memories: SOME FRIENDLY

THE CHARLATANS – Some Friendly (Situation Two, 1990) Mentre tutto intorno risuonava ancora degli echi e dei lustrini degli anni Ottanta, una band chiamatasi The Charlatans poteva sembrare l’ideale contrappunto ironico di scelte musicali aliene ai circuiti più patinati che, proprio in quel periodo, cominciavano a diversificarsi in maniera evidente dal punto di vista stilistico,…

memories: THE LONG ARM OF COINCIDENCE

JESSAMINE – The Long Arm Of Coincidence (Kranky, 1996) Gli albori dell’etichetta Kranky, da più di vent’anni indiscutibile punto di riferimento per proposte musicali stimolanti e fuori dal comune, erano stati caratterizzati in particolare dalle produzioni di due band tra loro ben diverse ma che ne avevano occupato buona parte della prima dozzina dei titoli…

memories: OCEAN SONGS

DIRTY THREE – Ocean Songs (Bella Union, 1998) Quando il rock non era ancora “post-“, ma la sua dimensione strumentale legata a composizioni di lunga durata erano diventate inusuali rispetto, ad esempio all’immediatezza energica del grunge, dagli antipodi si affacciava sulle scene uno strano terzetto che al tradizionale triangolo chitarra-basso-batteria associava il suono di un…

memories: TOWARD THE WITHIN

DEAD CAN DANCE – Toward The Within (4AD, 1994) If you were a sailor I’d raise the anchor To sail the sea In search of you and me And God Quante volte il modo in cui la musica viene presentata o raccontata influisce sulla percezione che se ne ricava, a volte ancor prima di ascoltarla?…

memories: OTHER WAY OUT

SUN DIAL – Other Way Out (UFO Records, 1990) La transizione tra anni ’80 e ’90, forse persino più di quella al nuovo millennio, è stata ricca di incertezze e di variegate proposte stilistiche. Mentre si alleviava la “novità” sintetica e vortici chitarristici cominciavano ad addensarsi verso cieli purpurei, le possibilità dispiegate appunto dalla transizione…

memories: FIVE WAYS OF DISAPPEARING

KENDRA SMITH – Five Ways Of Disappearing (4AD, 1995) Un ritorno che coincide con un addio: questo, in estrema sintesi, è stato “Five Ways Of Disappearing”, disco simbolico fin dal suo titolo, che nel 1995 ha visto Kendra Smith debuttare da solista e rendere manifesto il proprio deliberato eremitaggio, annunciando al contempo la successiva, completa…

memories: SARGASSO SEA

PRAM – Sargasso Sea (Too Pure, 1995) Tiepidi venti tropicali soffiavano sulle Midlands all’inizio dell’estate del 1995; provenivano dal cuore dell’Oceano Atlantico, dal punto di quella enorme distesa d’acqua caratterizzato da un particolare tipo di alga e, soprattutto, privo di precisi confini geografici chiamato Mar dei Sargassi. Poche altre metafore potevano identificare e rendere in…

memories: THE STONE ROSES

THE STONE ROSES – The Stone Roses (Silvertone, 1989) Questa storia comincia con una cassetta acquistata in un negozio di dischi di quartiere, non certo di quelli specializzati che andavano ancora per la maggiore negli anni ’90. È la storia di un “disco di formazione”, capitato per una serie di coincidenze tra orecchie curiose di…

memories: RAISE

SWERVEDRIVER – Raise (Creation, 1991) Fa un certo effetto riparlare di una band peraltro tornata di nuovo attiva da pochissimo, il primo contatto con la quale risale a un tempo in cui le scoperte venivano veicolate anche e soprattutto dai video trasmessi da televisioni musicali dagli intenti non solo commerciali. Eppure, sono state proprio le…

memories: ASÍ DUELE UN VERANO

MIGALA – Así Duele un Verano (Acuarela, 1998) “All this saturday holy silent and void wondering what to be. Give me a fire to burn, a stair or some little dirt to clean, cause I’m low of defenses, smoke with no fire, and I’m alone.“ Quello di realizzare canzoni dalle atmosfere inusuali può definirsi l’obiettivo principale…

memories: LABRADFORD

LABRADFORD – Labradford (Kranky / Blast First, 1996) Una scatola sonora piena zeppa di ingranaggi, spie elettroniche e segnali acustici: è quella che torna a emettere le sue frequenze minimali per la terza volta nel 1996, azionata da un terzetto originario di Richmond, Virginia, che aveva trovato la propria casa artistica nella fervida Chicago di…

memories: FURTHER

FLYING SAUCER ATTACK – Further (Domino, 1995) In principio era una “psichedelia rurale”, originata nel lato più oscuro dell’inquieta Bristol della prima metà degli anni Novanta, nella quale trovavano terreno fertile esperienze come quelle di Amp, Crescent, Movietone e Third Eye Foundation. Ne era artefice un duo formato dal già navigato chitarrista Dave Pearce e…

memories: LAZER GUIDED MELODIES

SPIRITUALIZED – Lazer Guided Melodies (Dedicated, 1992) Al giro di boa tra le derive di acidità sintetica degli anni ’80 e la crescente onda delle chitarre effettate applicate alle canzoni dei ’90, la traumatica separazione artistica tra i due principali protagonisti dell’esperienza psichedelica degli Spacemen 3, Peter Kember e Jason Pierce, faceva germogliare nuovi progetti, in…

memories: LOVELESS

MY BLOODY VALENTINE – Loveless (Creation, 1991) Fa una strana sensazione a chi solitamente calca sentieri marginali rispetto alle grandi direttrici che pretendono di incanalare il corso impetuoso e disordinato della musica in rigide cornici storico-definitorie la coincidenza di uno dei propri “dischi della vita” con un album ormai pressoché universalmente riconosciuti e ricomprese sotto…

memories: GOO

SONIC YOUTH – Goo (Geffen, 1990) C’era un tempo, che sembra ormai preistorico, in cui si poteva stare svegli fino a sera tarda o nel cuore della notte per assorbire i suoni e le informazioni veicolate da trasmissioni radiofoniche più o meno sotterranea, ma alimentate da un livello di conoscenza all’epoca non accessibile a un…

memories: REFRIED ECTOPLASM

STEREOLAB – Refried Ectoplasm (Switched On Volume 2) (Duophonic, 1995) Erano gli albori degli anni ’90, ma un gruppo di ragazzi londinesi guidato da Tim Gane e dalla cantante francese Laetitia Sadier guardavano agli anni ’60 del pop e ai ’70 del kraut-rock per elaborare un’irripetibile “space-age bachelor pad music” (definizione auto-coniata dalla band) che, non senza…

memories: SOUTH

SOUTH – South (Jagjaguwar, 1998) “Reading the last page of all my books, hoping not to find a truth I’ve overlooked” Era il 1998, era il tempo quando l’emo(-core) non aveva subito una mutazione di significato, erano i tempi dell’etichetta post-rock incollata in ogni dove artistico, erano tempi di destrutturazioni e lentezze, ma anche di…

memories: IN RIBBONS

PALE SAINTS – In Ribbons (4AD, 1992) Nell’incredibilmente vivace panorama britannico di inizio anni ’90, i Pale Saints non sono stati certo tra le band più celebrate e citate. È probabile che ciò non dispiaccia più di tanti al loro originario leader Ian Masters, schivo e introverso come pochi altri musicisti di quel periodo (e…

memories: THE LIONESS

SONGS: OHIA – The Lioness (Secretly Canadian, 2000) Quando nel 2000 pubblica “The Lioness”, Jason Molina è un artista ormai maturo, distante – nell’approccio, non nel mood – dal ragazzo timido e impacciato dei suoi inizi musicali, vissuti quasi in contemplazione dei mostri sacri della canzone d’autore americana. La sua impronta musicale è definita da…