kaliningrad (l’antica…
RICHARD MOULT – Sjóraust (Second Language, 2016)* Per pochi altri artisti come per Richard Moult la ricerca sonora applicata ai luoghi non è mera speculazione intellettuale, bensì riveste contenuti concreti, tangibili nella quotidianità della percezione ma allo stesso tempo insondabili, sotto forma di testimonianze di lungo periodo, tra storia e mitologia arcana. Il suo ultimo…
WANDER – Kat Gat Sea (Wounded Knife, 2016) Non è stata un’esperienza estemporanea quella che lo scorso anno ha portato Vincenzo De Luce (Zero Centigrade, Drowning In Wood) a condividere abilità esecutiva e ispirazione istintiva con Matteo Tranchesi nel duo Wander. A meno di dodici mesi dal debutto del duo, è già tempo per il…
CAVE IN THE SKY – Sönghellir (1631 Recordings, 2016)* Cave In The Sky, ovvero di quando una denominazione artistica racconta già di per sé la storia della musica che identifica: non è dato sapere se Cye Wood avesse prescelto tale alias prima che il consiglio australiano delle arti ne finanziasse il progetto o prima ancora…
ØJERUM – Sne (Phinery, 2016) Nella disorientante prolificità casalinga di Paw Grabowski, tra lunghe tracce ambientali e frammenti acustici in bassa fedeltà dispensati attraverso varie piattaforme online, compare di tanto in tano un lavoro più organico, utile a offrire uno spaccato a più ampio raggio del suo orizzonte creativo. Si tratta, come di consueto per…
[streaming] Western Skies Motel – Whirl
“Whirl” is the first track out of “Settlers”, the new album from Western Skies Motel, out April 22nd, 2016 in a limited edition of 170 gatefold 180gram vinyl and digital formats. “Settlers” was mastered for vinyl and digital by Taylor Deupree, lacquer cut by Roger Siebel at SAE, and physicals come with a bonus EP,…
YADAYN – Naam (Dead Vox, 2015) A breve distanza dalla dinamica ambience creata a partire dalle corde della sua chitarra acustica dell’ottimo “Pendel”, Gowaart Van Den Bossche dispiega il profilo più estemporaneo della propria arte di fingerpicker applicata a meditative risonanze atmosferiche. Ben poco è tuttavia lasciato al caso nelle sei improvvisazioni raccolte in “Naam”,…
0 – Umarete Wa Mita Keredo (Flau, 2015) Per il nuovo album del suo minimale ensemble 0, improntato a una delicata ambience acustica, Sylvain Chauveau ha tratto spunto da una pellicola del cinema muto giapponese, interamente sonorizzata in occasione di una proiezione tenutasi in Francia due anni fa, ai tempi della pubblicazione del precedente “Soñando”….
WHAT DOES THE SCANNER SEE – What Does The Scanner See? (Silber, 2015) La curiosa denominazione What Does The Scanner See? designa un ensemble di cinque musicisti che, a margine dei rispettivi progetti, si sono incontrati per una session di improvvisazione ambientale. Ne sono scaturiti quattro brani frutto non solo di un approccio istintivo…
GOODBYE IVAN – Marées (Les Disques Du 7ème Ciel, 2015) La parabola personale e artistica di Arnaud Ivan Sponar, il compositore che si cela dietro l’alias Goodbye Ivan, è costituita da spostamenti, collaborazioni molteplici ed esperienze nell’associazione della sua musica alle immagini di fotografie, film e performance di varia natura. Francese d’origine ma giramondo attualmente…
SIMON SCOTT – Insomni (Touch, 2015) Come da titolo, “Insomni” muove da un’osservazione da parte di Simon Scott di un ambiente sonoro vissuto nelle ore notturne, catturato nelle sue frequenze immanenti e completato da significative parti suonate. Il tutto è presentato come un itinerario d’ascolto di oltre quaranta minuti in traccia unica, benché ripartita in…
YADAYN – Pendel (Eilean, 2015)* Le corde della chitarra percorse dai movimenti di due mani e (quasi) nulla più; “due mani” è appunto il significato del termine arabo “yadayn”, impiegato come alias da parte di Gowaart Van Den Bossche, musicista belga alla seconda tappa del proprio percorso artistico, ufficialmente intrapreso lo scorso anno con l’album…
ØJERUM – Fraværsminder (Phinery, 2015) Il danese Paw Grabowski non è un artista facile da seguire: ormai da anni dispensa le sue creazioni musicali sotto l’alias øjeRum in una serie copiosa e disordinata di lavori in download gratuito, cassette in tiratura limitata o semplici brani sparsi per la rete, flebili segnali radio rivolti verso l’infinito,…
7SLEEPERS – 7sleepers (Self Released, 2015) Sette canzoni tanto rilassate da poter indurre uno stato di sonnolenza: il biglietto da visita dei primi brani (non a caso, sette) raccolti in forma organica da un enigmatico musicista del Michigan di nome Robin è estremamente esplicito, quasi una dichiarazione d’intenti artistica. Alla base dei brani e della…
KONNTINENT – The Empire Line (Home Normal, 2015)* A un periodo di inedito silenzio da parte di Antony Harrison è corrisposta una sostanziale riconsiderazione del suo alfabeto ambientale, che in “The Empire Line” trova articolato compimento anche grazie all’apertura del suo progetto Konntinent a una pluralità di collaborazioni e a una più significativa presenza dell’elemento vocale….