MAKE LIKE A TREE – Animal (Monkey, 2015) “Animal” è un album che parla di luoghi distanti, attraverso linguaggi diversi, impregnati di tradizioni musicali eccentriche rispetto a quelle “occidentali”. Ne è autore l’ucraino Sergey Onischenko, viaggiatore beat fuori dal tempo, che ne ha realizzato le otto tracce lungo un itinerario di duecento concerti attraverso Russia, Cina,…
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XU – Floater (Cathedral Transmissions, 2015) A completare un’ideale trittico di pubblicazioni dispensate nel corso dell’anno, costituito dalle oscure coltri droniche di “Panpsychism” e dalle destrutturazioni di “Brown Jenkin” (insieme ad Andrea Poli), Nicola Fornasari torna a mettere in mostra un profilo parzialmente diverso della propria complessa personalità artistica. Cardini del suo approccio permangono una…
WILL SAMSON – Ground Luminosity (Talitres, 2015) Si direbbe che la recente collaborazione con Heimer (“Animal Hands“, 2015) abbia definitivamente dischiuso a Will Samson gli orizzonti di un’elettronica più incline al beat. Se ne trova conferma nelle otto tracce del suo terzo lavoro solista “Ground Luminosity”, realizzate con il contribuito di amici musicisti quali Benoît Pioulard…
THE DECLINING WINTER / ISNAJ DUI – The Leaves In The Lane / Stone’s Throw split (Rural Colours, 2015) Due artisti dai percorsi estremamente trasversali nei rispettivi campi hanno condiviso le due facce da dodici minuti di un vinile 12”: da un lato (letteralmente) Richard Adams con le trasformazioni rurali di The Declining Winter, dall’altro…
FRÉDÉRIC D. OBERLAND – Peregrinus Ubique (VoxxoV / Gazzar(r)a!, 2015) Esploratore errabondo di stili e codici espressivi, capace di dedicarsi contemporaneamente a diverse avventure e collaborazioni(The Rustle Of The Stars, FareWell Poetry, Oiseaux-Tempête, Foudre!, Le Réveil Des Tropiques…), Frédéric D. Oberland non poteva trovare titolo più coerente con la sua composita personalità artistica di “Peregrinus Ubique”…
OLGA WOJCIECHOWSKA – Maps And Mazes (Time Released Sound, 2015)* Il legame sempre più stretto tra musica sperimentale e forme d’arte visuale che ha elevato, ad esempio, la colonna sonora al rango di veicolo di creazione di dignità pari a quella delle composizioni concepite soltanto in quanto tali, ha dischiuso nuove vie attraverso le quali…
memories: OCEAN SONGS
DIRTY THREE – Ocean Songs (Bella Union, 1998) Quando il rock non era ancora “post-“, ma la sua dimensione strumentale legata a composizioni di lunga durata erano diventate inusuali rispetto, ad esempio all’immediatezza energica del grunge, dagli antipodi si affacciava sulle scene uno strano terzetto che al tradizionale triangolo chitarra-basso-batteria associava il suono di un…
DAVID COLOHAN / RICHARD MOULT – Branded By Constellations (Fluid Audio, 2015) Due tra i più sensibili ricercatori di memorie sonore legate ai luoghi e alle tradizioni recondite delle isole britanniche si incontrano per descrivere un tratto di percorso, solitario e condiviso, guidato dalla sola fioca luce delle stelle. David Colohan e Richard Moult, entrambi…
COFRADIA DE LOS HEREDEROS DEL VINO – Cofradia De Los Herederos Del Vino (Self Released, 2015) La “confraternita degli eredi del vino” (!) è, fin dal nome, un progetto eccentrico e dai tratti misteriosi. Tra i tre protagonisti della collaborazione, è intuitivo scorgere Miguel Gomes (alias Be My Friend In Exile), ai quali si affiancano i…
VERT – The Days Within (Shitkatapult, 2015) Il percorso di Adam Butler dall’elettronica alla progressiva definizione di un songwriting pop riprende da dove era stato interrotto nove anni fa (“Some Beans And An Octopus”). Gli undici brani di “The Days Within” sviluppano ulteriormente il lato pop dell’artista inglese trapiantato nel pullulante contesto artistico tedesco d’inizio secolo,…
JÓHANN JÓHANNSSON – End Of Summer (Sonic Pieces, 2015) Questa volta, per Jóhann Jóhannsson non si tratta di una colonna sonora, o almeno non soltanto. Benché il compositore islandese si sia chiaramente specializzato in quel genere, elevandolo a un rango tutt’altro che “minore”, “End Of Summer” è un lavoro sì associato alle immagini – quelle dell’omonimo…
ALISE JOSTE – Hardships Are Ships (I Love You Records, 2015) Armonie pianistiche fluide e sognanti, presto solcate da una voce dal fascino etereo aprono “Hardships Are Ships”, secondo album di Alise Joste: si tratta di un biglietto da visita già esauriente e rappresentativo della songwriter lettone, il cui omonimo debutto risalente al 2011 ha…
ECOVILLAGE – Jesus Of Nazareth (Psychonavigation, 2015) Tra i mille temi che possono prestarsi a fungere da concept per lavori incentrati su astrazioni ambientali, probabilmente nessuno aveva finora preso in considerazione il Vangelo. Ci hanno pensato gli svedesi Ecovillage, che hanno tratto spunto dalla lettura di alcuni passi del Vangelo di Marco per realizzare le…
ÉLOÏSE DECAZES & DELPHINE DORA – Folk Songs Cycle (Okraïna, 2015) Undici canzoni folk, tra originali, adattamenti e creazioni ispirate a canti tradizionali, formano la raccolta molto particolare curata da Luciano Berio nel 1964 e oggetto di un’ardita rilettura da parte di due artiste francesi che incentrano le proprie sperimentazioni sulla modulazione della voce e…
SAFFRONKEIRA – Synecdoche (Denovali, 2015) Non è una novità l’inclinazione per le collaborazioni di Eugenio Caria, artista sardo al terzo album solista sotto l’alias SaffronKeira, ai quali va aggiunto il lavoro condiviso anche nell’attribuzione con Mario Massa (“Cause And Effect”, 2013). Emblematico fin dal titolo “Synecdoche” può considerarsi un album solista solo fino a un…
DARREN HAYMAN – Florence (Fika Recordings, 2015) La straordinaria naturalezza con la quale Darren Hayman continua a esercitare la propria abilità di artigiano delle canzoni, traendo spunto dai luoghi e dalle sensazioni da essi suscitati. Le sue canzoni diventano quindi un diario, anzi nel caso di “Florence” un diario di viaggio, scritto e realizzato nel…
UNITED BIBLE STUDIES – The Ale’s What Cures Ye (MIE Music, 2015) La seconda tappa annuale dell’itinerario degli United Bible Studies tra arcane memorie folk vede il collettivo britannico addentrarsi vieppiù in tradizioni risalenti, attraverso una raccolta integralmente costituita da riletture di brani appartenenti alla cultura rurale. Anche i luoghi sono fondamentali per rendere l’operazione…
LUBOMYR MELNYK – Rivers And Streams (Erased Tapes, 2015) Ormai da qualche tempo Lubomyr Melnyk, teorico della “continuous piano music”, è entrato a pieno titolo nel novero sempre più ampio di artisti che stanno portando le varie espressioni del neoclassicismo nell’orbita della musica indipendente. Dopo le collaborazioni con Nils Frahm e James Blackshaw, il maturo artista ucraino ritorna…
DANIELLE FRICKE – Moon (Porch Light, 2015)* La voce di Danielle Fricke aveva incantato già due anni fa, nel contesto dream-pop degli Snow Mantled Love: adesso la cantante e artista visuale canadese, ma da tempo di stanza a Londra, si affaccia al debutto solista con un lavoro che fin dal titolo suggerisce atmosfere notturne, di…