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suggestioni musicali a cura di raffaello russo

label spot: TWICE REMOVED

twice_removed_label_spotEsplorazioni elettro-acustiche per passione

Con la pubblicazione, nello scorso mese di novembre, di “Buried And Resurfaced” di Western Skies Motel, Gavin Caitling ha dichiarato ufficialmente conclusa la sua esperienza come responsabile dell’etichetta Twice Removed, curata per quattro intensi anni, e della sorella minore The Long Story Recordings Company, intrapresa soltanto negli ultimi mesi.

In particolare Twice Removed, fin dai tempi della sua fondazione nel 2011, si è ben presto guadagnata una diffusa considerazione nel popolato panorama delle produzioni elettro-acustiche sperimentali, grazie alla ricchezza del suo catalogo e la cura delle sue confezioni in tiratura limitata. Anche per questo, la sua esperienza può costituire un’importante spunto di riflessione sulle attuali condizioni nelle quali si muovono etichette autenticamente indipendenti e sui requisiti (non solo artistici né di solo “mercato”) necessari per continuare ad assicurare la loro esistenza.
Twice Removed ha pubblicato una maggioranza di dischi ambient-drone, tra i quali meritano una citazione “De Lieux” di Monolyth & Cobalt e “Datura Notes” di The Ashes Of Piemonte. Nel suo catalogo compaiono però anche altri stili, dall’elettro-acustica (Simon Whetham & Canned Fit, Grzegorz Bojanek), al post-rock (These Ship Wrecks), dal neoclassicismo (Endless Melancholy, Vitaly Beskrovny, Andrei Machado) al synth (Oliwa, Ophion).

Più che una semplice sommatoria di nomi e stili, il suo catalogo è stato frutto di un’ampia opera di ricerca e spesso di scoperta di nuovi artisti, che ha portato a pubblicare per l’etichetta australiana anche gli italiani Xu, Easychord, Mote, Given e Andrea Ricci.

A conclusione di un percorso produttivo breve ma intenso, Gavin Caitling traccia un bilancio della sua esperienza di label manager, gettando uno sguardo a tutto tondo su cosa significhi concretamente pubblicare musica in formato fisico al tempo del digitale.

westerns_skies_motel_buried_and_resurfacedCon la pubblicazione dell’ultima uscita, “Buried And Resurfaced” di Western Skies Motel, hai dichiarato ufficialmente conclusa la tua esperienza come responsabile delle etichette Twice Removed e The Long Story Recordings Company: cosa ti ha fatto prendere questa decisione dopo pochi anni nei quali ha pubblicato numerose interessanti proposte in ambito elettro-acustico e ambientale?
Inizialmente avevo in programma di terminare l’attività di Twice Removed a fine 2014 e da lì riprendere di slancio con The Long Story Recording Company. Poiché però in quel momento avevo già pronte alcune uscite alle quali mi ero dedicato, l’alternativa era tra comunicare agli artisti che non sarei stato in grado di onorare l’impegno preso o gestire entrambe le etichette in contemporanea: tra queste possibilità ho scelto la seconda.
Desideravo intraprendere un nuovo percorso, in quanto nel corso degli anni avevo realizzato numerose uscite su Twice Removed e volevo rallentare un po’ i ritmi, dedicandomi di più alla promozione delle uscite, ripartendole in maniera più uniforme nel corso dell’anno.

Come ti è venuta all’inizio l’idea di creare un’etichetta peculiare come Twice Removed?
L’etichetta ha tratto origine da un blog che curavo e che aveva lo stesso nome (ed è ancora online). Non reputandomi particolarmente bravo a scrivere e non avendo molto tempo per concentrarmi sulla gestione del blog, pochi prima di interromperne l’attività ho cominciato a progettare la creazione di un’etichetta. I cd-r non hanno mai rappresentato (e non rappresentano tuttora) qualcosa di poco nobile per me, così, prendendo ispirazione da etichette quali Home Normal, Hibernate, Dead Pilot Recording, Heat Death, Under The Spire e altre, ho cominciato a prendere contatti con artisti che apprezzavo. All’inizio pensavo di seguire lo schema della defunta Sound & Fury, alternando artisti australiani e di altri continenti, ma ben presto ho accantonato quell’idea concentrandomi solo su artisti stranieri.

andrei_machado_catarseRitieni che esserti concentrato su pubblicazioni di sperimentazione ambientale abbia aiutato a caratterizzare il profilo dell’etichetta? E, in base alla tua esperienza, ritieni che questi ambiti artistici siano adatti a mantenere in vita il supporto fisico?
Probabilmente ho pubblicato in maggioranza dischi ambient-drone, ma nel catalogo di Twice Removed compaiono anche altri stili, dall’elettro-acustica (Simon Whetham and Canned Fit, Cycle ~440, Grzegorz Bojanek), al post-rock (These Ship Wrecks), dal neoclassicismo (Endless Melancholy, Vitaly Beskrovny, Andrei Machado) al synth (Oliwa, Fontaine, Ophion, Given).
La musica ambient e le edizioni in cd-r dalle confezioni creative vanno di pari passo, ben più di quanto non avvenga per altri generi, come ad esempio il metal, perché si prestano a una concezione complementare tra musica e oggetto.

Come hai scelto la musica che hai pubblicato?
Non sono stato particolarmente fortunato nel convincere gli artisti, tanto che all’inizio credo di aver avuto circa l’80% di risposte negative, così ho deciso di smettere di rincorrere io gli artisti e la mia principale fonte di musica sono diventati i demo oppure artisti che mi contattavano di loro volontà, a volte semplicemente perché avevo pubblicato un disco di qualche loro amico, oppure tramite un commento su Soundcloud o anche solo di persone che scoprivano l’esistenza dell’etichetta attraverso delle recensioni.
Decidevo cosa pubblicare sostanzialmente in base al mio gusto sulla musica che mi veniva proposta, mentre non davo alcun peso a quanto l’artista fosse conosciuto, al numero dei suoi contatti su Facebook, Twitter, etc.. Ricordo che la prima volta che ho rifiutato un demo si trattava di un artista collegato con tanti collaboratori e autori di remix, ma la sua musica non mi convinceva. Sarebbe stato utile per l’etichetta entrare in quel giro di contatti, ma semplicemente non mi sentivo di pubblicare il disco. Questo non ha sicuramente giovato all’etichetta da un punto di vista manageriale, ma se avessi sfruttato quel contatto per un motivo non attinente al mio giudizio sulla musica avrebbe reso meno divertente la mia attività.

C’è qualche aneddoto che piacerebbe raccontare su qualcuno dei dischi che hai pubblicato?
Non credo di avere particolari aneddoti da raccontare, ma soltanto esperienze che ho imparato a cogliere nel corso della mia attività.

Ritieni che ora che chiunque può ascoltare musica attraverso la rete ci sia ancora spazio per l’oggetto-cd?
Sinceramente non concepisco l’idea di acquistare musica nel solo formato digitale. Sono un convinto sostenitore del prodotto fisico anziché dei soli file e credo che in giro ci siano parecchie persone a pensarla allo stesso modo. Etichette come Time Released Sound, Facture/Fluid Audio e musicisti autoprodotti come The Volume Settings Folder coltivano il formato fisico offrendo confezioni molto belle in tirature da collezione.

Quale importanza pensi possano avere le confezioni e gli artwork per mantenere in vita il formato fisico della musica?
Penso che sia incredibilmente importante e attraente proporre confezioni curate e begli artwork. Durante il periodo di attività di Twice Removed ho sperimentato una grande varietà di confezioni, dai doppi pannelli a stampa ai digipack di ampio formato alle cartoline. Considerando i costi crescenti delle spedizioni, è fondamentale proporre qualcosa di diverso dal solito e che possa avere un valore.

In generale, cosa pensi dello stato del mercato musicale attuale?
C’è una tale abbondanza di ottime uscite ed etichette che è semplicemente impossibile seguirle tutte. Quindi non credo che almeno un certo tipo di mercato sia mai stato così in salute. Da quando sono partito con Twice Removed, sono venute fuori altre ottime etichette come Tessellate, Soft Recordings, Eilean, Dauw, Dronarivm, Assembly Field, White Paddy Mountain, Éter, etc.… che hanno tutte cominciato a produrre uscite di grande valore. Probabilmente è un ottimo momento per essere un artista, avendo a disposizione tante opzioni per pubblicare la tua musica, anche se d’altro canto l’attenzione su ciascuna uscita può rapidamente diminuire con il succedersi di tante altre.

cestine_levelQuali consigli daresti a qualcuno che oggi volesse creare un’etichetta?
Devo riflettere molto bene nel rispondere a questa domanda, perché non è detto che quello che non ha funzionato nel mio caso non possa funzionare per altri. La mia parte cinica consiglierebbe di pubblicare soltanto artisti già ben conosciuti, in modo da attirare un pubblico già consolidato al quale poter vendere i propri prodotti e magari finanziare in anticipo le proprie uscite attraverso campagne Kickstaster o ricercare altre fonti di finanziamento attraverso bandi o fondi pubblici. Se è vero che tutto ciò eliminerebbe il problema economico di base ma anche, secondo me, il divertimento e la soddisfazione di sapere di aver realizzato tutto da solo e di aver portato un nuovo artista all’attenzione di una platea di persone. Ad ogni modo anche a me è capitato di avere a che fare con artisti più conosciuti, ma questo è servito ad alimentare il lotto successivo di uscite. Etichette come Home Normal potrebbero facilmente adagiarsi sugli allori e pubblicare soltanto artisti conosciuti, eppure sono continuamente alla ricerca di nuove proposte. Mentre è senz’altro molto bello ricevere una nuova uscita di uno dei propri artisti preferiti, è probabilmente ancora meglio essere entusiasmato da qualcuno di nuovo.
Se non si è in grado di fare in casa cose come il mastering e gli artwork, è importante stabilire contatti con qualcuno che possa occuparsene, perché aiuta sicuramente le pubblicazioni a ottenere un migliore impatto. L’aspetto estetico delle uscite di Twice Removed è stato curato in particolare da Grace Wood, da Peter Nejedly e da Phil Gardelis (Zenjungle), mentre Wil Bolton si è occupato più volte del mastering. Coinvolgere nell’attività dell’etichetta persona che possono occuparsi di queste cose è fondamentale, così come lavorare con artisti che hanno anche questo tipo di abilità (come mi è capitato con Nicola Fornasari aka Xu).
Le recensioni rappresentano il maggiore enigma, in alcuni casi è quasi come se ci fosse bisogno di un accordo segreto per ottenerne. Alcuni siti o recensori trattano dischi soltanto in presenza fisica del prodotto, molti non garantiscono di poter recensire qualcosa solo perché glielo hai inviato. C’è anche un gran numero di persone che invia materiale affinché venga recensito, il che vuol dire che il tuo possa essere trascurato. Più ho ampliato la mia mailing list, meno recensioni ho ricevuto, mentre qualcuno persino caricava i miei file su siti Torrent, visto che non premurava nemmeno di togliere dai file la press release che avevo inviato soltanto a poche persone. È bello quando qualcuno trova il tempo per ascoltare cosa hai prodotto perché dà un senso a quello che l’artista e l’etichetta cercano di conseguire. Consiglierei quindi di dare un’occhiata ai siti che altre etichette citano come fonti di recensioni e creare una lista di conseguenza, escludendo quelli che accettano solo dischi fisici, perché nel caso in cui questi poi non li recensiscano si tratterebbe di un inutile incremento di costi.
La distribuzione, poi, è qualcosa con cui le etichette possono essere coinvolte o meno. A me è capitato di inviare tutte le mie uscite a una varietà di posti diversi, per cercare di aiutare a diffondere il nome dell’etichetta e degli artisti presso audience potenzialmente nuove. L’altra faccia della medaglia di ciò è stato che le spese di spedizione sono aumentate in maniera notevole nel corso degli anni e che quindi era difficile competere con i prezzi delle etichette del luogo: perché qualcuno dovrebbe comprare i tuoi dischi quando costano molti dollari, euro e sterline più di altri? La maggior parte delle volte i miei prezzi di vendita complessivi sono stati molto vicini ai costi di produzione per poter essere concorrenziali, mentre sono i distributori che trattano quantità ingenti guadagnano sicuramente di più aggiungendo il loro margine di ricavo al costo totale. Se sei in grado di vendere attraverso una tua pagina Bandcamp o un proprio sito, sarebbe la soluzione migliore, mentre se punti a entrare in network più ampi ed entrare in contatto con altre etichette affini, allora posso consigliare di affidarsi a una distribuzione.
Se sei una piccola etichetta non puoi certo sfruttare gli stage, quindi o impari le cose da autodidatta oppure domandando ad altri. Non penso che siamo tutti in competizione e che stiamo difendendo i nostri piccoli “mercati”, per questo ritengo che per chi sta pensando di creare un’etichetta sia ragionevole trarre consigli da chi già ne gestisce una. In questo modo, poi, è possibile creare una rete di conoscenze e contatti. Se io avessi saputo alcune cose a proposito della distribuzione o della manifattura dei dischi, mi sarei regolato sicuramente in maniera diversa.

pleq_and_giulio_aldinucci_the_prelude_toPensavo che The Long Story Recording Company avrebbe raccolto l’eredità di Twice Removed, mentre hai deciso di interrompere l’attività anche di quell’etichetta dopo… una breve storia: quali ragioni ti hanno indotto a creare un’etichetta parallela per pubblicare solo pochi titoli?
Avevo concepito The Long Story Recording Company affinché pubblicasse di meno con maggior promozione. Avevo deciso di rivolgermi nuovamente in maniera diretta agli artisti, cosa che in precedenza avevo smesso di fare. Questo mi ha portato ad Hessien, mentre Elian, Pleq e Giulio Aldinucci erano già transitati per Twice Removed e con Darren McClure ero già in contatto in precedenza. L’idea era anche quella di provare a instaurare una linea tematica di produzione come quella dei primi tempi di Home Normal, ma l’ho ben presto abbandonata. Avevo intenzione di pubblicare un disco ogni tre mesi, in modo che nel momento in cui uno veniva pubblicato l’anticipazione dell’uscita successiva potesse essere postato su Soundcloud. L’etichetta è durata da gennaio a ottobre 2015, mentre Twice Removed è stata attiva dal 14 novembre 2011 al 14 novembre 2015. Avevo appunto intenzione di interromperne l’attività nel quarto anniversario dell’inizio e la motivazione è stata che nel corso degli anni ho dedicato molto tempo e impegno nella gestione delle mie etichette e che ero arrivato a un punto in cui le cose si stavano appiattendo, diventava sempre più faticoso ottenere recensioni e vendevo ormai quasi solo ad acquirenti abituali. Inoltre, avevo sempre meno tempo a disposizione a causa del mio lavoro e di altri impegni. Sentivo che fosse il momento giusto per smettere, avevo fatto qualcosa di cui ero soddisfatto e non ho nessun rimpianto a riguardo.

Quali altre etichette segui e apprezzi in particolar modo?
Quelle che apprezzo di più sono Home Normal (comprese Komu, Tokyo Droning e Nomadic Kids Republic), Hibernate (e Rural Colours), Eilean, Dauw, Preserved Sound, Eta Label, Erased Tapes, Gizeh, Tench, Dronarivm, Hidden Vibes e Assembly Field, solo per citarne alcune.

Ora che hai concluso la tua esperienza alla guida di un’etichetta, come continuerai a vivere la musica da semplice ascoltatore?
Mi concentrerò soltanto nel ruolo di padre e quanto alla musica ne sarò soltanto un acquirente come altri, che cercherà di apprezzarla senza conoscere tutti i processi e le tribolazioni che si verificano nella sua gestazione.

Al di là delle domande, ti va di aggiungere qualche altra considerazione personale che possa riassumere l’esperienza dell’etichetta?
Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno acquistato i dischi che ho pubblicato, in particolare quelli che li hanno collezionati tutti o quasi. Ovviamente gli artisti con i quali ho avuto modo di lavorare, soprattutto quelli con i quali ho instaurato un rapporto di amicizia, e tutti quelli che hanno recensito le produzioni dell’etichetta e che in qualsiasi modo l’hanno supportata. Infine, un grande ringraziamento a Phil Gardelis, che è stato il mio braccio destro per l’ultimo anno e mezzo di attività dell’etichetta.

(English version of the interview with Gavin Caitiling)

https://twicerememberedtwiceremoved.bandcamp.com/

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