PORT-ROYAL – Where Are You Now (n5md, 2015) Non è affatto facile avvicinarsi al quarto album dei port-royal. C’è quel misto di incuriosita preoccupazione derivante dalle ultime derive conosciute della band genovese, acuito dai sei anni di pressoché completo silenzio seguiti a “Dying In Time” e ci sono soprattutto la stima e l’affetto per una…

MS. JOHN SODA – Loom (Morr Music, 2015)* Ritrovare il nome Ms. John Soda su un disco riporta allo straordinario fervore indie-tronico tedesco d’inizio secolo. I tempi sono mutati, le tessere sonore continuamente ricombinate, eppure di tanto in tanto i protagonisti di quella stagione tornano a rispolverare alchimie mai dimenticate. Allora ecco Micha Acher e Stefanie…

ALABASTER DEPLUME – Peach (Debt, 2015) La musica di Alabaster DePlume, strambo progetto di Angus Fairbairn, sfugge davvero a definizione univoche e, talvolta, anche alla logica. Così l’artista inglese, che in passato ha anche avuto l’occasione di suonare insieme a Daniel Green (Laish), è giunto al terzo capitolo di un atlante sonoro che combina folk…

PUFFIN ON MY SIDE – Dream To Destroy (Self Released, 2015) Fa innanzitutto molto piacere ritrovare attivo, dopo ben tre anni di silenzio seguiti ad “A Weak Heart To Break“, Alessio Mecozzi sotto l’alias Puffin On My Side. Ancora una volta – la quarta – l’artista romano, già chitarrista dei Mokadelic, torna a cimentarsi con…

POST GLOBAL TRIO – Clouds (Twice Removed, 2015) Una sinfonia di oltre un’ora, ripartita in nove movimenti identificati soltanto dalla numerazione progressiva, rappresenta lo stato attuale dell’esperienza del Post Global Trio, terzetto sperimentale macedone composto tra gli altri da Dimitar Dodovski. L’evanescente consistenza delle nuvole, ipostatizzata a concept tematico di “Clouds”, si colloca in coerente…

SECOYA – Ghosts (Fluttery, 2015) Tanto per smentire l’abituale associazione della musica d’atmosfera con contesti creativi (e di fruizione) notturni, George Robinson racconta come gran parte delle sue composizioni prendano forma di mattina presto, prima ancora di alzarsi dal letto. Vi è, del resto, un carattere sonnolento e aurorale nei brani del compositore di Bristol,…

ELVIS PERKINS – I Aubade (Mir, 2015) Nei sei anni trascorsi dal suo secondo disco, Elvis Perkins si è ritirato in una solitaria penombra, distante dalle luci di qualsiasi piccolo o grande palcoscenico ne abbia ospitato la precedente incarnazione in forma di band (“Elvis Perkins In Dearland”, 2009). In tale contesto, umano prima che ancora artistico,…

ZANDER ONE – Emerald Awaking (Shimmering Moods, 2015) Chi l’ha detto che freddo, ghiaccio e fenomeni meteorologici invernali costituiscano premessa ideale per il paesaggismo ambient-drone? Ebbene, un lavoro come “Emerald Awaking” sembra fatto apposta per smentire questo cliché, essendo stato invece ispirato a Joe Maas dalla densa atmosfera estiva di un parco naturale del suo Ohio….

CALMING RIVER – The Ones That We Left Behind E.P. (Self Released, 2015) La denominazione Calming River dice già molto del contenuto musicale del progetto del danese Joshua Brain: un fluire calmo, ininterrotto, dai contorni sottilmente malinconici caratterizza infatti i suoi brani, tuttavia niente affatto dimessi o monocordi, anzi incentrati su intricate filigrane acustiche e…

XU – Panpsychism (Twice Removed, 2015) Proseguono senza soste le esplorazioni di Nicola Fornasari sotto l’alias Xu, alla ricerca delle potenzialità di timbri ed effetti chitarristici. Le sei tracce di “Panpsychism” si collocano in questo contesto su un versante estremamente minimale, nel quale ogni suono promana da tecniche di esecuzione, filtraggio e preparazione dello strumento…

SEA LION – Desolate Stars (Turnstile, 2015) Corde che vibrano lentamente e una voce sottile che si muove nell’ombra: sono gli elementi costitutivi dell’arte discreta di Linn Osterberg, cantautrice svedese segnalatasi lo scorso anno per la fragile intensità delle sue interpretazioni in penombra con le quattro brevi tracce dell’Ep “Cobra’s Eyes”. Dopo un altro Ep…

DAG ROSENQVIST – Vowels (Awkward Formats, 2015) Al quarto lavoro sotto il proprio nome, Dag Rosenqvist prosegue l’avventuroso itinerario sonoro attraverso le tenebre intrapreso con “Fall Into Fire”, che era tornato a rivedere la grazia della luce nelle miniature pianistiche di “The Forest Diaries”. Come in quell’ultima occasione, anche nel nuovo “Vowels” si tratta di…

ANNA CORDELL – These Walls E.P. (Self Released, 2015) Ci sono vie molto diverse per arrivare a pubblicare le proprie canzoni; le vie della rete senz’altro aiutano, ma devono anche verificarsi determinate condizioni personali e oggettive. È così che l’australiana Anna Cordell è pervenuta al breve Ep digitale “These Walls” ben oltre i trent’anni e…

GIDEON WOLF – Near Dark (Fluid Audio, 2015) Al terzo lavoro sotto l’alias Gideon Wolf, Tristan Shorr celebra il trionfo dell’irregolarità quale codice del suo linguaggio sperimentale. Come l’aveva applicato anche alle risonanze pianistiche del recente mini “Diagram”, l’artista inglese eleva tale concetto a canone espressivo attraverso il quale filtrare, come se fosse una lente…

THE WORLD OF DUST – Womb Realm (Tiny Room, 2015) Come i ritagli colorati di un collage compilato con cura certosina in un ambiente domestico, le canzoni dell’olandese Stefan Breuer sono frutto di tempo, pazienza e della graduale giustapposizione di numerosi piccoli dettagli che, colti nel loro insieme, danno luogo a qualcosa di nuovo e…

WOLF MAPS – Purity (Futuresequence, 2015) La purezza ambientale già dispiegata nel precedente “Landforms” (2011) è qualcosa più di un concetto astratto per Wolf Maps, tanto che il termine “Purity” viene elevato a identificare le otto nuove tracce condensate dall’artista inglese nel suo secondo album. Nessun titolo, del resto, poteva essere più adeguato alla mezz’ora…

J.P. RIGGALL – The Long Dark Bright (Bear Love, 2015)* Due anni fa, l’album “How Not To Cut A Buffalo” segnava l’apertura a una dimensione condivisa con una piccola orchestra di fiati, violoncello e organi della creatura di James Riggall denominata The Broken Broadcast, originariamente avviata quale solitario progetto casalingo. Invertendo quella che sembrava una…

MIGUEL ISAZA – Tempiternidad (Dragon’s Eye, 2015) Dalla fugacità alla permanenza, in “Tempiternidad” il colombiano Miguel Isaza passa in rassegna cinque concetti filosofici legati al tempo, trasformandoli in altrettante tracce che designano, appunto, un ininterrotto flusso spazio-temporale. Field recordings particellari e modulazioni di frequenze basse minutamente cesellate sono gli elementi costitutivi di composizioni che, al di…

DP|N|P – Benthic (Triple Moon, 2015) De Ponti, Nazzaro, Pullano: si risolve facilmente con le iniziali dei cognomi dei tre protagonisti l’equazione sottesa all’arcano codice DP|N|P, che identifica la collaborazione tra tre artisti italiani, che nelle quattro tracce di “Benthic” scandagliano profondità sonore non meno misteriose della loro sigla. Non si tratta semplicemente di uno degli…