SVEN LAUX – Paper Streets (Dronarivm, 2017)* La complessità della composizione neoclassica, contrapposta al solo minimalismo pianistico, affascina ormai artisti provenienti da esperienze e sonorità eterogenee. Partendo da questo assunto, non sorprende allora più di tanto ritrovare un musicista elettronico, abitualmente orientato alle in prevalenza alle ritmiche, alle prese con un ensemble formato da violino,…
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LEAN YEAR – Lean Year (Western Vinyl, 2017)* A uno sguardo superficiale, la lettura della nuova denominazione Lean Year e delle note di presentazione come progetto artistico gravitante intorno alle canzoni di Emilie Rex potrebbe lasciar sfuggire l’informazione più rilevante che ne caratterizza il debutto, almeno nell’ottica dei cultori di quella temperie artistica che alla…
COLLEEN – A Flame My Love, A Frequency (Thrill Jockey, 2017)* Ogni disco di Colleen non è mai scontato, per forma e contenuto. In quindici anni di attività, l’artista francese ha spaziato tra frequenze astratte e dimensione ritmica, tra variopinte tessere sonore e un eterodosso approccio alle canzoni, assorbendo spunti da una sorprendente varietà di…
ANGÈLE DAVID-GUILLOU – En Mouvement (Village Green, 2017)* Se aveva destato una certa sorpresa ritrovare Angèle David-Guillou (Klima, nonché in precedenza voce di Ginger Ale e Piano Magic) nelle scarne vesti di pianista minimale in “Kourouma” (2013), quattro anni più tardi “En Mouvement” conferma come la scelta di pubblicare musica strumentale sotto il proprio nome…
THE WEATHER STATION – The Weather Station (Paradise Of Bachelors, 2017)* È sufficiente un confronto a colpo d’occhio tra le copertine dei due ultimi dischi di Tamara Lindeman per cogliere la differenza nel suo approccio alla musica concretizzatasi nei due anni tra essi intercorsi: la sua figura di spalle ritratta in “Loyalty” rispecchiava la timidezza…
THE CLIENTELE – Music For The Age Of Miracles (Tapete / Merge, 2017)* I’ve been living like I’m so far away/ like I’m somebody else, in some other place Non poteva esserci contesto più adeguato delle prime folate d’autunno, con la loro miscela di languore, fascino cromatico e rinvigorente freschezza, per celebrare il ritorno –…
DANA GAVANSKI – Spring Demos (Fox Food, 2017)* Una sottile linea di affinità, orientata soprattutto sul lato percettivo, unisce il debutto di Myriam Gendron a quello di Dana Gavanski. La comune provenienza da Montreal costituisce il dato oggettivo di partenza, anche se è tuttavia sul fronte delle sensazioni che entrambe le cantautrici si rivelano immediatamente…
LOTTE KESTNER – Off White (Saint Marie, 2017)* La storia recente di Anna-Lynne Williams può essere emblematica di come quasi vent’anni di appassionata creatività musicale nell’ombra possano all’improvviso sembrare meno rilevanti di una cover che trova una fortunata collocazione cinematografica. Buon per l’artista di Seattle che una delle sue innumerevoli cover – l’ardita “Halo” di…
COLORAMA – Some Things Just Take Time (Wonderfulsounds, 2017)* Come per l’affinamento di un buon vino – anzi, visti tempi e provenienza, per la maturazione di un whisky – il tempo è fattore decisivo nella scrittura di canzoni pop, pratica artigianale che richiede pazienza e dedizione, prima nell’attesa dello scoccare della giusta scintilla, poi nella…
ANGELO DE AUGUSTINE – Swim Inside The Moon (Asthmatic Kitty, 2017) Sono sufficienti i primi arpeggi acustici e l’ingresso della voce nell’iniziale “Truly Gone” a spiegare il perché Sufjan Stevens sia rimasto tanto colpito da Angelo De Augustine da aprirgli le porte della propria etichetta per la pubblicazione di “Swim Inside The Moon”, secondo lavoro…
ADRIAN LANE – Playing With Ghosts (Preserved Sound, 2017)* Nella trilogia di lavori pubblicati tra il 2013 e il 2015, culminata nelle traslitterazioni acustiche di “Branches Never Remember”, Adrian Lane non ha mai rifuggito il confronto con il passato, in termini tanto di strumentazione impiegata quanto di itinerari tematici sottesi alle sue composizioni. Nel suo…
ALASKAN TAPES – In Distance We’re Losing (Self Released, 2017)* Nel breve ma frequente volgere della sua attività sotto l’alias Alaskan Tapes, Brady Kendall si è imposto quale compositore estremamente sensibile, non solo nel bilanciare i vari aspetti della sua espressione musicale tra neoclassicismo e atmosfera, ma anche e soprattutto nel disegnare paesaggi emozionali e cinematici,…
THE GREEN KINGDOM – The North Wind And The Sun (Lost Tribe Sound, 2017)* Reduce dalle avvolgenti spire dream-wave del recente “Harbor” (2016), nel quale omaggiava esplicitamente i Cocteau Twins, Michael Cottone muta nuovamente le coordinate del suo alter-ego The Green Kingdom, da sempre improntato a diversi piani di una ricerca sonora in grado di…
GIULIO FAGIOLINI – Dietro a un vetro (Home Normal, 2017)* Un musicista italiano al debutto; un disco di solo piano, in apparenza come tanti in circolazione; un’etichetta dall’ampio catalogo e dalla meritata considerazione internazionale; scarne informazioni sull’autore, toscano, mai nemmeno lontanamente sfiorato da martellanti agenzie di promozione nazionale, e non solo. Se i due ultimi…
SIOBHAN WILSON – There Are No Saints (Song, By Toad, 2017)* È finalmente tempo di un organico lavoro sulla lunga distanza per Siobhan Wilson, cantante e polistrumentista scozzese, che due anni fa aveva incantato con il mini “Say It’s True”. Le sue potenzialità sbocciano ulteriormente negli undici brani di “There Are No Saints”, che la vedono…
ENRICO CONIGLIO & MATTEO UGGERI – Open To The Sea (Dronarivm, 2017)* Chi segue le ormai durature attività creative di Enrico Coniglio e di Matteo Uggeri ne conosce l’approccio al comune campo del soundscaping ambientale, tanto che vederli lavorare a un progetto artistico condiviso potrebbe indurre a immaginare quest’ultimo collocato proprio in quell’orizzonte espressivo. Vi…
ODDFELLOW’S CASINO – Oh, Sealand (Microcultures, 2017)* Strana storia, quella di David Bramwell e dei suoi Oddfellow’s Casino; da un lato si tratta di una storia creativa tipicamente inglese, tanto per le proprie radici nelle montagne del Sussex quanto per uno stile che rimanda a un’eleganza decadente tutta britannica, dall’altro di un piccolo culto che…
YADAYN – Adem (Navalorama, 2017)* Le due mani (significato del termine arabo “yadayn”) di Gowaart Van Den Bossche tornano a danzare sulle corde della sua chitarra, in una combinazione di istinto e composizione che dà luogo al quarto lavoro dell’artista belga. Le sei tracce nelle quali è ripartito il flusso sonoro fluido e costante di…
JEFRE CANTU-LEDESMA – On The Echoing Green (Mexican Summer, 2017)* Mentre gli Slowdive hanno appena riscaldato i cuori degli irriducibili estimatori dello shoegaze con il più abbagliante tra i ritorni, in sonorità in qualche misura affini continuano a trovare approdo espressivo le sperimentazioni chitarristiche di Jefre Cantu-Ledesma. Come già in “A Year With 13 Moons” (2015)…