KIRILL NIKOLAI – Letting Go Variations (Fluid Audio, 2016) Sussiste un senso profondo nella distinzione delle pubblicazioni di Kirill Nikolai tra quelle a proprio nome e quelle sotto l’abituale alias Still Light. Tale senso, che già si coglieva nel breve singolo “Alms For St. Clare”, si manifesta in maniera ancora più evidente nel più duraturo…

JOHANNA WARREN – Gemini I (Spirit House, 2016) Come quelli di poche altre cantautrici, i dischi di Johanna Warren sono sempre assistiti da una forte matrice concettuale di base, che viaggia di pari passi con le esperienze dell’artista di Portland e con il suo percorso di ricerca interiore. Un anno dopo le confessioni al chiarore di…

SUSTAINER – Medicina (Eilean, 2016) Nell’incessante processo di osmosi tra sperimentazione elettronica e sonorità acustiche, capita sempre più spesso che a queste ultime si avvicinino artisti invece in precedenza completamente dediti alle macchine. L’ultimo in ordine di tempo a compiere il percorso, tanto per smentire i luoghi comuni su musicisti che si limitano a premere…

MOSS COVERED TECHNOLOGY – Speicherbank (Eilean, 2016) Non è un mero vezzo quello di molti musicisti elettronici di utilizzare denominazioni diverse a seconda del contenuto delle loro produzioni; nel caso di Greg Baird il mutamento è particolarmente simbolico della diversa fisionomia artistica assunta sotto l’alias Moss Covered Technology, al debutto con le tredici tracce di…

BENOÎT PIOULARD – The Benoît Pioulard Listening Matter (Kranky, 2016)* Mentre il periodo più recente della sua produzione come Benoît Pioulard sembrava aver ridefinito la personalità di Thomas Meluch in senso essenzialmente ambientale, come esemplificato in particolare dall’ultimo “Sonnet” (2015), il sesto album dell’artista di Portland lo riconduce invece in territori di folk-pop indietronico, peraltro in…

[memories] THE HALIFAX PIER

HALIFAX PIER – The Halifax Pier (Temporary Residence, 1999) Quando tutto (o quasi) era post-rock e bastava la presenza di arrangiamenti d’archi per scompaginare i canoni della musica alternativa usualmente intesa, cominciava la breve stagione di una band, anzi di un piccolo collettivo aperto, di quelli non destinati a riempire pagine delle ricostruzioni musicali enciclopediche…

RYOSUKE MIYATA – Private Cottage (White Paddy Mountain, 2016) L’osservazione ambientale della countryside offre prospettive diverse a seconda dei luoghi che ne sono oggetto: al di là di facili cliché, quella del paesaggio giapponese è popolata di vapori affascinanti e delicati frammenti naturalistici, associati ad altrettanto lievi modulazioni di chitarra e synth. Questa è la tavolozza con…

ZENJUNGLE – We Are Not Here (Midira, 2016) In “We Are Not Here”, Phil Gardelis segna una nuova tappa nel processo di progressiva sublimazione delle correnti magmatiche che caratterizzavano alcune delle sue prime uscite sotto l’alias Zenjungle. Poco più di un anno dopo la cassetta “Flow” e peraltro sulla stessa etichetta, l’artista greco propone una…

DARIO FERRANTE – Uno (DF Records, 2016) Un breve percorso dal classicismo all’elettronica, dalla singolarità alla pluralità espressiva: è quello di Dario Ferrante, artista toscano che in un lavoro non a caso intitolato “Uno” condensa in poco meno di venti minuti il proprio approccio “concreto” alle intersezioni delle sue armonie pianistiche con elementi “sperimentali”. Non…

CHRISTIAN LÖFFLER – Mare (Kí, 2016) Dal fascino misterioso della foresta a quello desolato di un lembo di terra affacciato sul Baltico; muta orizzonti, ma non immaginario descrittivo, la musica di Christian Löffler, che dopo ben cinque anni presenta il seguito del suo debutto “A Forest”. Il lungo tempo di elaborazione è in parte compensato…

JOHN WHITE – Henry Green And The Island Of Tuliarts (Monkey, 2016) Ancora una volta non si può fare a meno di considerare come l’isolamento fisico e geografico possa fungere da premessa per produzioni musicali davvero particolari, apparentemente asincrone rispetto alle tendenze stilistiche prevalenti a livello internazionali. Ancora una volta è la Nuova Zelanda la…

FEDERICO DURAND – Jardín de invierno (Spekk, 2016) Dai viaggi immaginari del recente “A través del espejo” alla sinestesia naturalistica di “Jardín de invierno”, per Federico Durand il passo è più breve di quanto si potrebbe immaginare. Le dodici tracce del nuovo lavoro dello scultore di miniature elettro-acustiche argentino si colorano infatti delle diafane sfumature di…

EZTV – High In Place (Captured Tracks, 2016) Quando la riscoperta delle sonorità pop-wave che ne aveva caratterizzato gli inizi cominciava a prendere una deriva revivalista, l’etichetta Captured Tracks ha portato una ventata di freschezza nel proprio catalogo. Un esempio ne è il terzetto EZTV, emerso dall’underground newyorkese già con il recente debutto “Calling Out” (2015),…

BVDUB – Yours Are Stories Of Sadness (Sound In Silence, 2016) Le copiose uscite di Brock Van Wey sono abitualmente ponderose, costituite da brani molto lunghi e ormai sempre più incentrate sugli aspetti ritmici della sua tavolozza ambient-dub. Ebbene, “Yours Are Stories Of Sadness” smentisce due delle tre premesse caratteristiche della musica dell’artista californiano, perché…

THE OCEAN PARTY – Restless (Spunk, 2016) L’universo accelerato di The Ocean Party riprende a girare a un ritmo quasi normale, vista la prolificità della band australiana, che aveva generato ben cinque dischi in un arco di tre anni. Quasi dodici mesi sono trascorsi da “Light Weight” per ritrovare il sestetto di Melbourne in studio…

HOUSE OF WOLVES – House Of Wolves (Discolexique, 2016) Si era già intuito dalla concisione del recente “Daughter Of The Sea” che i frutti della prolungata esperienza europea di Rey Villalobos non sarebbero rimasti circoscritti a quel lavoro. Tornato a casa, l’artista californiano ha proseguito la sua opera di raccolta di spunti e idee assorbite…

A YEAR IN THE COUNTRY – No More Unto The Dance (A Year In The Country, 2016) Il percorso da “acchiappafantasmi rurali” degli artisti riuniti intorno al collettivo A Year In The Country presenta in “No More Unto The Dance” una significativa deviazione urbana. Non si tratta, in realtà, della prima volta che stranianti elementi…

ITASCA – Open To Chance (Paradise Of Bachelors, 2016)* Kayla Cohen si è spogliata prima della denominazione Sultan, sotto la quale aveva condotto una serie di manipolazioni drone in bassa fedeltà, dunque dell’estetica recessiva delle micro-produzioni su cassetta. Al terzo album come Itasca, l’artista californiana si presenta per la prima volta in una produzione “pulita”, realizzata…

LIBRARY TAPES – Europe, She Loves (1631 Recordings, 2016) Visti i rapporti sempre più stretti tra neoclassicismo e immagini cinematografiche, tanto dal punto di vista delle suggestioni quanto da quello delle concrete associazioni, era in qualche misura inevitabile per David Wenngren accedere al mondo delle colonne sonore, a sua volta recentemente “sdoganato” ad autonomo formato espressivo,…