JOYCE THE LIBRARIAN – They May Put Land Between Us (Folkwit, 2012) Quartetto di Bristol all’esordio ufficiale dopo un Ep autoprodotto e un tour di supporto a Euros Child nel 2011, Joyce The Librarian confezionano in “They May Have Put Land Between Us” una raccolta di dieci ballate folk-pop delicate e concise, tanto che l’album…

THE SKY IS BLUE – The Slow Dance Of The Infinite Stars (Lonely City, 2012) Album come “The Slow Dance Of The Infinite Stars” sembrano inevitabilmente destinati a perdersi nella copiosa mole di uscite che con cadenza quasi quotidiana si riversa oggi all’attenzione degli appassionati di musica. È forse anche per questo che, a distanza…

OTTO A TOTLAND / ERIK K SKODVIN – Harmony From The Past (Sonic Pieces, 2012) Otto Totland ed Erik Skodvin si sono ritrovati lo scorso anno, dando nuova linfa al loro progetto Deaf Center, fino ad allora rimasto silente per lungo tempo dopo lo splendido debutto “Pale Ravine“. I percorsi dei due, nel frattempo proseguiti autonomamente,…

MIMES OF WINE – Memories For The Unseen (Urtovox, 2012) Se “Apocalypse Sets In”, aveva segnalato Laura Loriga quale intrigante interprete di torbide volute gotiche al piano e affilate increspature elettriche, i tre anni trascorsi da quel debutto portano oggi a ritrovare il suo progetto Mimes Of Wine ampliato e affinato in una dimensione cameristica che…

TAMARYN – Tender New Signs (Mexican Summer, 2012) Proviene dalla Nuova Zelanda l’ultima cascata di riverberi sognanti dalle tinte violacee, nella miglior tradizione delle evanescenze shoegaze di una ventina d’anni fa. Sì, quelle sonorità da qualche tempo stanno conoscendo nuova contemporaneità e il duo dei Tamaryn – formato dall’omonima vocalist e da Rex John Shelverton…

BOY OMEGA – Night Vision (Tapete, 2012) Dopo cinque album di fragile lirismo pop “da cameretta”, Martin Henrik Hasselgren ha compiuto il grande passo verso modalità di registrazione e arrangiamento professionali. “Night Vision” è il suo primo lavoro a essere realizzato in studio, col supporto, tra l’altro, di ritmiche reali in luogo delle abituali drum…

CHEVAL SOMBRE – Mad Love (Sonic Cathedral, 2012) Tre anni fa, il chitarrista newyorkese Christopher Porpora con il suo progetto Cheval Sombre si era segnalato per uno stralunato folk acustico in salsa acida e per la partecipazione al suo omonimo album di debutto da parte di Britta Phillips e Dean Wareham. Oggi Porpora ritorna con…

RICHARD SKELTON – Verse Of Birds (Corbel Stone Press, 2012) A dispetto di quanto possa suggerire il titolo, non è un’opera di field recordings naturalistici il nuovo monolite sonoro innalzato da Richard Skelton ai cieli d’Irlanda. Lungo i cento minuti di “Verse Of Birds” – magnificamente confezionato in associazione a una raccolta di poesie –…

THE BIG EYES FAMILY PLAYERS & FRIENDS – Folk Songs II (Static Caravan, 2012) Nel 2009 i Big Eyes Family Players di James Green incontravano James Yorkston nella rivisitazione di una serie di brani della tradizione britannica. A distanza di tre anni, il secondo episodio di “Folk Songs” rispolverate secondo sensibilità contemporanee trae le mosse…

MACHINEFABRIEK – Secret Photographs (Important, 2012) Una colonna sonora per immagini statiche, in lenta dissolvenza, costituisce l’ultimo ambizioso cimento dell’instancabile Rutger Zuyderveldt. Le fotografie sono vecchi scatti del celebre rapinatore degli anni ‘30 Alvin Karpis, pervenute tra le mani del regista Mike Hoolboom, che le ha utilizzate in sequenze ipnotiche, destinandone le transizioni tra colori…

ATTILIO NOVELLINO – Lost Days (Small Doses, 2012) I ventiquattro minuti di “Lost Days” non sono da considerarsi una semplice appendice a “Through Glass”, album pubblicato a inizio anno e senz’altro tra le più lucide testimonianze drone(-gaze) dell’arco temporale nel frattempo intercorso. A differenza del denso magma sonoro proposto nell’album, nell’omonima traccia unica che compone…

CAITLIN CANTY – Golden Hour (Self Released, 2012) Newyorkese d’adozione, ma con le radici ben salde nel suo Vermont, Caitlin Canty è una cantautrice estremamente sobria, che non declina l’essenzialità dei suoi brani in un intimismo da cameretta, bensì offre declinazioni del suo songwriting dimesso e confidenziale secondo gradazioni stilistiche che traggono le mosse dal…

NEIL HALSTEAD – Palindrome Hunches (Sonic Cathedral, 2012) È superfluo e quanto mai retorico richiamare il passato di Neil Halstead a ognuna delle non frequenti tappe di quella che, ormai da oltre un decennio, è la sua stabile dimensione di raffinato songwriter acustico, in solitaria o accanto alla compagna di vita artistica Rachel Goswell nei Mojave…

CAPTIVES ON THE CAROUSEL – The Garden Ep (Self Relased, 2012) Captives On The Carousel è un duo di Sheffield formato da Ben Eckersley e Sarah Morrey, che trae la sua peculiare denominazione dal testo di un brano di Joni Mitchell. Il riferimento è già sufficiente a individuare la sfera musicale di interesse dei due…

KANE IKIN – Sublunar (12k, 2012) Il primo lavoro solista sulla lunga distanza di Kane Ikin, già metà del duo Solo Andata, espande in ben sedici miniature sonore quanto dall’artista australiano già adombrato nel breve Ep “Contrail“. Un alone pulviscolare, prodotto da registrazioni effettuate in presa diretta e dunque volutamente “sporche”, ammanta le composizioni di “Sublunar”,…

JOSEPHINE FOSTER – Blood Rushing (Fire, 2012) È il richiamo primordiale della terra e del sangue a ricondurre Josephine Foster sulle sponde occidentali dell’Atlantico. Dopo una serie di album realizzati in Spagna accanto al compagno Victor Herrero e dedicati alla ricerca della tradizione iberica, l’apprezzata interprete psych-folk ha provvisoriamente riportato la propria anima migrante nel natio…

COCOANUT GROOVE – Colours  (Fraction Discs, 2012) Le canzoni pop devono essere gemme da rifinire con cura e dosare con parsimonia; un simile pensiero non può non affacciarsi alla mente nel constatare l’esigua produzione rilasciata dallo svedese Olov Antonsson nei quattro anni trascorsi dal meraviglioso “Madeleine Street”, suo debutto con la denominazione Cocoanut Groove. Se…

ROBIN JACKSON – Dust Diaries (Self Released, 2012) Polistrumentista con alle spalle molteplici collaborazioni (da Gogol Bordello ai Decemberists), Robin Jackson è uno dei gioielli nascosti dell’inesauribile miniera indie-folk di Portland. Il suo autoprodotto debutto solista è una cristallina raccolta di dieci canzoni da lui scritte e interpretate col supporto di una band di una decina…

storie d’artista: WILD NOTHING

Sognando la wave in un garage, negli anni 2000 Chitarre e tastiere, melodie e fedeltà medio-bassa, sogni dai colori pastello e sfumature più oscure; un modo attuale di rileggere sonorità radicate tra anni ’80 e primi ’90, riassumendole secondo i mezzi e la sensibilità dei nostri giorni. Sono più o meno questi gli elementi essenziali…