DAG ROSENQVIST – Vowels (Awkward Formats, 2015) Al quarto lavoro sotto il proprio nome, Dag Rosenqvist prosegue l’avventuroso itinerario sonoro attraverso le tenebre intrapreso con “Fall Into Fire”, che era tornato a rivedere la grazia della luce nelle miniature pianistiche di “The Forest Diaries”. Come in quell’ultima occasione, anche nel nuovo “Vowels” si tratta di…
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ANNA CORDELL – These Walls E.P. (Self Released, 2015) Ci sono vie molto diverse per arrivare a pubblicare le proprie canzoni; le vie della rete senz’altro aiutano, ma devono anche verificarsi determinate condizioni personali e oggettive. È così che l’australiana Anna Cordell è pervenuta al breve Ep digitale “These Walls” ben oltre i trent’anni e…
GIDEON WOLF – Near Dark (Fluid Audio, 2015) Al terzo lavoro sotto l’alias Gideon Wolf, Tristan Shorr celebra il trionfo dell’irregolarità quale codice del suo linguaggio sperimentale. Come l’aveva applicato anche alle risonanze pianistiche del recente mini “Diagram”, l’artista inglese eleva tale concetto a canone espressivo attraverso il quale filtrare, come se fosse una lente…
THE WORLD OF DUST – Womb Realm (Tiny Room, 2015) Come i ritagli colorati di un collage compilato con cura certosina in un ambiente domestico, le canzoni dell’olandese Stefan Breuer sono frutto di tempo, pazienza e della graduale giustapposizione di numerosi piccoli dettagli che, colti nel loro insieme, danno luogo a qualcosa di nuovo e…
WOLF MAPS – Purity (Futuresequence, 2015) La purezza ambientale già dispiegata nel precedente “Landforms” (2011) è qualcosa più di un concetto astratto per Wolf Maps, tanto che il termine “Purity” viene elevato a identificare le otto nuove tracce condensate dall’artista inglese nel suo secondo album. Nessun titolo, del resto, poteva essere più adeguato alla mezz’ora…
J.P. RIGGALL – The Long Dark Bright (Bear Love, 2015)* Due anni fa, l’album “How Not To Cut A Buffalo” segnava l’apertura a una dimensione condivisa con una piccola orchestra di fiati, violoncello e organi della creatura di James Riggall denominata The Broken Broadcast, originariamente avviata quale solitario progetto casalingo. Invertendo quella che sembrava una…
MIGUEL ISAZA – Tempiternidad (Dragon’s Eye, 2015) Dalla fugacità alla permanenza, in “Tempiternidad” il colombiano Miguel Isaza passa in rassegna cinque concetti filosofici legati al tempo, trasformandoli in altrettante tracce che designano, appunto, un ininterrotto flusso spazio-temporale. Field recordings particellari e modulazioni di frequenze basse minutamente cesellate sono gli elementi costitutivi di composizioni che, al di…
DP|N|P – Benthic (Triple Moon, 2015) De Ponti, Nazzaro, Pullano: si risolve facilmente con le iniziali dei cognomi dei tre protagonisti l’equazione sottesa all’arcano codice DP|N|P, che identifica la collaborazione tra tre artisti italiani, che nelle quattro tracce di “Benthic” scandagliano profondità sonore non meno misteriose della loro sigla. Non si tratta semplicemente di uno degli…
DENZEL + HUHN – Brom (Oktaf, 2015) Otto anni di silenzio dopo “Paraport”, Bertram Denzel ed Erik Dühn tornano ad emettere segnali radio dal loro basement berlinese. In un arco di tempo così lungo, molte cose mutano nell’approccio di un artista, così come nel contesto che lo circonda, soprattutto se estremamente vivido come quello elettronico…
MARK LYKEN | EMMA DOVE – Mirror Lands (Time Released Sound, 2015) Al pari di luoghi e immagini, anche la descrizione sonora del loro contenuto è una questione relazionale: a dimostrarlo provvedono Mark Lyken e Emma Dove, mettendo in pratica un approccio non soltanto multidisciplinare ma anche eterogeneo per stile e contenuti nella sonorizzazione del…
JULIA HOLTER – Have You In My Wilderness (Domino, 2015) Nel percorso che ha condotto Julia Holter da sperimentazioni arty a un linguaggio fruibile di scrittura e arrangiamento, il quarto album “Have You In My Wilderness” rappresenta un provvisorio punto di approdo, o fors’anche un nuovo punto di partenza. Al prefisso “art”, può adesso essere…
AROVANE & HIOR CHRONIK – In-Between (A Strangely Isolated Place, 2015) Un veterano dell’elettronica tedesca, da poco tornato sulle scene, e un giovane greco dedito al neoclassicismo ambientale si incontrano a Berlino e decidono di lavorare insieme per avvicinare i rispettivi mondi espressivi. Quel che ne risulta è qualcosa, appunto, “In-Between”, sospeso a metà tra le…
BENJAMIN – The Bear And The Barn Owl (Other Songs Music Co., 2015) L’orso e il barbagianni, ovvero brevi storie folk che provengono dalle zone selvagge dell’Ontario. Ne è autore Ben Fretz – più semplicemente, Benjamin – artista al debutto, ma già da vari anni impegnato a lavorare sulle proprie canzoni, come se fossero miniature…
IN GOWAN RING – The Serpent And The Dove (Les Disques Du 7ème Ciel, 2015) Benché l’enigmatico Bobin Eirth, alias B’eirth o B’ee, non abbia mai interrotto la sua attività di cantore folk nell’ombra (e dell’ombra), era da ben tredici anni che non pubblicava un album vero e proprio sotto il nome In Gowan Ring….
THOMAS RAGSDALE – Bait (This Is If Forever, 2015) Le tredici tracce di “Bait” possono fungere da significativa testimonianza di come, negli ultimi tempi, il legame di musica e immagini stia travalicando l’abituale idea di colonna sonora per assurgere a modalità espressiva dotata di propria autonoma dignità. Il lavoro prende infatti spunto dalle pièce elaborate…
JENS HERMAN RUGE – Oh, But Hey! (Voices Of Wonder, 2015) La parabola dalla spavalderia rock dei vent’anni alla malinconia cantautorale dei quaranta non è affatto scontata, eppure concreta una transizione naturale per l’evoluzione espressiva di tanti artisti. Jens Herman Ruge è tra questi, al pari peraltro del suo amico Pål Angelskår (Minor Majority), compagno…
GRACE BENEATH THE PINES – Grace Beneath The Pines (Preserved Sound, 2015) Per quanto covi ormai spesso sotto la cenere, il sacro fuoco del post-rock non si estingue ma continua a trasformarsi, seguendo la via della contaminazione, unica a poterne mantenere ancora in vita il contenuto di tensione e coinvolgimento attraverso il quale ha letteralmente…
CHANTAL ACDA – The Sparkle In Our Flaws (Glitterhouse, 2015)* È il sottile equilibrio tra intimismo e condivisione a costituire l’essenza della Chantal Acda solista: due anni dopo l’incantevole “Let Your Hands Be My Guide“, l’artista di nascita olandese ma belga d’adozione e cosmopolita per vocazione pubblica per la seconda volta un disco a proprio nome,…
intervista: MATTEO UGGERI
Artista di ormai lunga militanza nel panorama indipendente italiano, Matteo Uggeri ne è anche uno degli esponenti più interessanti, per l’ampiezza dei linguaggi coperti dalla sua produzione, sia con gli Sparkle In Grey che solista, oltre che nelle numerose collaborazioni intraprese nel corso degli anni. Seguiamo attraverso le sue parole il filo sottile che lo…